RASSEGNA STAMPA

38 GIUGNO 2001
Gli scienziati smentiscono Bush
"Effetto serra, bisogna agire presto"
Il rapporto della National Accademy of Science conferma l'allarme sulle emissioni di gas
Maledetti scienziati. George Bush voleva un rapporto favorevole, da sventolare sotto il naso degli europei a Göteborg. Ha avuto invece dalla National Academy of Science 27 pagine che lo mettono in imbarazzo, e lo hanno costretto ad ammorbidire ancora di più il suo linguaggio, senza concedere nulla in pratica. Facciamo un passo indietro. Quando Bush ha annunciato il rifiuto di ratificare gi accordi di Kyoto contro l'effetto serra, ha sostenuto che gli effetti nocivi dell'anidride carbonica non erano dimostrati. Per dare forza al suo argomento ha sollecitato alla National Academy of Science un rapporto, da presentare alla Casa Bianca prima del vertice con gli europei. Il rapporto è arrivato mercoledì sera. Definirlo una doccia fredda sarebbe poco. E' una pioggia acida, di quelle che cadono quando si brucia troppo carbone. Se si continua cosi, avvertono gli scienziati, l'effetto serra non provocherà soltanto la scomparsa di qualche isolotto nel Pacifico. Porterà siccità e carestia nelle grandi pianure degli Stati Uniti, granaio del mondo. Se non si corre ai ripari oggi, si toglie il pane agli americani di domani. "L'aumento della temperatura globale - scrivono gi scienziati di Bush - è una realtà, e potrebbe avere gravi conseguenze sociali, oltre all'impatto ecologico, entro la fine del secolo". Bush aveva chiesto di "individuare i punti su cui vi sono maggiori certezze e incertezze". Un modo appena velato per suggerire la ricerca di attenuanti per gli scarichi delle industrie e delle centrali elettriche. "E' accertato - rispondono gli scienziati - che l'anidride carbonica è la causa principale dell'effetto serra, ed è imperativo prendere provvedimenti". Ecco perché, da un paio di giorni, il portavoce della Casa Bianca assicura che Bush si rende conto della gravità del problema. Non può più negarlo. E a Göteborg presenterà agli europei, non un piano definitivo, ma "le grandi linee" di una lotta all'effetto serra basata esclusivamente su misure volontarie. Non spera di convicerli. Ma non saprebbe che altro dire.
George Bush ha brutte notizie per i capi di governo europei che incontrerà la prossima settimana, ma i suoi consiglieri stanno cercando un modo per indorare la pillola. Gli Stati Uniti vogliono eliminare uno dei due vertici annuali con l'Unione Europea, per "non perdere tempo" quando la presidenza di turno spetta a piccoli paesi come Belgio o Lussemburgo. Sono più che mai decisi a costruire lo scudo stellare che lascia perplessi gli europei, e non hanno la minima intenzione di ridurre gli scarichi di anidride carbonica vietati dal trattato di Kyoto. Tuttavia non vogliono, diciamo così, piantare l'ultimo Kyoto nella bara della collaborazione transatlantica. Il presidente Bush farà di tutto per assicurare gli interlocutori europei, al vertice di Göteborg in Svezia. Tutto, tranne che accogliere le loro richieste. Il governo americano ha informato l'Unione Europea del suo desiderio: gli incontri al vertice dovrebbero essere "meno frequenti e più sostanziosi". Dal 1990, secondo un calendario stabilito dal presidente George Bush padre, vi sono stati due vertici l'anno, uno in Europa e l'altro a Washington. Gli stessi europei ammettono, ufficiosamente, che non sempre venivano affrontati argomenti di grande importanza. In questo momento, però, la richiesta americana potrebbe essere interpretata come un umiliante segnale di disimpegno. "La Casa Bianca - ha spiegato all'Unità un portavoce dell'Unione Europea a Washington - ci ha espresso la sua volontà di tenere d'ora in poi un solo vertice l'anno. Ne abbiamo preso atto. La questione sarà discussa a Göteborg". Nell'autunno del 1997, il presidente Clinton aveva manifestato ai collaboratori la propria impazienza nel ricevere, come presidente di turno dell'Unione Europea, il rappresentante del Lussemburgo. La Casa Bianca preferirebbe stabilire il calendario dei vertici in modo da far coincidere con la presidenza dei paesi considerati importanti: Germania, Gran Bretagna o Francia. Finora, però, aveva cercato di non urtare la suscettibilità degli altri. "L'amministrazione Bush - commenta acido un diplomatico europeo - si muove nella cristalleria internazionale come il simbolo del suo partito: l'elefante".
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