![]() RASSEGNA STAMPA | ![]() 27 GIUGNO 2001 |
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Lo Stato, moloch contro l’individuo
Joseph Agassi sulla scia di Popper
La filosofia della scienza, attraverso la discussione critica delle modalità di sviluppo delle teorie, nel corso del ’900 ha prodotto una serie di strumenti concettuali utili a vagliare le pretese scientifiche di altri saperi, soprattutto grazie ai lavori di Karl Popper la cui metodologia falsificazionista ha smascherato i dogmatismi insiti nel marxismo e nella psicoanalisi. Il fallibilismo popperiano ha avuto molti risvolti in altri campi del sapere e ha rinnovato la metodologia delle scienze sociali col mettere al centro dell’interesse teorico il cruciale dibattito fra individualismo e collettivismo, problema fondamentale per le sorti della nostra libertà e della società democratica. A tal proposito è da tenere presente il recente volume di Joseph Agassi Scienza, metodologia e società , a cura di M. Segre (Roma, Luiss Edizioni) 2000), che raccoglie nella prima parte un saggio fondamentale sull’argomento del 1987 "Individualismo metodologico e individualismo istituzionale" e nella seconda parte alcune sue relazioni tenute a Roma alla Luiss nel 1997 con il resoconto dei dibattiti con alcuni epistemologi italiani (Dario Antiseri, Massimo Baldini, Lorenzo Infantino, Enzo Di Nuoscio ecc.). Tale volume è molto importante da un lato perché chiarisce l’approdo teoretico del discorso di Agassi che sostiene il ruolo e l’indipendenza dell’istituzione e dall’altra espone le tesi, più legate alle posizioni di Friedrich von Hayek e Ludwig von Mises, sostenute dagli studiosi della Luiss incentrate sulla necessità di ridimensionare il ruolo delle entità collettive come la società, lo stato, l’istituzione capaci di schiacciare l’individuo.
Ma Agassi tiene a sottolineare il senso del suo individualismo istituzionale, cioè più inteso a utilizzare le istituzioni come strumenti esplicativi e non a livello ontologico, dato che, come dice Dario Antiseri, affermare l’esistenza dello stato comporta affermare le entità come separate dagli individui. Pertanto l’individualismo metodologico sostenuto dagli studiosi italiani (Antiseri, Infantino) è una proposta teorica, una terza via tra psicologismo e collettivismo, contrapposta all’istituzionalismo come stessa terza via sostenuta da Agassi. Dal dibattito emergono certamente queste differenze, ma le convergenze sulle questioni di fondo accomunano le posizioni di entrambi i punti di vista orientati a combattere le miserie della sociologia collettivistica, come la necessità di fare entrare all’interno degli studi di metodologia delle scienze sociali tale dibattito incentrato sugli apporti di von Mises, von Hayek e dello stesso Agassi, problematiche che vanno al di là delle dispute puramente teoriche per andare ad investire questioni cruciali della nostra società e della nostra libertà.
Lo stesso Antiseri evidenzia la necessità per le scienze sociali di mettere al centro del loro interesse, sulla scia di Popper e von Hayek, la questione fondamentale per la società contemporanea dell’analisi delle conseguenze inintenzionali delle azioni umane intenzionali, questione che investe vari ambiti della crescita civile ed etica dell’uomo contemporaneo. Questo punto è molto importante perché investe la responsabilità di ogni individuo nei confronti della realtà che ci circonda, distruggendo l’idea (ipocrita) della responsabilità ascritta alla società e allo stato delle cose che non vanno. Questa è la lezione che si può trarre dalla lettura di questo volume che contiene altre interessanti relazioni su "Metodologia e scienza", "Epistemologia e storiografia della scienza" e una bibliografia completa degli scritti di Agassi, che permettono di approfondire meglio le tesi epistemologiche incentrate sulla rivalutazione delle metafisiche cognitive.