RASSEGNA STAMPA

20 GIUGNO 2001
GIUSEPPE SALTINI
”Capire” la mente, che bel problema

I rapporti tra psiche e cervello in un saggio di Alberto Oliverio

Che cosa è la mente? Per alcuni, anzi per molti, essa non coincide con il cervello, organo senza il quale non esisterebbero attività mentali. Distinguere tra mente e cervello tuttavia non è facile: la prima, per esempio, non è conscia di molte attività che si manifestano nel nostro corpo, come la produzione di ormoni, il respiro, la regolazione della pressione arteriosa o del ritmo cardiaco, l’apertura o la chiusura delle pupille. Certo, queste sono soltanto alcune attività riflesse, come lo è, spesso, il camminare; ma anche molte funzioni mentali sono inconsce, guidano la nostra memoria, le nostre decisioni, e sono alla base di percezioni che non pervengono alla coscienza ma modificano il modo in cui agiamo.

In relazione a tali problematiche, i filosofi adottano punti di vista diversi e contraddittori. Oggi però abbiamo raggiunto alcune

certezze: sappiamo che la mente è alla base delle nostre percezioni e delle nostre scelte. Inoltre, ha a che vedere con le emozioni.

Infine, la mente include il sé, le caratteristiche del nostro io e dei suoi rapporti con ciò che noi non siamo, ovvero con gli altri e con la realtà che non appartiene al nostro corpo: un sé che rispecchia la storia individuale di ciascuno, la nostra unicità biologica e le nostre esperienze.

Alberto Oliverio, docente di Psicobiologia alla ’’Sapienza’’ di Roma e direttore dell’Istituto di Psicofarmacologia del Cnr, ha scritto un libro affascinante, La mente: istruzioni per l’uso (Rizzoli, 284 pagine, 30.000 lire), in cui sviluppa tutte le sue doti di scienziato e di accorto divulgatore per illustrarci le scoperte più recenti delle neuroscienze e presentarci le ipotesi a cui è giunta la ricerca attuale.

Nelle pagine del suo saggio, ci parla dei modi in cui il nostro corpo si muove, impara, ricorda, è cosciente. Riesce così a farci

comprendere il funzionamento di mente e cervello. Grazie a una serie di piccoli esperimenti, che egli esemplifica utilizzando una scrittura nitida e a tutti accessibile, ci trasforma in scienziati e cavie di noi stessi.

La mente guida i movimenti, ma viene da essi plasmata e potenziata. I codici attraverso i quali conosciamo il mondo ’’abitano’’ nelle aree del cervello e informano le attività mentali superiori. Le caratteristiche che Oliverio riesce a evidenziare ci conducono nel cosiddetto ’’terreno minato della psicologia’’. Che cos’è che chiamiamo ’’personalità’’? In che misura la mente dipende dai circuiti nervosi, dall’attività chimica del cervello, e dunque dalla ’’materia’’? Si tratta di domande complesse e decisive, che i neuroscienziati, costruendo una serie di ’’carte geografiche’’ per esplorare sempre più a fondo la mente umana, indagano in cerca di risposte efficaci.

Attraverso lo studio di casi clinici esemplari, descritti minuziosamente nel corso dei capitoli del suo libro, Oliverio ci indica le varie strutture del cervello che hanno contribuito a formare la nostra individualità. Lo fa con cautela, senza arroganze neopositivistiche, consapevole, sulle tracce di Gregory Bateson, che quando si tenta di penetrare nella coscienza ’’anche gli angeli indugiano’’.
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Scienze Cognitive