RASSEGNA STAMPA

8 GIUGNO 2001
MARINA FORTI
Caro Bush, il clima si scalda
L'Accademia delle scienze Usa toglie un alibi alla Casa bianca, alla vigilia del viaggio del presidente in Europa
I più noti e autorevoli scienziati e climatologi degli Stati uniti sono espliciti: l'atmosfera terrestre si sta scaldando, il cambiamento del clima è un problema grave e si sta aggravando. Lo dicono in un rapporto redatto dalla National Academy of Sciences (l'Accadema nazionale delle scienze) su richiesta della Casa Bianca, e diffuso proprio ieri, alla vigilia del viaggio presidenziale in Europa dove il clima sarà all'ordine del giorno - e la scelta del momento lascia pensare a un messaggio inviato dal presidente George W. Bush dalla "sua" comunità scientifica...
Il gruppo di 11 esperti, presieduto da Ralph Cicerone (Università della California a Irvine), include anche nomi come quello di Richard Lindzen, climatologo del Massachusetts Institute of Technology, che per anni è stato scettico sul cambiamento del clima (e soprattutto che vi contribuiscano le "attività umane", come bruciare petrolio e altri combustibili fossili). Il rapporto diffuso ieri però non lascia dubbi: "I gas di serra si accumulano nell'atmosfera terrestre come risultato di attività umane, provocando l'aumento della temperatura dell'aria in superfice e degli oceani sotto la superfice". "Le temperature stanno aumentando". "Il riscaldamento indotto da attività umane e l'associato innalzamento del livello dei mari proseguirà durante tutto il XXI secolo", e "le decisioni politiche prese ora e nel futuro determineranno la portata dei danni alla vulnerabile popolazione umana e agli ecosistemi più avanti nel secolo". Su un solo punto il gruppo evoca incertezze: sulla valutazione delle conseguenze dei futuri mutamenti del clima. Ma afferma comunque che il riscaldamento, provocato da attività umane, sarà il problema ambientale dominante del secolo a venire.
Il rapporto dell'Accademia delle scienze toglie al presidente Bush una delle armi politiche (già usate da Bush senior e da Ronald Reagan prima di lui): invocare l'incertezza della scienza. I "suoi" scienziati questa volta confermano quella che ormai è il punto di vista accettato dalla gran parte della comunità scientifica internazionale. E' un bel colpo per un'amministrazione che ha voluto tirarsi fuori dal Protocollo di Kyoto sul clima negoziato tre anni fa, e che finora aveva evitato anche solo di usare l'espressione global warming, riscaldamento globale del clima. Questo spiega la cautela del primo commento di Condoleeza Rice, consigliera della Casa Bianca per la sicurezza nazionale: "Questo è un presidente che prende molto sul serio quello che sappiamo sul clima, cioè che si sta scaldando". Il New York Times riferisce che ormai, in privato, Rice e altri alti funzionari della Casa Bianca ammettono che bisognava trattare con più cautela la questione del clima. Del resto numerosi direttori esecutivi di grandi aziende internazionali premono perché l'amministrazione Bush sia più decisa sul clima, e così - è sempre il quotidiano newyorkese a riferirlo - alcuni dei suoi collaboratori: Rice, il segretario di stato Colin Powell, quello al tesoro Paul O'Neill, e la capo dell'agenzia per l'ambiente Christie Whitman.
Il rapporto nell'Accademia delle Scienze era stato commissionato lo scorso 11 maggio dalla Casa Bianca, in vista delle discussioni internazionali di luglio - il G8, la nuova conferenza sul clima. Ma la risposta degli scienziati è stata più rapida. Alla Casa Bianca toccherà considerarlo, nel preparare la sua annunciata proposta "alternativa" al protocollo di Kyoto.
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