RASSEGNA STAMPA

13 MAGGIO 2001
VALERIO ZANONE
ACHILLE LORIA Positivismo, genio e sregolatezza

Economista e storico ingiustamente dimenticato

Angelo d'Orsi (a cura di), "Achille Loria", Edizioni il Segnalibro, pagg. 446, L. 55.000.

Celebrato in vita come "il Marx italiano" e insultato da Engels come travisatore e plagiario di Marx; descritto da Schumpeter come "un ibrido curioso di genialità e di cattiva preparazione in analisi"; bersagliato dal tiro incrociato di Croce e di Gramsci, Achille Loria è un caso di parabola perpendicolare nella storia del pensiero economico.

Nel suo profilo della cultura torinese Bobbio classifica Loria fra i luminari della facoltà giuridico-economica accanto a Gaetano Mosca, Gioele Solari e Pasquale Jannaccone. Per quasi trent'anní Loria fu direttore del laboratorio fondato da Salvatore Cognetti de Martiis in cui si formò una generazione illustre di economisti. Socio di tutte le accademie, collaboratore dì tutte le riviste, in continuo carteggio con Webb, Edgeworth, Schmoller, Sombart, Walras, per mezzo secolo Loria fu uno degli economisti italiani più noti nel mondo. Ma la parabola della caduta fu perpendicolare come quella della celebrità e oggi sono molti gli economisti che ammettono senza imbarazzo di non averlo letto.

La ragione del decadimento della sua fama va cercata non tanto nella severità dei critici quanto nella fine del ciclo culturale di cui Loria fu il personaggio dominante. Nella cultura economica italiana e soprattutto torinese di fine Ottocento al liberismo di Francesco Ferrara fece seguito il socialismo accademico di impronta positivista, di cui la formidabile erudizione di Loria forni una versione sregolata e geniale., una singolare teoria della storia umana periodizzata secondo le variazioni nel regime di proprietà della terra, che attirò i sarcasmi di Croce ("con la sola terra neppure Loria riesce a muovere alcuna storia").

Quando Luigi Einaudi, autore della bibliografia di Loria pubblicata in appendice alla Riforma Sociale nel 1932, fu incaricato di scrivere il necrologio di Loria per la Royal Economic Society, mise l'accento sul "gargantuan work" dell'economista e insieme sull'"apparently terrific disorder" del suo scrittoio; e da quel gigantismo caotico estrasse a preferenza non i più noti scritti di economia fondiaria, ma piuttosto gli studi di storia monetaria posti in sottordine dallo stesso Loria nella sua autobiografia.

A sottrarre Achille Loria dalla polvere del tempo provvede adesso uno dei Quaderni di storia dell'Università di Torino a cura di Angelo d'Orsi, che raccoglie fra gli altri studi di Filippo Barbano, Riccardo Faucci, Corrado Malandrino e Roberto Marchionatti. Il quaderno, terzo di una collana diretta da Francesco Traniello, va ad aggiungersi, insieme al recente volume della Fondazione Einaudi di Torino sulla Riforma Sociale di Roux, Nitti ed Einaudi, alla storia dei maestri che fra la fine dell'Ottocento e il primo Novecento hanno illustrato l'ateneo torinese. nel campo delle scienze sociali ed economiche.
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vedi anche
Storia della filosofia