![]() RASSEGNA STAMPA | ![]() 6 MAGGIO 2001 |
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Le argomentazioni addotte da Luigi Manconi a sostegno dell'eutanasia sono state esposte con tale garbo e buon senso da apparire condivisibili. Doppiamente insidiose, dunque, perché in questo modo fuorvianti. Soprattutto là dove Manconi, al quale va dato atto di
non essere un khomeinista della 'buona morte' come tanti suoi amici di area, considera dirimente che sia data al malato terminale la possibilità di 'consenso informato' in base a un asserito 'sacrosanto principio dell'autodeterminazione'.
Se così fosse si darebbe via libera a suicidi di massa anche di malati non terminali; la disperazione (con le più disparate motivazioni) che è sempre alla base dei tentativi di togliersi la vita dei sani in che cosa differirebbe dalla disperazione di chi giace in un letto senza speranza?
Il caso
Va detto intanto che solo l'Olanda ha varato una legge che depenalizza il reato di eutanasia, dandole una formale legalizzazione.
Tentativi analoghi avviati negli Stati Uniti e in Australia si sono subito bloccati. L'Olanda si è posta al di fuori della cultura giuridica di tutti i Paesi del mondo che accetta il principio generalizzato per il quale la vita umana va comunque tutelata: la libertà di una persona cessa quando quest'ultima cerca di privare della vita un altro individuo; in parole povere, nessuno ha il potere di determinare la vita e la morte.
L'esempio
Che lo faccia lo Stato olandese, per mano di medici consenzienti, non altera la realtà di un intervento comunque letale, di un'uccisione diretta e volontaria.
La legge dell'Olanda va dunque contro la legge naturale che alberga nella coscienza di ognuno di noi. E non tiene conto, per quanto riguarda la responsabilità dei medici, né della dichiarazione di Ginevra del 1948 né dei principi di etica medica alla base di questa professione e comunque riaffermati nel 1987 dalla Conferenza europea degli ordini
professionali. Né è giustificata dalla dichiarata esigenza di regolare situazioni di fatto: se sono tollerate lo si deve all'acquiescenza degli organi pubblici.
Così contestata la legge olandese sul piano tecnico, soffermiamoci sulle sue possibili conseguenze pratiche.
I rischi
Norme piu' chiare
Non si confonda l'eutanasia intesa come 'morte su richiesta' con la scelta anti-prolungamento artificiale della vita. E si cerchi piuttosto, con leggi e iniziative adeguate, di assicurare il sostegno a quella che, finché non si esala l'ultimo respiro, è pur sempre una 'speranza di vita'.
E chi non si rallegra per un malato considerato terminale (anche uno solo su mille) che, grazie alle cure mediche e, perché no?, all'affetto di chi gli sta vicino ritorna all'improvviso a vivere?