![]() RASSEGNA STAMPA | ![]() 29 APRILE 2001 |
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Ritorna un saggio classico di Karl Löwith
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KARL LÖWITH, " Dio, uomo e mondo nella metafisica da Cartesio a Nietzsche", Donzelli, p. 197, lire 38.000 |
Fin dagli anni Trenta Loewith ha influito profondamente sulla cultura italiana, suggerendo interpretazioni di marxismo ed esistenzialismo, temi che, in una società come la nostra, così influenzata dalle ideologie, sono penetrati nella cultura diffusa. In questo volume, pubblicato nel 1967, Löwith fa culminare la filosofia moderna classica con Nietzsche. Infatti egli sostiene che la filosofia moderna si contrappone a quella antica. Questa riteneva il mondo una realtà indipendente, mentre furono i cristiani a farne un prodotto della creazione divina. Infine i moderni lo hanno considerato un oggetto della conoscenza umana. Al termine del processo, Nietzsche, che annuncia la morte di Dio, predica l’avvento del superuomo e dichiara che "il mondo vuole se stesso", ritorna al pensiero degli antichi, eliminando la dipendenza del mondo da Dio e facendo dell’uomo qualcosa di diverso da un semplice soggetto della conoscenza.
L’interesse per Nietzsche costituisce un aspetto importante della cultura contemporanea, soprattutto di quella europea continentale. Fin dalla fine dell’Ottocento una parte della cultura tedesca aveva cercato di riabilitare Nietzsche, trasformandolo in un filosofo "decoroso", che poteva essere ospitato nell’insegnamento accademico; ma un’altra parte riscoprì "il caso Nietzsche", senza tacere i contenuti "scandalosi" della sua filosofia. Löwith, insieme con Heidegger, ha esercitato una funzione importante in questa seconda interpretazione, presentando Nietzsche come l’esito naturale della filosofia moderna.
In realtà gli schemi con i quali si è ricuperato Nietzsche sono nati all’interno dell’università tedesca tra Ottocento e Novecento: e in questo libro di Löwith la cosa si vede abbastanza bene.
In quelle scuole era nata la successione mondo-Dio-uomo, insieme con la presunzione che questi concetti servissero per interpretare tutto il corso della storia della filosofia e che questa riflettesse la storia dell’umanità. Sono cose cheè importante ricordare, perché i filosofi del Novecento, da Wittgenstein a Heidegger, si sono serviti di questi schemi scolastici per costruire profezie filosofiche: e una parte di rilievo del loro gioco di prestigio è consistita nel tenere celati i modesti strumenti accademici dei quali si sono avvalsi.