RASSEGNA STAMPA

12 APRILE 2001
editoriale
Olanda: via libera all'eutanasia
La discussione era iniziata ieri fra le proteste di pochi manifestanti, che si sono radunati davanti al Parlamento dell'Aia fin dalla mezzanotte. La legge, che fa dell'Olanda il primo paese ad autorizzare i medici - sia chiaro: dietro rigide regole - a porre fine alla vita dei pazienti che lo richiedano, approvata alla Camera lo scorso 28 novembre ha ottenuto il si dal Senato, con 46 voti a favore e 28 contrari. Solo i piccoli partiti cristiani si sono dichiarati contrari mentre i partiti della coalizione di governo detengono la maggioranza in ambo i rami del parlamento dopo un lungo dibattito al loro interno hanno deciso di dostenerla. Il ministro delle Giustizia olandese Benk Korthals, durante la sua presentazione della legge al Senato, ha dichiarato che il nuovo provvedimento formalizza le linee guida adottate nel 1993, quelle secondo cui i medici fornivano assistenza ai suicidi con tacito consenso. Il governo di allora - ha sottolineato Korthals - era guidato dagli stessi partiti cristiani che ora si oppongono al decreto. "È in ogni caso una buona cosa che ad un certo punto una pratica comune diventi legge" ha aggiunto. Ma vediamo cosa prevede la legge arrivata alle Camere dopo trent'anni di dibattito pubblico. Il medico potrà porre fine alla vita del paziente che lo richieda se quest'ultimo è sottoposto ad una sofferenza insopportabile, se è a conoscenza di tutte le opzioni mediche alternative, e se la diagnosi che lo riguarda sia comprovata da un altro medico. La richiesta dovrà essere effettuata volontariamente, ripetutamente e in maniera indipendente, da un paziente in pieno possesso delle sue facoltà. L'eutanasia non potrà essere suggerita dal medico. La nuova legge permette anche al paziente di preparare una richiesta scritta di eutanasia, lasciando al medico il diritto di decidere quando il paziente non fosse mentalmente o fisicamente in grado. Una commissione indipendente passerà in rassegna i casi per assicurarsi che queste regole siano applicate. Inoltre l'Olanda chiaramente non vuole essere indicata come "il paradiso dell'eutanasia", e come nel caso della recentissima legge che autorizza i matrimoni fra omosessuali, il provvedimento si applicherà soltanto ai residenti sul territorio del paese. Il ministro della Giustizia tedesco, Hertha Daeubler-Gmelin ha criticato la legislazione olandese, sostenendo che sia necessario concentrarsi sulle terapie per ridurre le sofferenze dei malati. Intervenendo in un dibattito alla televisione Ard, il ministro ha sostenuto che la morte dolce implica "la decisione di terzi sul destino di un essere umano". Il Vaticano aveva denunciato aspramente il decreto quando era stato approvato dalla Camera l'anno scorso. Egbert Schuurman dell'Unione Cristiana, leader dell'opposizione al Senato, ha detto nel dibattito che in caso d'approvazione della legge si compirà un "errore storico", invitando i colleghi senatori a "lasciare le questioni di vita e di morte nelle mani di Dio".
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