RASSEGNA STAMPA

8 APRILE 2001
GIANNI VATTIMO
Le onde dividono la sinistra
La (piccola?) polemica che si è aperta ieri tra i ministri Umberto Veronesi (Sanità) e Willer Bordon (Ambiente) ha tutte le ragioni per essere assunta a emblema dei tanti problemi che tormentano il centro-sinistra, ben al di là delle contingenze elettorali. Toccando una corda emotiva di sicuro effetto, Bordon rimprovera a Veronesi, a proposito della pericolosità delle radiazioni elettromagnetiche delle antenne (tra cui quelle della Radio Vaticana), una cinica mancanza di sensibilità, spiegata, se non giustificata, dalla sua abitudine di medico a veder morire la gente. Veronesi, ministro scienziato, ricordava i dati sull'irrilevanza statistica dei casi di leucemia riconducibili a questo fattore. Se anche un solo bambino su centomila dovesse ammalarsi per una causa simile, il governo avrebbe comunque il dovere di intervenire per eliminarla, ribatte Bordon. Perché il contrasto tra l'umanitario Bordon e il pragmatico Veronesi è emblematico? Perché sono in gioco due valori a nessuno dei quali la sinistra (o forse qualunque forza politica, anche se in modi e con accenti diversi) può rinunciare: da un lato la preoccupazione per i bisogni anche dei più "piccoli" (che non sempre sono solo i bambini); dall'altra, un efficace pragmatismo, ispirato dalla conoscenza esatta delle situazioni.
Il fatto che il governo di cui i due ministri fanno parte sia un governo di centro-sinistra non offre nessun appiglio per preferire un valore piuttosto che l'altro. Eppure: chi diffida del pragmatismo di Veronesi, starà con Bordon e si preoccuperà anzitutto della difesa dei "piccoli" - oltre che di corrispondere ai sentimenti magari anche irrazionali della massa dei cittadini (vedi le recenti polemiche sulla libertà della ricerca), arrivando talvolta a sospettare il governo Amato di essere in realtà un'"altra destra", e ad accettare la vittoria elettorale della destra autentica. Chi privilegia l'efficacia scientificamente illuminata dell'azione governativa manifesterà ancora una volta insofferenza verso il buonismo e la demagogia che imprigionano la mentalità di una sinistra che non sa essere vera forza di governo. Non crediamo che, in campagna elettorale o dopo, il dilemma possa essere sciolto. Ci auguriamo almeno che, comunque vadano le elezioni, nessuna delle due alternative sia eliminata dal dibattito e dalle decisioni politiche.
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