| Le onde dividono la sinistra | La (piccola?) polemica che si è aperta ieri tra i ministri Umberto
Veronesi (Sanità) e Willer Bordon (Ambiente) ha tutte le ragioni per
essere assunta a emblema dei tanti problemi che tormentano il
centro-sinistra, ben al di là delle contingenze elettorali. Toccando una
corda emotiva di sicuro effetto, Bordon rimprovera a Veronesi, a
proposito della pericolosità delle radiazioni elettromagnetiche delle
antenne (tra cui quelle della Radio Vaticana), una cinica mancanza di
sensibilità, spiegata, se non giustificata, dalla sua abitudine di medico a
veder morire la gente. Veronesi, ministro scienziato, ricordava i dati
sull'irrilevanza statistica dei casi di leucemia riconducibili a questo
fattore.
Se anche un solo bambino su centomila dovesse ammalarsi per una
causa simile, il governo avrebbe comunque il dovere di intervenire per
eliminarla, ribatte Bordon. Perché il contrasto tra l'umanitario Bordon
e il pragmatico Veronesi è emblematico? Perché sono in gioco due
valori a nessuno dei quali la sinistra (o forse qualunque forza politica,
anche se in modi e con accenti diversi) può rinunciare: da un lato la
preoccupazione per i bisogni anche dei più "piccoli" (che non sempre
sono solo i bambini); dall'altra, un efficace pragmatismo, ispirato dalla
conoscenza esatta delle situazioni.
Il fatto che il governo di cui i due ministri fanno parte sia un governo di
centro-sinistra non offre nessun appiglio per preferire un valore
piuttosto che l'altro. Eppure: chi diffida del pragmatismo di Veronesi,
starà con Bordon e si preoccuperà anzitutto della difesa dei "piccoli" -
oltre che di corrispondere ai sentimenti magari anche irrazionali della
massa dei cittadini (vedi le recenti polemiche sulla libertà della ricerca),
arrivando talvolta a sospettare il governo Amato di essere in realtà
un'"altra destra", e ad accettare la vittoria elettorale della destra
autentica.
Chi privilegia l'efficacia scientificamente illuminata dell'azione
governativa manifesterà ancora una volta insofferenza verso il
buonismo e la demagogia che imprigionano la mentalità di una sinistra
che non sa essere vera forza di governo. Non crediamo che, in
campagna elettorale o dopo, il dilemma possa essere sciolto. Ci
auguriamo almeno che, comunque vadano le elezioni, nessuna delle
due alternative sia eliminata dal dibattito e dalle decisioni politiche. |