Rhotbard La frontiera dell'anarco capitalismo| Il "libertarismo" punta a sostituire lo Stato con comunità regolate dal mercato
e legate da vincoli di solidarietà individuale |
| "Se si volesse capire come il libertario considera lo Stato e le sue azioni, basterebbe considerare lo Stato una banda criminale. ( ). Nell'opporsi a qualsiasi aggressione o di gruppo contro i diritti delle persone o delle proprietà, il libertario è consapevole che in tutta la storia e fino ai nostri giorni c'è stato un solo aggressore centrale, dominante e potente che ha offeso tutti questi diritti: lo Stato. Lo Stato commette abitualmente omicidio di massa chiamandolo "guerra", o talvolta "eliminazione dei sovversivi"; lo Stato pratica la schiavitù nelle proprie forze militari, e la chiama "coscrizione"; vive e giustifica la propria esistenza attraverso la pratica della rapina, chiamata "tassazione". Il libertario sostiene che il fatto che tali nefandezze vengano o no sancite dalla maggioranza della popolazione non altera la loro vera natura: ossia, a prescindere dalla ratifica popolare, la guerra è e rimane omicidio di massa, la coscrizione è schiavitù, la tassazione è rapina. Il libertario, in breve, è quel bambino della favola che con insistenza ribadisce che "l'imperatore è nudo". Questa è la vigorosa critica di Murray Rothbard allo Stato.
Murray Newton Rothbard (1926-1995) è il principale esponente dell'anarco-capitalismo americano, la versione più radicale del pensiero liberale. Come mai giunge a un critica così forte dello Stato? Partendo dall'assioma di non aggressione, cioè a dire il principio secondo il quale nessuno deve essere aggredito nella persona e nella proprietà, Murray Rothbard conclude che lo Stato è un'istituzione illegittima e, per sua stessa natura, calpesta i diritti dei cittadini. Lo Stato è l'unica istituzione che si sostiene attraverso la tassazione, vale a dire, attraverso l'aggressione e la violazione dei diritti di proprietà degli individui, mentre tutti gli altri soggetti all'interno della società si sostengono tramite la produzione e lo scambio. Lo Stato non è solo un'istituzione immorale ma, con i suoi innumerevoli monopoli, è anche un'istituzione inefficiente riguardo la fornitura di beni e servizi. Ad avviso di Rothbard lo Stato dovrebbe semplicemente cessare di esistere e cedere il posto a una pluralità di agenzie protettive, liberamente finanziate e in competizione tra loro. Avere servizi di protezione in regime di libero mercato "significherebbe mantenere l'assioma della società libera, vale a dire, che non deve esserci alcun uso di forza fisica eccetto che per la difesa contro coloro che usano la forza contro la persona o la proprietà. Questo mondo implicherebbe l'assenza completa di un apparato statale o di governo. I servizi di difesa, come tutti gli altri servizi, dovrebbero essere vendibili e solo vendibili". In questo sistema anche giudici e tribunali sarebbero in concorrenza tra loro sul mercato e non sarebbero altro che arbitri privati, esperti in legge, con il compito di applicare ai vari casi il Codice Giuridico Libertario, basato su norme di common law, adeguate al fondamentale principio di non aggressione.
Negli anni cinquanta il giovane Murray si accosta alla Old Right isolazionista che si era opposta al New Deal di Roosevelt e agli interventi americani nei conflitti mondiali. Sono gli anni della collaborazione a riviste quali National Review e Freeman, espressioni della cultura conservatrice americana. Ancora studente, Murray Rothbard frequenta il seminario sul marginalismo della Scuola Austriaca di Economia, tenuto da Ludwig von Mises, dal 1949 al 1969, presso la New York University. Il seminario, le convention nei caffè del Greenwich Village e l'entusiasmo di Rothbard contribuirono alla formazione di un vero e proprio circolo intellettuale intorno alla figura di Mises. Per Rothbard, già sostenitore del libero mercato, l'incontro con Mises fu decisivo. A questo punto, il giovane studioso si trova di fronte a un bivio: se è vero, come sostiene Mises, che l'economia di libero mercato è il migliore strumento per raggiungere il maggior benessere per tutti, se è il sistema economico più efficiente e consente la realizzazione della più vasta gamma di obiettivi, perché occorre tollerare il monopolio dello Stato per la produzione di beni quali la sicurezza, la protezione e i servizi giudiziari? Ebbene ben presto Rohtbard, come egli stesso ricorda, si trova sospinto da una logica stringente verso quello che chiamerà anarco-capitalismo. Inizia così la lettura delle opere degli anarchici individualisti americani del diciannovesimo secolo, Lysander Spooner, Benjamin Tucker e Auberon Herbert. Nello stesso periodo Rothbard incontra Ayn Rand, accesa sostenitrice del capitalismo e, per un certo periodo frequenta il suo gruppo "oggettivista". Se ne distaccherà poco dopo a causa di dissapori con la stessa Rand. Murray Rothbard non si accontenta di sopportare il libero mercato con argomenti logici e avalutativi. Egli vuole costruire un'etica della libertà. Il libero mercato non è soltanto il sistema più produttivo. A detta di Rothbard è l'unico tipo di organizzazione sociale davvero coerente con la natura umana e in quanto tale è l'unico sistema eticamente corretto. Per fornire un fondamento etico alla libertà Murray Rothbard si rivolge alla tradizione tomista del diritto naturale.
Quest'ultimo è per Rothbard una guida che consente di comprendere ciò che è bene per l'uomo in quanto tale, vale a dire che cosa sia conforme alla natura umana. L'intento di Rothbard è quello di dare maggiore forza persuasiva ai propri argomenti a sostegno della libertà. Il fondamento teorico del principio della non aggressione nei confronti dell'individuo e della sua proprietà è, a sua volta, il diritto di self-ownership, il diritto alla proprietà di se stessi, che Rothbard rinviene nel pensiero di John Locke. Da un forte diritto alla proprietà di sé discende il diritto naturale di proprietà privata. Quest'ultimo deriva dall'unione del lavoro individuale con le risorse della terra. E' esattamente in questo modo che il principio dell'homesteading attribuì ai coloni americani il possesso delle terre che costoro avevano coltivato.
Nessuna teoria è isolata ed avulsa dal proprio contesto storico. Gli anni Cinquanta del Novecento segnarono la ricoperta dei valori del liberalismo classico negli Stati Uniti. L'era del New Deal era ancora un'esperienza recente e uno dei temi centrali dei dibattiti politici rimaneva la presenza del governo nell'economia e nella vita dei cittadini. In politica estera la guerra fredda e la constatazione del totalitarismo della Russia stalinista crearono un clima adatto allo sviluppo delle idee libertarie e alla ripresa dei valori dell'individualismo. Non era forse preferibile la mano invisibile rispetto alla troppo visibile mano della burocrazia? In una delle intime riflessioni Murray Rothbard sottolinea il valore delle nazioni per consenso, vale a dire di comunità basate su un consenso effettivo, su tradizioni storiche, culturali e linguistiche. Ebbene Rothbard individua nella libera espansione di tali comunità una via concreta alla società libertaria. |