RASSEGNA STAMPA

11 MARZO 2001
ARMANDO MASSARENTI
Dummetti, una fonte per due opposte correnti
Michael Dummett, «Origini della filosofia analitica». Introduzione di Eva Picardi pagg. 214. Einaudi, Torino 2001, pagg. 214. L. 30.0000
La lingua sarà anche uno specchio deformante, ma è l'unico «specchio che abbiamo». E' un'immagine che a Michael Dummett piace ripetere affermando la centralità del linguaggio nella filosofia analitica, e nello studio del pensiero, che a suo parere è stata inaugurata dal grande logico Gottlob Frege, sul quale egli ha scritto due monografie importanti e originali. Se vogliamo capire la natura dei pensieri, sostiene Dummett, possiamo farlo solo indagando la natura del linguaggio che del pensiero è il veicolo per eccellenza. Benché Frege sia noto per aver affermato la priorità del pensiero sul linguaggio (come peraltro fanno oggi molti filosofi), è sempre dal linguaggio che egli è partito definendo quello che secondo Dummett è tratto peculiare della filosofia analitica. Anche Origini della filosofia analitica è libro anomalo nel panorama filosofico recente. Contiene, delineate con la consueta cristallina chiarezza, le tesi fondamentali della filosofia di Dummett, sul linguaggio, il realismo, la verità e il significato, che hanno influenzato una parte importante della filosofia contemporanea da Richard Rorty a Hìlary Putnam, John McDowell e Robert Brandom a J Habermas). Il vero tema è però il tentativo risalire le correnti del pensiero contemporaneo e giungere alla fonte dell'attuale incomunicabilità tra le due correnti fondamentali della filosofia contemporanea: quella analitica, e Dummett appartiene, e quella continentale. Per fare questo egli parte dal presupposto che «la storia delle idee abbonda di sviluppi che non sono spiegabili con indagini storiche convenzionali», attente a studiare i condizionamenti reciproci tra gli autori. Le stesse idee in realtà appaiono in contesti diversi e in pensatori che non hanno avuto alcuna influenza reciproca. Le idee sono nell'aria. «A un certo stadio della storia dì qualsiasi disciplina, le idee diventano visibili, sia pure solo a coloro che sono dotati dì una vista intellettuale particolarmente fine», mentre sarebbero soprattutto invisibili anche alle menti più fini in periodo diverso. Dummett delinea così una dei pensieri e non dei pensatori e ritrova così il clima dal quale sarebbe nato lo spirito della filosofia analitica.
Ebbene, contraddicendo un'immagine assai comune che ne vede un prodotto «anglo-americano», Dummett ne ritrova invece le origini nell'Europa centrale della fine dell'800.
Bisogna risalire Brentano e Bolzano, ma soprattutto a Frege e Husserl, tra i quali si scoprono notevoli affinità e idee comuni. L'uno sarebbe diventato il capostipite della filosofia analitica, l'altro invece avrebbe aperto la via al filone ermeneutico. Dal logicismo di Frege, via Russell, si arriva presto a Wittgenstein, Austin, Ryle, passando per i pensatoti del Circolo di Vienna, dalla fenomenologia di Husserl si giunge invece a Heidegger e a Gadamer. La filosofia analitica, o filosofia scientifica, sarebbe diventata un fenomeno angloamericano a causa dell'avvento del nazismo e della fuga di intellettuali che provocò. Le differenze con l'altra tradizione si sarebbero così accentuate. Senza pretendere di tornare a un ricongiungimento tra queste due correnti, Dummett spera che la comprensione delle origini comuni possa almeno favorire una reciproca comprensione. Il nucleo di Origini della filosofia analitica una serie di lezioni, organizzate da Eva Picardi, che Dummett tenne a Bologna nel 1987. Ne nacque un piccolo libro pubblicato dal Mulino nel 1990, ampliato e tradotto in tedesco (con una intervista che ripercorre la vicenda intellettuale di Dummett) e poi pubblicato in inglese nel 1992. E' questa l'edizione che Einaudi ora propone in traduzione, con bella introduzione della Picardi, che ricostruisce il dibattito sulla nascita della filosofia analitica che meritoriamente il libro di Dummett ha contribuito a suscitate, spingendo molti altri autori a proporre ricostruzioni alternative.
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