Il Vaticano critica la Montalcini:
i cattolici non sono oscurantisti| «L'Osservatore
Romano» difende la posizione della Chiesa. Monsignor Sgreccia: l'etica
deve vigilare sulla scienza |
| Il ruolo di membro della Pontificia Accademia per le scienze potrebbe creare qualche imbarazzo al premio Nobel per la Medicina Rita Levi Montalcini, dopo essere stata bersaglio di un duro attacco dell'Osservatore Romano. Il fatto è che l'antico binomio scienza e fede, riesumato dalla polemica sul bioetch, questa volta la vede sulla sponda opposta del Tevere. E alla Chiesa non è passata inosservata l'intervista in cui ha criticato i «guasti delle ideologie categoriche» che si appoggiano alla politica o alla religione, cioè al «pensiero supercattolico». Così, il teologo Gino Concetti sul quotidiano della Santa Sede scrive, senza citarla, che certe dichiarazioni non sono all'altezza della sua valenza scientifica. E il vescovo Elio Sgreccia, Vicepresidente della Pontificia Accademia per la vita, respinge le «gravi accuse» di alcuni scienziati alla Chiesa che in pas sato avrebbe ostacolato la ricerca. Su fini e risorse della ricerca, avverte il gesuita Carlo Casalone, non decidono solo gli scienziati ma tutta la comunità civile.
Il Vaticano non accetta dunque che si parli di oscurantismo e si rievochi il fantasma di Galileo. Padre Concetti critica il riferimento della Montalcini ai dubbi che sarebbero stati sollevati dai cattolici sulla terapia sul dolore, anche perché provengono da un premio Nobel che siede nel più autorevole organismo scientifico del Vaticano. E respinge il «teorema» che la Chiesa intralci il progresso della medicina, giudicando «sorprendenti» le tesi della scienziata sulle cellule staminali, quando dice che «l'uomo esiste solo quando ha acquisito la capacità d'intendere e di volere». «Non è vera scienza - conclude Concetti -, né progresso autentico quella tecnica che, per raggiungere il risultato, richiede il sacrificio anche di un solo essere umano».
L'etica, avverte monsignor Sgreccia, deve sempre vegliare sulla scienza per impedire che venga impiegata contro i più deboli e indifesi, rivelandosi «indegna dell'uomo». E' già successo, sostiene, che la scienza abbia «scritto pagine buie nella storia non lontana e tale ricerca non può essere fatta rinascere». |