RASSEGNA STAMPA

13 FEBBRAIO 2001
G. ENRICO RUSCONI
Organismi politicamente modificati
E' nato un nuovo soggetto politico che non ha intenzione di delegare a nessuna rappresentanza indiretta, "democratica", le sue competenze decisionali su un campo che ritiene di poter gestire direttamente a nome della collettività. E' nato un tipo nuovo di scienziato-politico, che vuol contare direttamente nella decisione collettiva. Per ora si è creato un altro tavolo di "concertazione", quello tra politica e scienza. Ma parlare di "scienza" e "politica" è una finzione.
Il confine è già stato superato da tempo: da quando la scienza per svilupparsi dipende in modo assoluto dal sostegno del potere economico e politico; da quando la politica per garantire gli standard di qualità di vita della popolazione dipende dalle prestazioni della scienza. Tutto questo ha modificato profondamente la figura sociale e politica dello scienziato. I politici lo intuiscono, ma non sanno come reagire. Dietro alla questione relativamente circoscritta e risolvibile degli organismi geneticamente modificati (ogm) si intravede una problematica che coglie di sorpresa l'intera nostra classe politica.
Reagisce con riflessi elettoralistici, destreggiandosi impacciata tra grandi nobili concetti come Ricerca, Scienza ed Etica, senza sapere in realtà che cosa fare per esorcizzare la paura verso possibili esiti imprevisti e incontrollabili.
Le mancano gli strumenti anche concettuali. In questi anni infatti la scienza e la tecnologia hanno raggiunto gradi di autonomia, di acquisizione di conoscenze e di sperimentazione tali per cui esse dispongono in modo monopolistico e insindacabile delle informazioni essenziali su problemi su cui la politica democratica è chiamata a pronunciarsi.
La strada obbligata, per ora, è quella delle commissioni di consultazione miste (di scienziati e di politici) per tenere sotto controllo i problemi di volta in volta emergenti. Ma alla lunga si assisterà alla loro progressiva trasformazione in organi di rappresentanza politica (con scienziati d'area) con vere e proprie competenze decisionali.
inizio pagina
vedi anche
Cultura-Impresa scientifica