| E' un manifesto per la libertà di ricerca, e qualcosa di più. E' il segno
della nascita di un movimento, della rivolta degli scienziati contro il governo e la
politica; cui seguirà martedì prossimo una "marcia su Roma" di alcuni tra i più noti
ricercatori italiani, che in una conferenza stampa organizzata con il sostegno
dell'Osservatorio laico di Giovanni Negri e Cinzia Caporale e della fondazione Einaudi
annunceranno la fondazione di un Forum permanente per la libertà di ricerca
scientifica. E sottoporranno ai due candidati premier Berlusconi e Rutelli un
questionario per "stanarli": "Diteci come la pensate su biotecnologie, cellule staminali,
innovazione, progresso". Il manifesto, sottoscritto da Renato Dulbecco, Silvio Garattini,
Tullio Regge, Carlo Alberto Redi, Edoardo Boncinelli e altri 1164 scienziati, ricercatori,
docenti universitari, che La Stampa pubblica integralmente, indica fin dalle prime righe
l'obiettivo numero uno dell'offensiva della scienza: il ministro Alfonso Pecoraro Scanio,
accusato di "mettere a repentaglio la sopravvivenza della ricerca italiana in campo
biotecnologico". Il documento non denuncia solo la drammatica mancanza di fondi, ma
anche "la svolta repressiva" impressa dal governo Amato e in particolare dal ministro
Verde. Parla di "attacchi intimidatori", di "pregiudizi ideologici". E apre un dibattito
cui il governo, la campagna elettorale e i candidati premier non potranno non tener
conto. |