Eugenetica made in Usa| Dal 1907 al 1973, gli Usa, precorrendo l'eugenetica nazista, autorizzarono la sterilizzazione
coatta di pazienti psichiatrici, condannati per crimini sessuali, oligofrenici, "imbecilli", individui
"moralmente depravati", epilettici. In realtà, immigrati, slavi, ebrei, homeless e, soprattutto,
neri. Uno scheletro nell'armadio delle potenti lobby ricreative interessate alla conservazione
della natura. Ora la Virginia chiede scusa alle vittime, solo nel 1972, 8.000 donne e 16.000
uomini |
| La settimana scorsa lo Stato della Virginia ha chiesto scusa ai circa 8.000 "imbecilli"
e "criminali" legalmente sterilizzati nel corso del Novecento, con l'avallo della stessa
Corte Suprema degli Stati uniti d'America. La quale nel 1927 si espresse a favore
della legge della Virginia che autorizzava la sterilizzazione coatta dei "portatori di
una forma ereditaria di malattia mentale o imbecillità". Ecco le parole che pronunciò
Oliver Wendell Holmes a nome della maggioranza della Corte: "Abbiamo constatato
più di una volta che il benessere pubblico può richiedere le vite dei cittadini migliori.
Sarebbe strano se esso non potesse richiedere a coloro che già fiaccano la forza
dello Stato questi sacrifici minori, spesso non percepiti tali dagli interessati, al fine
di non essere sommersi dall'incompetenza. E' meglio per tutto il mondo se, anziché
aspettare di giustiziare per qualche crimine una prole depravata o lasciarla morire di
fame a causa della sua imbecillità, la società può impedire, a coloro che sono
manifestamente non idonei, di propagare la loro specie. Il principio che sostiene la
vaccinazione obbligatoria è adeguatamente ampio da includere il taglio delle tube di
Falloppio. Tre generazioni di imbecilli sono più che sufficienti" (Buck V. Bell 1927). Ci
troviamo di fronte allo stesso linguaggio con cui si esprimeranno gli eugenisti
nazisti.
Gli Stati Uniti sono stati il primo paese al mondo ad autorizzare la sterilizzazione con
finalità eugenetiche. Nel 1907 lo Stato dell'Indiana approvò, infatti, la prima legge
per la sterilizzazione di pazienti ricoverati in istituzioni psichiatriche, persone
condannate più di una volta per crimini sessuali, quanti venivano giudicati
oligofrenici dai test di QI, "individui moralmente depravati" ed epilettici.
Se vogliamo capire perché proprio gli Usa furono i pionieri della sterilizzazione
dobbiamo frugare tra gli scheletri contenuti negli armadi delle lobby ricreative
interessate alla conservazione della natura. Su tutte emerge il circolo, formato da
scienziati e uomini politici, del professor Henry Fairfield Osborn. Circolo che riuniva
l'élite protestante anglo-sassone di New York, fatta dei potenti Roosevelt, Morgan,
Frick, Dodge, Vanderbilt e Harriman. Nel linguaggio eugenetico usato da Osborn e il
suo circolo, "Nazione", "Razza" e "Stato" erano termini frequentemente
intercambiabili. Osborn esercitò la sua forte influenza sulla cultura americana
nell'interesse della propria classe che, per lui, costituiva la crema della razza forte,
la sopravvivenza del più adatto, il vero vertice dell'evoluzione. Inoltre, dato che
l'aggressività era considerata la più importante virtù della razza anglo-sassone, un
suo associato, il presidente Theodore Roosevelt ne era diventato il simbolo.
I membri più importanti del circolo di Osborn (Theodore Roosevelt compreso)
fondarono nel 1887 l'ultra esclusivo Boone and Crockett Club (B&C) che costituì la
prima associazione conservazionistica d'America ed ebbe un ruolo fondamentale nel
sostenere sia il Museo Americano di Storia Naturale, il Parco Zoologico di New York
(Bronx Zoo) e la Lega di Difesa della Foresta Rossa a San Francisco, che i
movimenti eugenetici e di restrizione dell'immigrazione.
In un'epoca sempre più secolarizzata, la Natura divenne un surrogato di Dio, tanto
che per il presbiteriano Osborn, Natura e Dio erano pressoché la stessa cosa.
Fin dal 1845 l'Onnipotente aveva svelato il Suo "piano" al giornalista John O'
Sullivan che coniò la frase il "Destino Manifesto". Il "Destino" di O' Sullivan finì per
giustificare le aggressioni dell'imperialismo americano in tutte le direzioni per ben più
di mezzo secolo. Il Sun, nel 1847, si vantava che l'americano avrebbe superato
persino l'aggressività dei suoi antenati germanici. Era quindi "naturale" che chi
aveva "rivelato" il "Destino manifesto" a O' Sullivan, dettasse il destino dei deboli a
Madison Grant (un membro del B&C): "Le leggi della natura hanno bisogno
dell'annullamento degli inadatti, la vita umana è valida solo quando è utile alla
comunità o alla razza".
Più di qualsiasi altra cosa, le "Leggi Naturali" servirono per collegare i precursori
dell'eugenetica ai movimenti conservazionisti statunitensi. Fin dall'inizio, i relatori ai
Congressi per la Conservazione (che iniziarono nel 1909) resero esplicita la
relazione tra razza e risorse. L'onorevole A. F. Knudsen delle Hawaii, ad esempio,
espresse il suo favore per l'egemonia nordica sulle isole e su altri territori invocando
che: "La conservazione faccia da alfiere per una nuova civilizzazione e una nuova
razza". Questa proposta venne accolta anche dalle Figlie della Rivoluzione
Americana (Dar). Ecco le conclusioni dell'intervento che fece la presidentessa
generale delle Dar, signora Matthew T. Scott, al secondo Congresso per la
Conservazione: "Noi, le madri di questa generazione - antenate delle future
generazioni - abbiamo il diritto di insistere non solo sulla conservazione di suolo,
foreste, uccelli, minerali, pesci, corsi d'acqua, nell'interesse dei nostri futuri
costruttori di case, ma anche sulla supremazia della razza caucasica sul nostro
territorio. Questa conservazione (...) può e deve essere assicurata per i migliori
interessi che coinvolge: prima le verrà riservata attenzione meglio sarà" (Proceedings 1911).
La stampa americana, intrisa com'era dell'ideologia per la supremazia
anglo-sassone, era pronta a sostenere proposte radicali per il mantenimento e la
promozione delle "Leggi Naturali". In un editoriale del 1912, apparso sulla rivista
elitaria The World's Work, intitolato "Come migliorare la razza", si dichiarava che:
"Per molti uomini [l'eugenetica |