| Sufismo, lo struggimento
dell' amore per dio | Ci voleva l'indiscussa competenza di Annemarie Schimmel,
tra i massimi esperti internazionali di cultura islamica, per
affrontare in cento paginette o poco più (curate da Roberto
Tottoli) ben quindici secoli di mistica ruotanti attorno al
sufismo (e relativo pensiero, letteratura, pratiche devozionali
e organizzative).
Identificato dai primi orientalisti dell'800 sic et simpliciter
con i danzatori dervisci, apparentemente distante, o
addirittura estraneo all'islam della legge, il sufismo è in realtà
un fenomeno infinitamente più complesso e sfumato.
Secondo la studiosa, corrisponde alla "dimensione interiore
dell'islam".
Non il sapere intellettuale è la preoccupazione del sufi, ma
l'esperienza esistenziale. Annientarsi d'amore nell'essere
divino: questa è la sua meta, come per ogni mistico che si
rispetti.
Centro e fondamento della propria vita è la parola di Dio
rivelata nel Corano; ferrea la venerazione del profeta;
"mangiare poco, dormire poco, parlare poco", la regola
fondamentale cui si attiene. Spesso attaccati, anzi
considerati eretici, proprio perché sottolineavano
continuamente l'amore di Dio, molti sufi espressero in
temerarie forme poetiche la dismisura di questo loro
struggimento. Ed è proprio a tale filone, distinto da quanti
andavano invece edificando un vero e proprio sistema
teosofico, che va la netta preferenza dell'autrice. |