Cusano, il cardinale che credeva nei
Lumi| Il pensiero innovativo del grande umanista e le diverse interpretazioni che ha subito |
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| Marco Moschini, " Cusano nel tempo. Letture e interpretazioni", Armando, Pagine 102. Lire 16.000 | Nella storia della filosofia ci sono pensatori che hanno suscitato interpretazioni
profondamente differenti, a volte addirittura contraddittorie. Tra questi rientra senza
dubbio Niccolò Cusano (1401-1464), uno dei personaggi chiave del periodo di fioritura
dell'Umanesimo, la cui complessa storia interpretativa è stata ripercorsa recentemente da
Marco Moschini, allievo di Teodorico Moretti-Costanzi. Un libro che oltre a tracciare una
limpida storia delle letture più stimolanti che sono state offerte del Cusano (Ritter,
Cassirer, Jaspers, etc.) ne propone a sua volta una, fondandosi sull'idea che le più vive
conclusioni e riflessioni teoretiche su un autore è possibile raccoglierle anche dalle
interpretazioni che ne sono state date.
Per la sua incredibile vastità d'interessi, generalmente orientati al punto misterioso dove la
metafisica e la fisica, la fede e la ragione, la rivelazione e la scienza s'incontrano, Cusano si
presta naturalmente a interpretazioni non univoche. Di origine tedesca, formatosi prima
nella Padova dell'aristotelismo e poi a diretto contatto coi grandi uomini di cultura del suo
tempo, diventò cardinale di Bressanone e fu insieme uomo politico impegnato nella
riunificazione della Chiesa cattolica con quella ortodossa (fu l'anima del Concilio di Firenze
del 1439), scienziato sperimentale e filosofo vicino all'ambiente platonico fiorentino,
attento soprattutto al problema della conoscenza che l'uomo può avere di Dio e
dell'universo. Opere come il De concordantia catholica (1433), il De docta ignorantia
(1440) o il De pace fidei, riflettono bene la sua personalità. Lo studiano attentamente
Copernico, molti galileiani e Giordano Bruno. Da ciò deriva la forte linea di interpretazione
del Cusano come anticipatore della scienza moderna. Ma fu il secolo dei Lumi, con le
interpretazioni dei suoi massimi storici della filosofia, Brucker e Buhle, il primo a collocare
storicamente e teoreticamente Cusano. Moschini sottolinea però come i pregiudizi del
razionalismo impedirono di vedervi più di un «filosofo oscuro e quanto mai complesso».
Bisognerà attendere l'idealismo romantico, e in particolare la «Cusano-Renaissance» della
Tubinga degli inizi del XIX secolo, perché il pensiero di Cusano torni ad essere studiato
nei suoi aspetti fondamentali, cioè nella sua profondità teoretica. In questo contesto, nella
sua Storia della filosofia moderna del 1850 Ritter dedica un intero capitolo a Cusano,
considerandolo, nonostante il suo lessico completamente medievale, il primo grande
pensatore moderno. Un punto di vista questo che influenza le interpretazioni
contemporanee del Cusano, che partono dai lavori di Ernest Cassirer e Karl Jaspers. |