RASSEGNA STAMPA

3 FEBBRAIO 2001
ALESSANDRO ARMATI
Cusano, il cardinale che credeva nei Lumi
Il pensiero innovativo del grande umanista e le diverse interpretazioni che ha subito
Marco Moschini, " Cusano nel tempo. Letture e interpretazioni", Armando, Pagine 102. Lire 16.000
Nella storia della filosofia ci sono pensatori che hanno suscitato interpretazioni profondamente differenti, a volte addirittura contraddittorie. Tra questi rientra senza dubbio Niccolò Cusano (1401-1464), uno dei personaggi chiave del periodo di fioritura dell'Umanesimo, la cui complessa storia interpretativa è stata ripercorsa recentemente da Marco Moschini, allievo di Teodorico Moretti-Costanzi. Un libro che oltre a tracciare una limpida storia delle letture più stimolanti che sono state offerte del Cusano (Ritter, Cassirer, Jaspers, etc.) ne propone a sua volta una, fondandosi sull'idea che le più vive conclusioni e riflessioni teoretiche su un autore è possibile raccoglierle anche dalle interpretazioni che ne sono state date. Per la sua incredibile vastità d'interessi, generalmente orientati al punto misterioso dove la metafisica e la fisica, la fede e la ragione, la rivelazione e la scienza s'incontrano, Cusano si presta naturalmente a interpretazioni non univoche. Di origine tedesca, formatosi prima nella Padova dell'aristotelismo e poi a diretto contatto coi grandi uomini di cultura del suo tempo, diventò cardinale di Bressanone e fu insieme uomo politico impegnato nella riunificazione della Chiesa cattolica con quella ortodossa (fu l'anima del Concilio di Firenze del 1439), scienziato sperimentale e filosofo vicino all'ambiente platonico fiorentino, attento soprattutto al problema della conoscenza che l'uomo può avere di Dio e dell'universo. Opere come il De concordantia catholica (1433), il De docta ignorantia (1440) o il De pace fidei, riflettono bene la sua personalità. Lo studiano attentamente Copernico, molti galileiani e Giordano Bruno. Da ciò deriva la forte linea di interpretazione del Cusano come anticipatore della scienza moderna. Ma fu il secolo dei Lumi, con le interpretazioni dei suoi massimi storici della filosofia, Brucker e Buhle, il primo a collocare storicamente e teoreticamente Cusano. Moschini sottolinea però come i pregiudizi del razionalismo impedirono di vedervi più di un «filosofo oscuro e quanto mai complesso».
Bisognerà attendere l'idealismo romantico, e in particolare la «Cusano-Renaissance» della Tubinga degli inizi del XIX secolo, perché il pensiero di Cusano torni ad essere studiato nei suoi aspetti fondamentali, cioè nella sua profondità teoretica. In questo contesto, nella sua Storia della filosofia moderna del 1850 Ritter dedica un intero capitolo a Cusano, considerandolo, nonostante il suo lessico completamente medievale, il primo grande pensatore moderno. Un punto di vista questo che influenza le interpretazioni contemporanee del Cusano, che partono dai lavori di Ernest Cassirer e Karl Jaspers.
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vedi anche
Storia della filosofia