RASSEGNA STAMPA

30 GENNAIO 2001
ULDERICO MUNZI
Döblin, il giovane matematico che scelse la morte di fronte ai panzer
Poco prima di uccidersi il figlio dell'autore di "Berlin Alexanderplatz" spedì un testo sull'equazione di Kolmorogov all'Accademia delle scienze. Che soltanto ora è stato ritrovato
Prima spedì il suo testo sull'equazione di Kolmorogov all'Académie des Sciences, al Quai de Conti di Parigi, poi il soldato Döblin si tirò un colpo di pistola. Da tempo aveva messo da parte una pallottola che era nascosta in una tasca dello zaino accanto ai "Pensieri" di Blaise Pascal. L'estrasse, l'infilò nel tamburo che fece girare accuratamente fino al punto giusto e premette il grilletto. Era una notte del febbraio 1940 e il fronte delle Ardenne stava per essere sfondato dai panzer di Hitler.
Ecco come avvenne il suicidio di un genio nascente della matematica, il giovane ebreo Wolfang, figlio di Alfred Döblin, l'esponente di Der Sturm, il romanziere di Wallenstein e Berlin Alexanderplatz . In questa vicenda umana, che stranamente sa di Bertolt Brecht e Ferdinand Céline allo stesso tempo, dovrebbe importare ben poco sapere se Wolfang, che aveva preso la nazionalità francese come il padre scrittore per sfuggire alle persecuzioni dei nazisti, avesse risolto o no quell'equazione del russo Andrej Kolmorogov, maestro del calcolo delle probabilità e dei problemi filosofici della matematica. Un sovietico, come si diceva allora, che aveva aperto la strada, tra l'altro, alla teoria del caso, a quel bizzarro e inquietante assioma, secondo il quale il battito delle ali d'una farfalla in Occidente può scatenare un terremoto in Oriente. La storia del matematico suicida dovrebbe essere trattata in chiave romanzesca o teatrale. Ma il dovere di cronaca impone di dire che Wolfang era sulla buona strada per squarciare il mistero dell'equazione di Kolmorogov o, perlomeno, che aveva preceduto le interpretazioni del giapponese Ito pubblicate e festeggiate nel 1944, quando il soldatino delle Ardenne, ormai polvere e ossa, era stato persino dimenticato dai suoi professori, ai quali aveva lasciato messaggi perché si occupassero delle sue ricerche inviate, con tanta speranza, all'Académie des Sciences. Il plico di Wolfang, un po' ammuffito, è stato aperto qualche mese fa, sessant'anni dopo la sua scomparsa. Si era arruolato nel 291° reggimento di fanteria non appena era cominciata, nel 1939, la "drôle de guerre", chiamata così perché per un anno circa non si sparò che qualche colpo di fucile. Il suo era un reggimento come tanti altri destinati al massacro. La decisione di trovare e aprire la grossa busta è stata presa da un suo parente, un fratellastro. Se nessuno si fosse presentato al numero 23 del Quai de Conti, dove "abitano" gli Immortali, i taccuini di Wolfang sarebbero rimasti negli archivi per altri quarant'anni. Così impone il regolamento. Magari sarebbero stati distrutti da un archivista nervoso. Wolfang Döblin aveva trascorso le sue ore libere in un granaio a scrivere numeri, lettere e segni matematici. Centinaia di puntigliose pagine: "Meglio esaltarsi con le cifre che bevendo il vino offerto dallo stato maggiore per farci coraggio", osservò in una lettera. Quando Wolfang si tolse la vita, i tedeschi erano a qualche chilometro, forse a pochi metri. Lui, probabilmente, era a qualche "ipsilon" o a qualche "theta" dalla verità dell'equazione Kolmorogov. Aveva fretta, povero giovane matematico al termine del suo viaggio. Se i soldati tedeschi lo avessero preso, avrebbero avuto il doppio piacere di fucilare un traditore del Reich e un ebreo. Neanche loro avrebbero mai immaginato di far fuori un genio. Chissà se farà piacere all'anima del soldato Wolfang Döblin sapere che oggi, oltre a far conoscere il percorso di un granello di polvere in un bicchiere d'acqua, la sua interpretazione matematica è impiegata nelle fluttuazioni dei corsi della Borsa, ed è uno degli strumenti più efficaci nelle mani di quanti operano nevroticamente in quei templi del capitalismo. "Volgari" ma essenziali fluttuazioni, un punto di partenza, con gli occhi di oggi, verso un futuro economico tutto da decifrare. Ma torniamo all'aspetto romantico di questo episodio. In quell'oscuro e freddo granaio, intorno al quale sferragliavano i panzer della Wermacht, il soldatino Wolfang compilava affannosamente, e con una grande paura nelle viscere, l'avvenire della matematica. Come per Archimede, una scienza pura .
inizio pagina
vedi anche
Il pensiero matematico