RASSEGNA STAMPA

30 DICEMBRE 2000
OFFEDDU ZUCCOLINI
Il Vaticano: niente ricerca sugli embrioni congelati
L'"Osservatore Romano" tiene aperta la porta al dialogo. Monsignor Lozano: "Abbiamo bisogno ancora di qualche giorno per capire"
Ma la Chiesa non "boccia" la tecnica proposta dal ministro Veronesi: basta che non sia contro la vita
Parola d'ordine: prendere tempo, studiare più a fondo la questione per dare una risposta coerente con i valori cristiani. In altre parole: la Chiesa non boccia senza appello il documento della commissione di esperti sulle cellule staminali e questa volta non chiude la porta del dialogo con il ministro della Sanità Umberto Veronesi. Alza però un consistente muro contro l'uso degli embrioni congelati, cioè quelli già prodotti e vuole vederci chiaro sulla realizzazione delle cellule staminali da utilizzare per fini terapeutici. Perché vuole essere sicura che l'operazione non nasconda la creazione di nuovi embrioni. Lo dice chiaramente monsignor Javier Barragan Lozano che, essendo il presidente del "Pontificio concilio per la pastorale della salute", è un po' il ministro vaticano della Sanità: "Abbiamo bisogno di alcuni giorni per capire se il documento contiene aspetti che vanno contro la cultura della vita: è questo il limite che non deve essere sorpassato, è questo il metro più importante di giudizio che utilizzeremo". Sul metodo Tnsa (Trasferimento nucleare di cellule staminali autologhe) non c'è alcun veto. Anzi, in un commento dell'Osservatore Romano a firma di Gino Concetti, la soluzione viene definita "punto qualificante del documento". Oltre a entrare nel merito scientifico ("evita il rischio del rigetto") il quotidiano vaticano giudica "elemento sommamente positivo" che il testo elaborato dalla commissione di esperti escluda la formazione dell'embrione nel processo di coltura delle cellule staminali. Ed esprime soddisfazione per il fatto che "la via italiana alla clonazione per fini terapeutici" differisca "sostanzialmente" da quella di altre nazioni "che invece ammettono la possibilità di produrre embrioni come sorgente da cui derivare cellule staminali". Si ribadisce infatti che questi ultimi "sono già esseri umani che reclamano inviolabilità" per preservare "la loro dignità". Ma in un punto, osserva padre Concetti, "la commissione degli esperti si distacca dal magistero della Chiesa", e cioè "sulla possibilità di utilizzare embrioni soprannumerari crioconservati". Qui, a ben guardare, si ammette che si sta trattando un argomento "difficile" sotto molti aspetti: "Sappiamo di toccare un tasto che scuote la sensibilità della gente, soprattutto di coloro che hanno bisogno di cellule staminali per essere curati con la speranza di essere guariti". Ma la Chiesa, si fa notare, non può rispondere al problema in modo vago: "L'utilizzo di embrioni crioconservati e rimasti "orfani" non può essere giudicato esclusivamente dal lato finalistico, terapeutico". Resta quindi il "no" al ricorso, presente invece nel documento della commissione di esperti, a embrioni congelati anche se "ormai abbandonati dai rispettivi genitori". Perchè "se è vero che nessun essere umano, dal concepimento alla sua morte naturale, può essere considerato un oggetto, un "mezzo", come si può giustificare che tale attributo possa essere dato all'embrione formato in provetta?". E ancora: "Come può essere esente da gravi responsabilità etiche chi lo decide e chi mette in pratica una tale aberrante deviazione?". Tutti motivi che spingono la Chiesa ad approfondire l'argomento, come conferma il "ministro della Sanità" del Vaticano, monsignor Lozano: "Senza dubbio non possiamo essere contrari alla realizzazione di cellule staminali attraverso tessuti che provengono dal cordone ombelicale, dal midollo osseo o da altre parti del corpo umano di una persona adulta. Sarebbe assurdo e contrario all'obiettivo di curare chi è malato e finora non trova un'adeguata risposta terapeutica. Ma non possiamo indulgere su tutto ciò che riguarda la salvaguardia della vita. Quando si parla di embrioni si parla di essere umani. È su questo punto che vogliamo capire più a fondo come stanno le cose".
inizio pagina
vedi anche
Bioetica