RASSEGNA STAMPA

27 DICEMBRE 2000
GIANNI BAGET BOZZO
A proposito di «Micromega e dei cattolici
Perché sugli ebrei e i silenzi di Pio Xll la critica della religione nel suo aspetto sociale e politico è unanime
I problemi religiosi sono divenuti di nuovo problemi culturali. L'illuminismo non è più una visione del mondo dal momento in cui il progresso scientifico e tecnologico sono divenuti ambigui: la possibilità tecnologica non è più rassicurante in se stessa. Ciò che è bene per l'uomo va risolto in una sede diversa da quella segnata dalla semplice possibilità della tecnologia e dell'economia. La ragione non risolve più da sola i problemi che essa pone. L'uomo cerca l'altra dimensione quella dello spirito e del mistero, che non è più offerta dalla ragione umana senza altra luce che la sua.
Ciò conduce la cultura laica ad esercitarsi soprattutto come critica della religione: e specificamente del Cattolicesimo come dell'unica religione che infine si pone come operatore politico globale. Si tratta cioè di criticare la religione nel momento in cui essa agisce sul piano politico ed intende influenzare in qualche modo il comportamento sociale.
La cultura illuminista non critica più la religione sul piano della religione, non tende più ridurre la religione nei limiti della ragione. Vuole solo ridurne l'influenza culturale sociale e politica. Ciò significa che la cultura illuministica deve discorrere di religione: e di tutti quei temi che storicamente attengono alla sfera dello spirito. Un esito rilevante di questo interesse della cultura illuminista sulla religione e specificamente del Cattolicesimo è stato assunto dalla rivista Micromega, che ha avuto un grande successo con un numero unico su Filosofia e religione. Nonostante l'apporto del cardinale Ratzinger, gran parte dei saggi dei testi erano legati a una critica della religione nella misura in cui si poneva fuori da una parzialità marginale in cui doveva essere relegata.
Non si è trattato di un singolo exploit, in ogni numero. della rivista il tema del Cattolicesimo ritorna in varia forma. E sempre nella forma dell'accusato. O anche dell'assolto. Ma sempre dell'imputato. Il gioco è anche facile. I cattolici oggi amano essere assolti dall'accusa di integrismo cioè da ogni intenzionale apologia del Cattolicesimo. Anche essi si pongono come critici del Cattolicesimo, ma come critici rispettosi. L'apologetica è divenuta una disciplina interdetta. Eppure dall'Apologia di Socrate essa ha una storia gloriosa. In Micromega laicisti senza illuminismo e cattolici senza apologetica si trovano uniti in questa vita media che nobilita i cattolici con la laicità e i laici con la religione. Se vi è un tema in cui la critica della religione nel suo aspetto sociale e politico si presta a essere unanime è quello di Pio XII. Vi è più che la questione dei silenzi sulla persecuzione degli ebrei. Criticare Pio XII è criticare l'esito della storia della Chiesa prima di lui: mostrare che due secoli di lotta cattolica alla Rivoluzione conduce nelle braccia di Hitler. Insomma nella critica di Pio XII vi è ben più che la critica di Pio XII. Si tratta di mostrare che la funzione politica della Chiesa è per principio reazionaria. E che infine la Chiesa è accettabile se depurata dalla storia.
Nella questione del silenzio di Pio XII sul nazismo conta il motivo del silenzio. Vi è la tesi che vi fosse in Pio XII dell'antisemitismo. Questa è la spiegazione sottile, perché infine crea l'anello di congiunzione tra l'antigiudaismo cattolico e l'antisemitismo di matrice laica.
Pio XII viveva in un tempo in cui i destini della guerra non erano assegnati. E che il suo dovere fosse in primo luogo quello di proteggere la Chiesa non fa dubbio. Chi può serenamente affermare che il Papa avrebbe dovuto mettere a rischio la Chiesa per l'improbabilissimo obiettivo che il suo intervento avrebbe fermato la mano di Hitler sugli ebrei? Il Papa dubitò persino della sua incolumità fisica e della sua libertà quando i nazisti occuparono Roma.
Il cristiano sceglie il martirio per principio. Se diviene martire lo diviene solo per necessità. Il Papa non poteva mettere a rischio la Chiesa per un'azione politicamente impossibile come quella di impedire l'Olocausto con una Protesta. Si contrappone alla Chiesa diplomatica di Pio XII la Chiesa profetica di Giovanni XXIII. Ma non fu molto più colpevole il silenzio del Vaticano secondo sul comunismo e la persecuzione civile e religiosa in Russia? I cattolici che hanno scritto su Micromega si sono limitati a una debole difesa d'ufficio. Infine Micromega nobilita. Ci sono cattolici che accettano l'infamia del Cattolicesimo a condizioni di essere esentati da quest'infamia.
Ed infine l'enfant gaté dei vescovi, Massimo Cacciari, un perfetto gnostico che ci offre la sua lettera di un Gesù separato dall'essere Cristo: e lo vede identico al Superuomo di Nietzsche. Un'esercitazione nota, in cui Cacciari si esibisce con successo. Don Verzé fa di Cacciari il filosofo del San Raffaele, Cacciari è un teologo gnostico: «Gesù rimane assolutamente singolare: vero nudo e vero straniero, inafferrabile tanto da parte della teologia che della filosofia» (ib: pg. 200). Rimane cioè la cifra dell'impossibile pensabile, la cifra del Nulla metastorico. Infine l'Abisso gnostico, niente di nuovo sotto il sole. Così in Cacciari la negazione del Cattolicesimo come storia raggiunge il suo vertice, Cacciari è giustamente Micromega in teofilosofìa.
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vedi anche
Filosofia e Religione