RASSEGNA STAMPA

24 DICEMBRE 2000
LUIGI FOSCHINI
IL QUANTO DI NATALE
"Era una notte buia e tempestosa...", no, non proprio. Sicuramente era notte, anzi era una sera. Una fredda sera il 14 dicembre 1900. Il secolo era appena iniziato e la fisica si portava dietro tante soluzioni, ma qualche piccolo "problemino". Sembrava tutto risolto e alcuni famosi studiosi si erano sbilanciati nell'affermare che ormai nella fisica si sapeva tutto e era solo questione di aggiustare le ultime cifre decimali nelle misure.
Eppure quei piccoli problemini non ne volevano sapere di essere ridotti alla fisica classica di newtoniana memoria. Uno di questi riguardava la radiazione emessa dai metalli incandescenti. Con i metodi classici non si riusciva a calcolare la densità di energia: risultava un valore infinito.
Probabilmente pensava a questo il quarantaduenne Max Planck mentre camminava per le strade deserte di Berlino per recarsi alla Società di Fisica Tedesca, dove avrebbe dovuto tenere una piccola conferenza. Era molto tempo che studiava l'argomento e pensava di aver raggiunto un risultato soddisfacente. Era forse un po' agitato, perché aveva dovuto introdurre un piccolo "trucco" per fare quadrare i conti: aveva ipotizzato che l'energia fosse in pacchetti, in piccole quantità , quanti per l'appunto. Pensare a un'energia "quantizzata" era un'assurdità per l'epoca e, più tardi, Planck avrà modo di esprimere l'ostilità tra cui una nuova teoria vede la luce. Infatti, nella sua autobiografia scientifica, scriverà : "una nuova verità scientifica non trionfa perché i suoi oppositori si convincono e vedono la luce, quanto piuttosto perché' alla fine muoiono, e nasce una nuova generazione a cui i nuovi concetti diventano familiari." Cosi , quella breve conferenza in quella fredda notte berlinese, segna l'inizio del mondo contemporaneo: venticinque anni dopo nascerà , nella sua forma più solida, la meccanica quantistica a opera di Werner Heisenberg, uno di quei giovani che hanno raccolto il seme gettato da Planck. Dalla meccanica quantistica sarà poi possibile inventare il transistor, il laser, tutta la tecnologia moderna. Tutto da un "banale problemino" che nessuno riusciva a risolvere, che Planck risolse con un "trucchetto". Come tutte le cose realmente rivoluzionarie, i quanti sono partiti in sordina, senza clamore, ma poi hanno cambiato il mondo e con esso la vita di ciascuno di noi. Buon Natale e la prossima volta che premerete il tasto di un cellulare ricordatevi di Max.
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