RASSEGNA STAMPA

17 DICEMBRE 2000
GIOVANNI VENTIMIGLIA
Padre Busa e gli angeli nel computer
Roberto Busa S.J., "Dal computer agli angeli", prefazione di Giorgio Savini, Itaca - BVE, Castel Bolognese - Milano 2000, pagg. 250, L. 28.000
Roberto Busa S.J., "Quodlibet. Briciole del mio mulino", prefazione di S.E.R. Monsignor Giuseppe Pittau S.J., Spirali, Milano 1999, pagg. 168, L. 30.000.
Nell'ontologia classica di matrice platonica la realtà si distingueva in due specie di esseri: una visibile e materiale, l'altra invisibile e spirituale. In una di queste due grandi classi trovavano posto e definizione tutti gli esseri allora conosciuti: minerali, piante, animali, uomini, angeli, Dio. Ma la fisica moderna ha scoperto nuove realtà alla base del funzionamento del mondo: gravitazione, magnetismo, luce, onde herziane, forze nucleari forti e deboli. Di che si tratta? Se esiste una fisica di queste realtà non esiste una ontologia. Roberto Busa, 87 anni, pioniere dell'informatica linguistica, ha il merito, tra gli altri, di affrontare questi problemi.
Che cosa sono dunque queste "nuove" realtà? Sono forze, rispondono i fisici. Ma che cosa sono le forze? La risposta a questa domanda svela scenari inediti: "Correntemente, quasi il nostro mondo fosse tutto visibile, si pensa al mondo invisibile come a un "mondo dell'aldilà", tutto invisibile, e lo si identifica con le "ipotesi" della religione. Mentre... nel nostro stesso mondo visibile non c'è alcuna forza, né fisica né umana, che in se stessa sia visibile: noi "vediamo", o con i nostri sensi o con anche strumenti, solo quanto esse forze fanno". Le forze, alla base del mondo visibile, sono invisibili in se stesse: ecco una stranezza, che desta stupore. "Noi qui ora da quante conversazioni cellulari siamo inzuppati e trapassati, senza che (per fortuna...) ce ne rendiamo conto".
Ora, se le forze sono l'invisibile "dentro" il visibile, c'è materia di discussione sia sul fronte di certa ontologia platonica che, appunto, contrappone nettamente il visibile all'invisibile, sia su quello di certa ontologia moderna, fisicalista, che si ostina a negare l'invisibile quando ce l'ha, l'invisibile, "dentro" le cose fisiche. È uno dei temi più cari a Busa: "È da 60 anni che mi trovo spinto a confrontare questi "cieli" quelli che stanno sopra-alto-lontano, ndr, con quanto pare implicito nelle nozioni di campi di forza di cui parlano le scienze... Mi sento spinto a conchiudere che anche le scienze avrebbero finalmente intravisto forze fisiche incorruttibili, che stanno alla base (a monte - "dentro" - alle spalle) delle evolutive specificazioni macroscopiche, quelle cioè che percepiamo con i sensi".
Le forze "dentro" al mondo sarebbero dunque per Busa a un tempo: materiali, ma di una materia incorruttibile come quella dei corpi celesti medievali; e immateriali, come le intelligenze angeliche a capo dei corpi celesti, "software houses e capi-ufficio direzionali cui il Creatore avrebbe affidato la gestione del cosmo". Ma c'è proprio bisogno di far scendere gli angeli per accendere un computer? Non ci si potrebbe accontentare della forma di Aristotele o della monade di Leibniz?
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