Se siete irascibili
vi cura il dottor SenecaFilosofia, medicina dell'anima In un saggio,
dai grandi pensatori un rimedio per tutti i mali |
| "Tutte le tesi filosofiche che non siano terapeutiche per la sofferenza umana sono prive di valore, come
la medicina che non espelle il male dal corpo così la filosofia che non scaccia il dolore dall'animo non
arreca alcun vantaggio".
Così Epicuro. Che assegna al pensiero filosofico il valore e il compito di farmaco privilegiato dello spirito.
Immaginate di avere in casa un armadietto pronto-soccorso contenente l'antidoto per ogni angoscia,
frustrazione, disagio. Dentro, in bei flaconi di vetro scuro, i maestri della Filosofia, etichettati secondo le
rispettive proprietà: Socrate per ovviare a questo, Schopenhauer a quello... Un ausilio incorporeo. Una
nobile via d'uscita, diversa dai veleni chimici cui spesso il disagio obbliga i disagiati.
Alain de Botton, lo scrittore di Esercizi d'amore e Il piacere di soffrire, offre alle nostre case quel magico armadietto con il suo ultimo libro, Le consolazioni della filosofia (Guanda, 278 pagine, 28.000 lire). Sono capitoli che, affidando ai filosofi la cura dei nostri bisogni, riescono anche ad essere un manuale di storia
del Pensiero, mai pedante, mai respingente, sempre teso a connettere la speculazione filosofica con le
infinite applicazioni pratiche cui si presta. Apriamo il mobiletto e, senza complessi, "rubiamo" qualche
pillola. Contro i mali d'epoca, ad esempio, antichi, universali, ma particolarmente nostri, figli della crisi
dei sentimenti, del computer, della velocità telematica. De Botton racconta.
| Contro una forte preoccupazione che rischia di diventare o è diventata dolore
"Rivolgetevi a Nietzsche. Ci insegna a capire che la vita non è così complicata come la pensiamo, e che
abbiamo spesso paura delle nostre paure. Impariamo ad accettare la preoccupazione e il dolore come
qualcosa di inevitabile lungo la strada di ogni traguardo di valore, sia esso un affare importante, un
grande romanzo o una casa. Il piacere e il dispiacere sono fra loro legati in maniera così stretta che
chiunque voglia avere il più possibile dell'uno deve anche avere il più possibile dell'altro".
| Matrimonio o rapporto amoroso in crisi|
"Non è dei filosofi speculare sulla coppia fallita. Ma un grande fra loro, Schopenhauer, si è occupato del
problema, invece di lasciarlo esclusivamente ai poeti. Pensando che l'uomo si sposa o si unisce a un
essere di sesso opposto spinto dalla necessità biologica di riprodursi, osserva che raramente la persona
verso la quale ci sentiamo avviati dalla biologia risulta poi quella che ci soddisfa davvero sul piano
amoroso. Può forse confonderci per un certo numero di anni, ma poi... ecco perché uomini notevolmente
razionali si uniscono a donne bisbetiche o fanatiche. E ci chiediamo Come mai certe coppie. La
proposta consolante? Non abbattersi. Risorgere e ricostruirsi essendo sicuri che il fallimento non è colpa
vostra, bensì della forza della specie, del modo in cui l'Uomo è stato costruito. Liberiamoci così, fin
dall'inizio, da aspettative che generano amarezza in seguito".
| Contro l'infelicità apparentemente priva di motivazioni e resistente perfino all'agiatezza|
"Epicuro è la medicina giusta. Se riflettiamo su cosa serve veramente per essere felici, siamo costretti
ad arrivare a una lista di priorità del tutto immateriali. La prima: gli amici con i quali parlare, ridere,
mangiare, condividere tutto. Epicuro comprò in Atene - era il 300 a.C. - una casa per viverci, giorno e
notte, con i suoi amici. Seconda priorità: l'autosufficienza economica. Dice Epicuro: meglio liberi con
pochi soldi che ricchi e vulnerabili ai capricci di altri. Terza priorità: il Pensiero. Dice il filosofo: analizza
le tue ansie con gli strumenti della mente e parlane con gli amici. In sintesi, guardati dagli appagamenti
materiali. Dentro una casa lussuosissima, basta una piccola ansia per cancellare i benefici di un bagno
con olio profumato o di un bel partner nel letto".
| Contro l'ira come reazione alla frustrazione (per evitare di arrabbiarsi)|
"Niente paura, c'è Seneca, il quale ritiene che la rabbia sia una forma di pazzia e possa addirittura
attrarre, sui rabbiosi, ogni negatività. L'ira, secondo il suo pensiero, non è il prodotto delle passioni
incontrollate, come i rabbiosi cercano di far credere, bensì un errore di fondo. La rabbia non appartiene
alla categoria delle reazioni fisiche involontarie (esempio: se ci mettiamo le dita negli occhi, le palpebre
si chiudono istintivamente), ma viene alla luce cavalcando alcune idee. Basta cambiare queste idee e
cambia anche la nostra propensione alla rabbia. Quali, le idee più pericolose? Quelle ottimistiche sul
mondo e sulle persone. Insomma, teniamoci sempre un po' "indietro", anche se siamo tentati
all'ottimismo da persone e situazioni che sembrano a prova di bomba".
| Contro l'insofferenza, l'impazienza, l'incapacità di aspettare
"Immaginiamoci come cani legati a un carro. La corda è lunga, tanto da permetterci un certo grado di
libertà, ma anche troppo corta per lasciarci andare dove vogliamo. Scrive Zenone: "Quando un cane è
legato a un carro, se vuole seguire il carro può farlo, rendendo coincidente con la necessità il suo gesto
spontaneo. In altre parole, se non va dietro al carro di buona voglia, sarà costretto a farlo di malagrazia.
Lo stesso per gli uomini: anche se non vogliono, sono costretti a seguire ciò che è loro destinato".
Dunque, attenzione. Perché non assecondare le cose che ci toccano invece di lottare contro di esse?
Se il carro devia, o corre più in fretta, o sosta più a lungo del solito, perché essere smaniosi e impazienti
invece di secondarlo? La corda al collo ce l'abbiamo, cerchiamo di non sentirla, evitiamo che si stringa
troppo e ci strangoli. L'ammutinamento - dice Zenone - ci porta lontano dalle intenzioni fondamentali.
Sapete cosa dichiarò il fondatore dello stoicismo di fronte alla perdita di tutto il suo bagaglio in un
naufragio? "La Fortuna mi offre di essere meno gravato di pesi". Non suoni a passività e rassegnazione.
C'è sempre la ragione, che aiuta a distinguere e a usare bene l'attitudine stoica".
E via di questo passo. Fino ad esaurire la mappa degli umani "fatidi". Aiutiamoci. La Felicità, in fondo, è
solo degli Dei. |
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