RASSEGNA STAMPA

16 DICEMBRE 2000
RITA SALA
Se siete irascibili vi cura il dottor Seneca
Filosofia, medicina dell'anima
In un saggio, dai grandi pensatori un rimedio per tutti i mali
"Tutte le tesi filosofiche che non siano terapeutiche per la sofferenza umana sono prive di valore, come la medicina che non espelle il male dal corpo così la filosofia che non scaccia il dolore dall'animo non arreca alcun vantaggio". Così Epicuro. Che assegna al pensiero filosofico il valore e il compito di farmaco privilegiato dello spirito.
Immaginate di avere in casa un armadietto pronto-soccorso contenente l'antidoto per ogni angoscia, frustrazione, disagio. Dentro, in bei flaconi di vetro scuro, i maestri della Filosofia, etichettati secondo le rispettive proprietà: Socrate per ovviare a questo, Schopenhauer a quello... Un ausilio incorporeo. Una nobile via d'uscita, diversa dai veleni chimici cui spesso il disagio obbliga i disagiati. Alain de Botton, lo scrittore di Esercizi d'amore e Il piacere di soffrire, offre alle nostre case quel magico armadietto con il suo ultimo libro, Le consolazioni della filosofia (Guanda, 278 pagine, 28.000 lire). Sono capitoli che, affidando ai filosofi la cura dei nostri bisogni, riescono anche ad essere un manuale di storia del Pensiero, mai pedante, mai respingente, sempre teso a connettere la speculazione filosofica con le infinite applicazioni pratiche cui si presta. Apriamo il mobiletto e, senza complessi, "rubiamo" qualche pillola. Contro i mali d'epoca, ad esempio, antichi, universali, ma particolarmente nostri, figli della crisi dei sentimenti, del computer, della velocità telematica. De Botton racconta.
Contro una forte preoccupazione che rischia di diventare o è diventata dolore "Rivolgetevi a Nietzsche. Ci insegna a capire che la vita non è così complicata come la pensiamo, e che abbiamo spesso paura delle nostre paure. Impariamo ad accettare la preoccupazione e il dolore come qualcosa di inevitabile lungo la strada di ogni traguardo di valore, sia esso un affare importante, un grande romanzo o una casa. Il piacere e il dispiacere sono fra loro legati in maniera così stretta che chiunque voglia avere il più possibile dell'uno deve anche avere il più possibile dell'altro".
Matrimonio o rapporto amoroso in crisi
"Non è dei filosofi speculare sulla coppia fallita. Ma un grande fra loro, Schopenhauer, si è occupato del problema, invece di lasciarlo esclusivamente ai poeti. Pensando che l'uomo si sposa o si unisce a un essere di sesso opposto spinto dalla necessità biologica di riprodursi, osserva che raramente la persona verso la quale ci sentiamo avviati dalla biologia risulta poi quella che ci soddisfa davvero sul piano amoroso. Può forse confonderci per un certo numero di anni, ma poi... ecco perché uomini notevolmente razionali si uniscono a donne bisbetiche o fanatiche. E ci chiediamo Come mai certe coppie. La proposta consolante? Non abbattersi. Risorgere e ricostruirsi essendo sicuri che il fallimento non è colpa vostra, bensì della forza della specie, del modo in cui l'Uomo è stato costruito. Liberiamoci così, fin dall'inizio, da aspettative che generano amarezza in seguito".
Contro l'infelicità apparentemente priva di motivazioni e resistente perfino all'agiatezza
"Epicuro è la medicina giusta. Se riflettiamo su cosa serve veramente per essere felici, siamo costretti ad arrivare a una lista di priorità del tutto immateriali. La prima: gli amici con i quali parlare, ridere, mangiare, condividere tutto. Epicuro comprò in Atene - era il 300 a.C. - una casa per viverci, giorno e notte, con i suoi amici. Seconda priorità: l'autosufficienza economica. Dice Epicuro: meglio liberi con pochi soldi che ricchi e vulnerabili ai capricci di altri. Terza priorità: il Pensiero. Dice il filosofo: analizza le tue ansie con gli strumenti della mente e parlane con gli amici. In sintesi, guardati dagli appagamenti materiali. Dentro una casa lussuosissima, basta una piccola ansia per cancellare i benefici di un bagno con olio profumato o di un bel partner nel letto".
Contro l'ira come reazione alla frustrazione (per evitare di arrabbiarsi)
"Niente paura, c'è Seneca, il quale ritiene che la rabbia sia una forma di pazzia e possa addirittura attrarre, sui rabbiosi, ogni negatività. L'ira, secondo il suo pensiero, non è il prodotto delle passioni incontrollate, come i rabbiosi cercano di far credere, bensì un errore di fondo. La rabbia non appartiene alla categoria delle reazioni fisiche involontarie (esempio: se ci mettiamo le dita negli occhi, le palpebre si chiudono istintivamente), ma viene alla luce cavalcando alcune idee. Basta cambiare queste idee e cambia anche la nostra propensione alla rabbia. Quali, le idee più pericolose? Quelle ottimistiche sul mondo e sulle persone. Insomma, teniamoci sempre un po' "indietro", anche se siamo tentati all'ottimismo da persone e situazioni che sembrano a prova di bomba".
Contro l'insofferenza, l'impazienza, l'incapacità di aspettare
"Immaginiamoci come cani legati a un carro. La corda è lunga, tanto da permetterci un certo grado di libertà, ma anche troppo corta per lasciarci andare dove vogliamo. Scrive Zenone: "Quando un cane è legato a un carro, se vuole seguire il carro può farlo, rendendo coincidente con la necessità il suo gesto spontaneo. In altre parole, se non va dietro al carro di buona voglia, sarà costretto a farlo di malagrazia.
Lo stesso per gli uomini: anche se non vogliono, sono costretti a seguire ciò che è loro destinato".
Dunque, attenzione. Perché non assecondare le cose che ci toccano invece di lottare contro di esse? Se il carro devia, o corre più in fretta, o sosta più a lungo del solito, perché essere smaniosi e impazienti invece di secondarlo? La corda al collo ce l'abbiamo, cerchiamo di non sentirla, evitiamo che si stringa troppo e ci strangoli. L'ammutinamento - dice Zenone - ci porta lontano dalle intenzioni fondamentali.
Sapete cosa dichiarò il fondatore dello stoicismo di fronte alla perdita di tutto il suo bagaglio in un naufragio? "La Fortuna mi offre di essere meno gravato di pesi". Non suoni a passività e rassegnazione.
C'è sempre la ragione, che aiuta a distinguere e a usare bene l'attitudine stoica". E via di questo passo. Fino ad esaurire la mappa degli umani "fatidi". Aiutiamoci. La Felicità, in fondo, è solo degli Dei.
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