RASSEGNA STAMPA

3 DICEMBRE 2000
ENZO MARZO
Il laico Bobbio e il martire Tommaso Moro
Quando, due anni fa, il Manifesto laico fu proposto da Critica liberale insieme con Bocca, Galante Garrone, Vito Laterza e Sylos Labini, D'Alema lo definì "arcaico". Invece gli autori avevano compreso in anticipo l'ondata clericale che avrebbe invaso l'Italia. E furono moltissimi i cittadini - anche credenti - che aderirono. Tra questi non ci fu Bobbio che, eppure, per la consonante tensione ideale avrebbe dovuto essere dei loro. La destra clericale ne approfittò, abusando di alcune sue distinzioni formali per stabilire una differenza tra laici buoni (quelli silenziosi) e laici estremisti (quelli che denunciano i privilegi ecclesiastici e i pericoli dell'integralismo). Era una operazione ingiusta contro Bobbio, che nella sostanza aveva confermato le sue convinzioni di sempre. Due anni dopo, Bobbio, con l'articolo pubblicato ieri dalla Stampa , si riaffianca al Manifesto laico .
Cosa è successo nel frattempo? Sono cambiate le prospettive politiche: allora la sua mancata firma manifestava l'ansia di non indebolire la maggioranza di sinistra; oggi il suo intervento rivela il timore di una saldatura tra clericalismo e destra. Quanti - se non quelli del Manifesto laico e di italialaica.com - hanno ricordato il semplice fatto storico che, sì, Tommaso Moro fu un martire della fede cattolica, ma fu egli stesso un protagonista dell'intolleranza religiosa e responsabile di molti, troppi, martirii altrui? Quanti hanno fatto notare che il dato politico più rilevante dell'ammucchiata di politici giubilanti del 4 novembre è stato l'incapacità d'approvare la tanto sbandierata mozione contro la condanna a morte? La questione è tutta qui: il Papa recita dal balcone la bontà ma non cancella dal Catechismo che viene imposto ai bambini la giustificazione della pena capitale. E' ipocrisia questa, o no? La Chiesa è consapevole che sul piano della Conoscenza ha perduto, perché nulla possono il tomismo e la "Verità rivelata" contro il relativismo e il dubbio che ci hanno regalato la modernità. E quindi si arrocca sull'Etica.
Ma i laici non dovrebbero stancarsi di ripetere sempre che, contrapposti ai "valori religiosi", non ci sono l'indifferenza o il vuoto, bensì valori forti, prodotti dalla libera coscienza individuale, che sono più rispettosi e hanno il pregio di non avere la pretesa d'imporre all'Altro i propri comportamenti? Quanti hanno il coraggio d'asserire che gli sbandierati "valori" dei monoteismi sono dei "disvalori" che portano all'intolleranza e persino alle stragi?
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