| Il laico Bobbio e il martire Tommaso Moro | Quando, due anni fa, il Manifesto laico fu proposto da
Critica liberale insieme con Bocca, Galante Garrone, Vito Laterza
e Sylos Labini, D'Alema lo definì "arcaico". Invece gli autori
avevano compreso in anticipo l'ondata clericale che avrebbe
invaso l'Italia. E furono moltissimi i cittadini - anche credenti -
che aderirono. Tra questi non ci fu Bobbio che, eppure, per la
consonante tensione ideale avrebbe dovuto essere dei loro. La
destra clericale ne approfittò, abusando di alcune sue distinzioni
formali per stabilire una differenza tra laici buoni (quelli
silenziosi) e laici estremisti (quelli che denunciano i privilegi
ecclesiastici e i pericoli dell'integralismo). Era una operazione
ingiusta contro Bobbio, che nella sostanza aveva confermato le
sue convinzioni di sempre. Due anni dopo, Bobbio, con l'articolo
pubblicato ieri dalla Stampa , si riaffianca al Manifesto laico .
Cosa è successo nel frattempo? Sono cambiate le prospettive
politiche: allora la sua mancata firma manifestava l'ansia di non
indebolire la maggioranza di sinistra; oggi il suo intervento rivela
il timore di una saldatura tra clericalismo e destra.
Quanti - se non quelli del Manifesto laico e di italialaica.com -
hanno ricordato il semplice fatto storico che, sì, Tommaso Moro
fu un martire della fede cattolica, ma fu egli stesso un
protagonista dell'intolleranza religiosa e responsabile di molti,
troppi, martirii altrui? Quanti hanno fatto notare che il dato
politico più rilevante dell'ammucchiata di politici giubilanti del 4
novembre è stato l'incapacità d'approvare la tanto sbandierata
mozione contro la condanna a morte? La questione è tutta qui: il
Papa recita dal balcone la bontà ma non cancella dal Catechismo
che viene imposto ai bambini la giustificazione della pena
capitale. E' ipocrisia questa, o no? La Chiesa è consapevole che
sul piano della Conoscenza ha perduto, perché nulla possono il
tomismo e la "Verità rivelata" contro il relativismo e il dubbio
che ci hanno regalato la modernità. E quindi si arrocca sull'Etica.
Ma i laici non dovrebbero stancarsi di ripetere sempre che,
contrapposti ai "valori religiosi", non ci sono l'indifferenza o il
vuoto, bensì valori forti, prodotti dalla libera coscienza
individuale, che sono più rispettosi e hanno il pregio di non avere
la pretesa d'imporre all'Altro i propri comportamenti? Quanti
hanno il coraggio d'asserire che gli sbandierati "valori" dei
monoteismi sono dei "disvalori" che portano all'intolleranza e
persino alle stragi? |