"Eutanasia anche in Italia"| Parla il filosofo Gianni Vattimo: "Non si farà perché politici e chiesa sono più indietro
delle coscienze" |
| " Sono un convinto sostenitore di questa legge. Anche per l'Italia". Gianni Vattimo,
filosofo e eurodeputato, accoglie con entusiasmo la decisione del parlamento olandese
che ha legalizzato l'eutanasia. La legge approvata in Olanda prevede che in presenza
dell'accertata volontà del paziente e di una diagnosi inequivocabile i medici possano
pratica l'eutanasia. L'Olanda è il primo paese al mondo a legiferare in questo senso. E
contro la decisione si è immediatamente levato l'anatema del Vaticano e dei partiti
cattolici italiani. Per questo Vattimo registra con rammarico il fatto che in Italia più che
altrove i politici, anche di sinistra, agiranno "spaventati dalla pressione cattolica".
| Professore, per quali ragioni lei è favorevole alla legalizzazione dell'eutanasia? |
Mi sembra che faccia parte di una forma di razionalizzazione della vita che non credo
abbia limiti. Il suicidio è forse vietato? C'è un comandamento che dice di non farlo? I
comandamenti dicono "non uccidere". Ma poi uno è portato a difendersi; bisogna anche
che spari per legittima difesa.
| E per questo motivo la chiesa cattolica non esclude del tutto la pena di morte... |
Io sono fieramente contrario alla pena di morte. Ma mi difenderei, ucciderei. Così
come la chiesa ha tollerato: c'è un permesso di sparare quando non si può farne a meno,
così come è assoluto il comando di non uccidere. Molti cristiani che andavano
nell'arena contro i leoni sapevano che il loro era suicidio: la loro vita non avrebbe avuto
più senso se avessero detto di credere nell'imperatore invece che in Gesù Cristo. Non
posso decidere questo se mi trovo in una condizione di incapacità di agire e parlare, se
sono costretto a vegetare? In base a quale comandamento biblico? Si dice che la vita è
un dono di dio: sì, ma è un dono a me, che dal momento della nascita esercito il mio
giudizio per gestirla.
| Ma anche la cultura laica trema di fronte al problema dell'eutanasia. |
Ho l'impressione che la cultura laica di questi anni sia espressa bene dalla commozione
di Amato di fronte al papa. Non capisco neppure il perché. E' un comando evangelico il
rispetto dell'altro come me stesso; rispetto anche nelle scelte. Io posso fermare uno che
si sta buttando dalla finestra per cercare di convincerlo a non farlo, ma non posso
legarlo nella porcilaia come faceva Muccioli per non farlo drogare: devo rispettare la
sua libera volontà. Quando si dice che uno non è padrone della sua volontà ci si
avventura in un terreno pericoloso. Anche perché ci sono metri razionali per misurare la
volontarietà di una persona. E anche nel caso che uno non sia in possesso di tutte le sue
facoltà, neppure negli ospedali psichiatrici si utilizzano più le camice di forza.
Abbiamo nella storia suicidi nobilissimi, da Socrate a Senaca agli stoici che preferivano
la morte alla schiavitù. Perché mai un dolore insopportabile e senza scopo, perché di
questo si tratta, non deve essere un motivo sufficiente? Soprattutto oggi che le
tecnologie possono tenerti in vita come un pezzo di legno per un tempo indeterminato.
Tanto più che, in questo modo, la volontà di dio non si sa dove comincia e neppure dove
finisce. Tutto questo fa parte di quella arcana disciplina della vita e della morte di cui la
chiesa vorrebbe tenere le chiavi perché fa parte del dominio sulla vita degli altri. A dio
si sono consegnate le cose che non erano nelle nostre mani.
| Le tecnologie di cui lei parla sono arrivate a un punto tale che l'eutanasia potrebbe
diventare anche una convenienza economica per la società. Non c'è questo rischio? |
Si tratta di organizzare legalmente le cose perché funzionino. E' come l'aborto. Se lo
consentiamo alle famiglie che vogliono solo figli maschi, alti e biondi è una porcheria.
Ma se si pensa che un figlio viva male, che si vada incontro a una sofferenza per lui e per
gli altri, allora è una cosa umana. L'omicidio rimane: qui si tratta di rispettare le volontà
del paziente.
| Lei sarebbe favorevole alla legalizzazione dell'eutanasia anche in Italia, pensa che sia
davvero possibile? |
Vedo tutte le difficoltà che ci sono da noi, anche su altri provvedimenti che fuori, non
dico in Olanda ma dappertutto, sono comunemente accettati. Anche le unioni di fatto,
che la Francia ha introdotto, da noi non sono possibili a causa della presenza cattolica
che spaventa i politici, che di per sé, invece, se ne infischierebbero. Le leggi che hanno
a che fare con il costume di vita o con il modo di vedere la vita e la morte da noi sono un
tabù.
| Tutto per il voto dei cattolici? |
Su molte cose i cattolici sono meno bigotti di quanto non sia l'insegnamento ufficiale
della chiesa. Certamente non sono intransigenti sulle unioni di fatto e non lo sono stati
sul divorzio e sull'aborto, come testimoniano i referendum. L'eutanasia può essere un
caso diverso. Ma tendo a pensare che la sensibilità dei cattolici di base non sia uguale a
quella della chiesa ufficiale.
| Però la politica ascolta la radio vaticana... |
Diciamo le cose come stanno: la coscienza collettiva è molto più avanti della chiesa e
dei politici. I politici tendono a dare retta alle gerarchie ecclesiastiche. Del resto
finanziano le scuole private per paura che i vescovi si mettano contro il loro partito.
Così si crea un corto circuito legislativo. Ma se si facesse un referendum sull'eutanasia
non so chi lo vincerebbe, è una tematica su cui anche la coscienza dei cattolici di base
non mi sembra così monolitica. |