RASSEGNA STAMPA

29 NOVEMBRE 2000
COSIMO ROSSI
Olanda, sì alla morte libera
Primo al mondo, il parlamento dell'Aja approva la legge sull'eutanasia
Anche morire in pace è finalmente un diritto umano. Almeno in Olanda. Dove ieri il parlameto ha approvato, con 104 voti favorevoli e 40 contrari, la legge che depenalizza l'eutanasia e il suicidio assistito. Adesso il provvedimento passa all'esame del senato, dove comunque l'approvazione è scontata.
L'Olanda diventa così il primo paese al mondo che entro breve avrà una normativa che disciplina la morte: che sancisce cioè il fatto che l'uomo è l'unico padrone del proprio destino e lo regola attraverso i principî della convivenza sociale e civile; che ha dunque diritto a una morte, non tanto "dolce" quanto "libera".
La nuova legge consentirà ai medici di procurare la morte ai pazienti che lo desiderino senza incorrere in implicazioni penali. Non per questo il quadro regolamentare imposto dal parlamento olandese è permissivo. In primo luogo i medici dovranno accertare che il paziente che chiede la morte assistita sia afflitto da sofferenze "insopportabili" causate da una patologia clinicamente diagnosticata. E allo stesso tempo dovranno accertare la volontà del richiedente. L'eutanasia verrà dunque concessa a fronte di una richiesta "spontanea, ben ponderata e permanente". Due medici avranno poi il compito di certificare la situazione e di condurla verso una conclusione "appropriata". Qualora invece gli assistiti non fossere più nelle condizioni fisiche e mentali di esprimere le loro decisioni, ma abbiano lasciato per scritto le loro risoluzioni, i medici saranno autorizzati a applicare l'eutanasia a loro discrezione. Delle commisioni regionali di controllo avranno infine il compito di accertare la fondatezza delle diagnosi oltre ogni ragionevole dubbio.
Nel corso del dibattito parlamentare sono state invece bocciate alcune proposte: come quella di consentire l'eutanasia a tutti i maggiori di 12 anni anche senza il consenso dei genitori o quella di estendere la pratica a tutti quelli semplicemente "stanchi di vivere".
Contro il provvedimento ha condotto una fiera battaglia il Partito cristiano, che ha chiesto il voto in aula per chiamata nominale. Il governo e il partito laburista esprimono invece la propria soddisfazione per il via libera alla nortmativa rivoluzionaria. "Una legge che conceda a una persona morente il desiderio di mettere fine ai suoi giorni è giusta in una società adulta", commenta il ministro delle giustizia Benk Korthals. "Assicurerà la libertà di scelta nel momento più emotivo della vita di ciascuono", commenta il leader del partito laburista Ad Melkert.
Del resto, la legge sull'eutanasia nasce in Olanda dall'esperienza pratica. Il primo passo verso la legalizzazione fu compiuto nel 1992, quando il parlamento indicò le linee guida che assicuravano l'impunità ai medici che praticavano l'eutanasia, per quanto questa restasse un reato punibile con pene fino a 12 anni di reclusione. Da allora la pratica della morte "libera" ha ottenuto dignità civile. Nel '99 i casi sono stati 2.216. Gli unici altri paesi dove l'eutanasia è tollerata - anche se non legalizzata - sono il vicino Belgio, la Svizzera, la Svezia e la Colombia. Negli Stati uniti, il solo stato del'Oregon ha varato nel '94 una legge sul suicidio assistito per i malati terminali. Nel 96, invece, è stata l'Australia a tentare la legalizzazione, ma la legge del Territori del nord fu abrogata dal parlamento federale.
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