RASSEGNA STAMPA

6 NOVEMBRE 2000
GIANNI VATTIMO
I privilegi "naturali"
Le pretese della Chiesa
Problema non tanto astratto: riusciremo a finire questo lungo anno giubilare senza diventare tutti anticlericali, anche i tanti che, in questi ultimi anni, avevano ripreso ad ascoltare con intenso rispetto, oltre che con commozione, la parola del Pontefice, dei vescovi, dei teologi, dei parroci? Certo l'Anno Santo avrà significato anche molte altre cose per i fedeli dei cinque continenti che sono accorsi a Roma. Ma per i cattolici italiani, come in altri momenti della storia della Chiesa (senza risalire a Galileo, basta il Sillabo), è stato un periodo di più intense tentazioni ad abbandonare, se non la fede in Gesù Cristo, gran parte di quella nella infallibilità del suo vicario in terra (infallibilità del resto di assai ridotta anzianità dogmatica, 1870 - anno significativo soprattutto per i rapporti tra Chiesa e Stato italiano). La questione della cosiddetta "pillola del giorno dopo" è solo l'ultimo esempio, per ora, della accresciuta tendenza della Chiesa a cercare di imporre la propria etica religiosa allo Stato, con la solita tesi secondo cui una simile etica risponde a principî naturali che come tali devono valere per chiunque, credente o no. L'idea che i farmacisti abbiano il diritto all'obiezione di coscienza è del tutto aberrante, dal punto di vista di uno Stato laico - cioè rispettoso dei diritti di libertà di tutti.
Una ragazza che viva in un piccolo paese con una sola farmacia, o anche con tre o quattro, tutte gestite da obiettori, come farà a procurarsi la pillola?
A rigore, dovrebbe rivolgersi al Comune, o scrivere al Presidente della Repubblica in quanto custode della Costituzione e dunque anche della parità dei suoi diritti con quelli di tutti gli altri cittadini, che magari più fortunati possono trovare il farmaco senza problemi; oppure, come al solito, dovrebbe avere i soldi per servirsi al mercato nero, magari - come succedeva nel caso dell'aborto, in altri tempi - attraverso quegli stessi medici e farmacisti che si dichiarano ufficialmente obiettori.
A quando l'obiezione di coscienza per la vendita dei preservativi, altrettanto demonizzati dal Papa e dalla Chiesa, almeno in Italia? Naturalmente, queste pretese stravaganti della Chiesa (solo italiana, a stare alla lettura dei giornali stranieri) saranno e sono appoggiate dalla nostra destra "liberale" (Enzo Ghigo è per ora una lodevole eccezione). Abbiamo letto di recente in una bella biografia di Pio XII (John Cornwell, Il Papa di Hitler, Garzanti) che i cedimenti di Pacelli davanti a Hitler e a Mussolini (fino a distruggere le organizzazioni politiche cattoliche) furono dettati dal proposito di realizzare quei concordati i quali assicuravano alla Chiesa i diritti e i privilegi "naturali", che ancora oggi essa rivendica: privilegi per la scuola cattolica, esenzioni fiscali e altro. Oggi non c'è un Hitler all'orizzonte, la destra è, o sembra, meno pericolosa, ma la politica ufficiale della Chiesa rimane la stessa. Fino a quando?
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