RASSEGNA STAMPA

5 NOVEMBRE 2000
ARMANDO MASSARENTI
Lo sviluppo? E' sostenibile se ci rende liberi
Il 29 novembre prossimo, in occasione della pubblicazione del secondo Rapporto sullo sviluppo sostenibile, Procter & Gamble, in collaborazione con Il Sole-24 Ore e IEFE-Bocconí, organizza un convegno sui rapporti tra sviluppo economico, cultura ambientale e problemi sociali. Intervengono Willer Bordon, Antonio Calabrò, George Carpenter, Grazia Francescato, Marco Frey, Emilio Gerelli. Fausto Giovanelli, Carlo Pesso, Roberto Salvan. In un'intervista che verrà proposta in video ai partecipanti, il premio Nobel Amartya Sen proporrà alcuni spunti di riflessione sul tema. Ne anticipiamo un breve stralcio. Il testo integrale è all'indirizzo www.ilsole24ore.com. A partire da esso «Il Sole-24 Ore», in vista del convegno, organizza un forum online sullo sviluppo sostenibile. Reazioni, proposte e interventi possono essere mandati a armando.massarenti@ilsole24ore.it
Professor Amartya Sen, che cosa pensa dello sviluppo sostenibile? E' un concetto utile per l'economia?
Nel rapporto della Commissione Bruntland, preparato alla fine degli anni Ottanta si diceva che non bisognava opporsi allo sviluppo e alla crescita come facevano certi ambientalisti, per esempio i fautori dei «Limiti dello sviluppo», e anche il Club di Roma, (il rapporto diceva che serve uno sviluppo dalla base ampia, che tenga conto degli interessi di tutti, e che sia sostenibile nel senso che non soffochi la possibilità di uno sviluppo in futuro. Questa, secondo me, è una linea di pensiero feconda da seguire, ma vorrei ampliarla. Intendo dire che i mezzi che vengono usati per sostenere lo sviluppo sono di per sé importanti. Prendiamo per esempio il caso dello sviluppo sostenibile mentre aumenta la popolazione. Alcune persone ritengono che misure coercitive di riduzione della crescita demografica sarebbero indispensabili per uno sviluppo sostenibile. Prima di tutto, penso che sia sbagliato, perché niente indica che la coercizione sia un mezzo efficace. Ma anche se lo fosse, mi sembra comunque un'idea infelice perché, tra le cose che vanno sostenute, c'è la libertà. Se si costringono le persone a frenare la crescita della popolazione, si è già rinunciato a sostenere la libertà. Invece trovo che il concetto di sviluppo sostenibile vada allargato fino a includere il sostegno delle libertà individuali, per aumentarle e per sostenere quelle che già esistono.
A Roma, al convegno organizzato dalla Procter & Gamble, politici, economisti, ambientalisti e le principali società multinazionali che operano in Italia discuteranno insieme di sviluppo sostenibile. Vorrebbe dire qualcosa a questa riunione? E secondo lei, quali dovrebbero esserne le proprietà?
Non sono sicuro di poter rivolgere parole sagge a quello che comunque sarà un consesso di saggi! Comunque lo sviluppo sostenibile è importantissimo per il mondo contemporaneo. Per queste due ragioni. Dobbiamo intenderlo come un processo di sviluppo e non di crescita. La crescita è troppo limitata, riguarda solo il prodotto interno lordo, mentre dobbiamo intendere lo sviluppo in senso ampio, come lo sviluppo delle libertà che rendono una vita umana degna di essere vissuta. E al contempo, abbiamo bisogno di questo sviluppo non solo in questo preciso momento ma anche in futuro, quindi la sua sostenibilità è essenziale. Vorrei aggiungere una cosa sola. Succede che il problema dello sviluppo sostenibile venga disgiunto dai modi in cui si vuole sostenerlo. Secondo me, la distinzione non è praticabile. Se con la coercizione si ottiene la conservazione di determinate risorse, o la riduzione del tasso di natalità - penso che l'efficacia della coercizione sia molto sopravalutata, ma mettiamo pure che serva a qualcosa - se il sostegno comincia per eliminare alcune delle cose preziose per la nostra vita, come la nostra libertà di decidere, allora ha perso in partenza qualcosa, prima ancora di aver provato a sostenerla. Io invece sono convinto che occorre pensare in termini di libertà sostenibile. Vanno sostenute le libertà umane, cioè lo sviluppo della libertà e di tutte quelle che ci procura: libertà economica, libertà politica, libertà sociale. E' su questa storia di libertà che si innesta la questione ambientale. Quindi vorrei un contesto più ampio, in cui lo sviluppo sostenibile leghi le libertà umane alla possibilità di un'espansione, di uno sviluppo e alla necessità di continuare a sostenere lo sviluppo in futuro.
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