RASSEGNA STAMPA

2 NOVEMBRE 2000
MICAELA BONGI
Ruini, tempesta ormonale
La Cei: condannare la "pillola del giorno dopo" è un diritto. La ministra Toia : il governo non c'entra.
Il mondo politico si divide. La chiesa sgomita, alza la voce, interviene sulle leggi dello stato italiano come una corte chiamata a dirimere conflitti normativi. Dettando la sua, di legge. Così fa il cardinale Camillo Ruini, capo della Cei, all'indomani della condanna emessa dalla Pontificia accademia per la vita contro il Norlevo, la cosiddetta "pillola del giorno dopo", e il contestuale minaccioso richiamo all'obiezione di coscienza rivolto a medici e farmacisti. Richiamo a violare leggi, cioè. E "in questo modo il credente si vede mettere in contraddizione la lealtà verso lo stato e la libertà di coscienza", osserva Franca Chiaromonte, ds.
La stessa ministra Livia Turco parla di "libertà minacciata", di "attacco allo stato laico".
Ma Ruini non se ne cura. Rivendica il diritto-dovere della chiesa di "far conoscere a tutti il significato dei gesti che compiono". Dunque: il Norlevo è una farmaco "abortivo", perché da "quando si uniscono il seme femminile e quello maschile esisite un nuovo essere umano"; se "la 194 garantisce il diritto all'obiezione di coscienza, non è giustificabile togliere questo diritto ai farmacisti", che per legge devono fornire i farmaci autorizzati. Infine, per Ruini "è ben strano che una decisione grave come quella di mettere sul mercato una pillola abortiva sia stata presa per via amministrativa, aggirando la legge 194", sbagliata anch'essa, s'intende.
Allo stratagemma del conflitto normativo - sostenibile solo col negare che la gravidanza abbia inizio con l'attecchimento dell'ovulo fecondato, che il Norvelo tende a impedire - si aggrappano An (che chiede un confronto in parlamento), Buttiglione, il Ccd. Anche i cattolici dell'Ulivo (il Ppi, Mastella) spianano la strada alle ingerenze della chiesa.
Sull'altro versante c'è la diessina Gloria Buffo che definisce "preoccupante la posizione della chiesa" e polemizza con il Polo; c'è un'altra diessina, Marida Bolognesi, che vuole distinguere: "La chiesa fa bene a sollecitare le coscienze sui valori etici in cui si crede.
Esagera quando chiede che questi richiami valgano per tutti, cioè investano direttamente le leggi dello stato". Piuttosto, argomenta il leader dello Sdi, Enrico Boselli, "il problema è assicurare la possibilità di utilizzare la pillola".
Il professore Demetrio Neri, membro del Comitato nazionale di bioetica, è furibondo: "Chi crede di possedere la verità non abbia l'arroganza di imporla agli altri. E' intollerabile che la tv di stato dia spazio a chi, come monsignor Sgreccia, incita alla rivolta contro le leggi dello stato laico. In gioco c'è la salute delle persone", si sfoga.
Protesta Maurizio Mori, della Consulta di bioetica laica. Protesta il Centro di studi teologici. Scienziati ripetono che il Norlevo è un contraccettivo, non è come la Ru-486.
I radicali chiedono che l'Italia ammetta anche alla pillola abortiva...
Si lava la coscienza la ministra popolare Patrizia Toia: il governo con l'immissione nel mercato del Norlevo "c'entra poco. E' stata una decisione quasi automatica per effetto del mutuo riconoscimento dei farmaci vigente nell'Ue. Naturalmente va chiarita la natura contraccettiva della pillola". Altrettanto naturalmente la ministra aggiunge che quel farmaco "non responsabilizza la coppia, potrebbe avere un impatto negativo sui più giovani", e non è detto "che il governo sposi la filosofia insita nella sua commercializzazione". E pensare che anche Amato si era detto favorevole alla distribuzione della pillola...
Il Vaticano mette prepotentemente i piedi sul tavolo della politica italiana proprio a pochi giorni dal Giubileo dei parlamentari. Anche il verde Paolo Cento si prepara al quell'appuntamento: "Sono due cose distinte. L'incontro dei parlamentari di tutto il mondo è un'iniziativa interessante che non va messa in relazione con l'autonomia della politica e la laicità dello stato - sostiene -. Invece non esiste in alcun modo un diritto da parte della chiesa di interferire sull'uso di un contraccettivo. E' una grave intromissione, un attacco spropositato, preoccupante. Lo stato farebbe bene a attivare una immediata verifica nelle farmacie". Il rifondatore Giovanni Russo Spena, inserito nella lista dei parlamentari italiani che andranno dal papa "perché ho partecipato alle iniziative sulla cancellazione del debito", definisce "pessima" l'ultima uscita del Vaticano (e non solo l'ultima). Per questo si augura che dal pontefice ("incontro legittimo") i politici "non vadano in ginnochio, ma per riaffermare la laicità dello stato. Potrebbe essere l'occasione per un confronto aspro e serio". Potrebbe.
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