RASSEGNA STAMPA

1 NOVEMBRE 2000
PIERO OSTELLINO
L'ENNESIMO CONFLITTO
Poiché il nostro è il Paese di Pirandello, la presa di posizione della Pontificia accademia per la vita contro la pillola del giorno dopo, con l'invito "a tutti gli operatori del settore a mettere in atto con fermezza un'obiezione morale di coscienza", si presta a due livelli di lettura. Che, naturalmente, non facilitano la comprensione dell'iniziativa, né la sua rilevanza di fronte alla legge. Primo livello di lettura. L'appello del Vaticano si configura come un invito alla "disobbedienza civile". Dicono i farmacisti: "L'obiezione non è possibile. La legge non lo consente. Il farmacista ha l'obbligo di fornire, dietro presentazione di ricetta del medico, il medicinale. Le sanzioni per chi non esegue queste indicazioni sono molto pesanti". La "guerra santa" della Chiesa cattolica contro la pillola del giorno dopo non sarebbe, dunque, la semplice e legittima manifestazione della propria libertà di espressione, bensì una pesante ingerenza negli affari interni dello Stato, attraverso l'invito ai suoi cittadini a non rispettarne le leggi.
Per certi aspetti, una sorta di moderno e settoriale non possumus , analogo a quello che, dopo l'Unità, indusse i cattolici a non partecipare alla vita politica del Paese, una forma di interdizione per "gli operatori del settore" fedeli a Santa Romana Chiesa a esercitare un ruolo e una funzione previsti e regolati dalla legge. Un "caso politico". Secondo livello di lettura. L'appello del Vaticano si configura come una sollecitazione agli "operatori del settore" ad appellarsi alla legge 194 che esonera il personale sanitario dal compimento di procedure e attività dirette a determinare l'interruzione della gravidanza se contrastanti con la coscienza personale. Esso, pertanto, come del resto recita la stessa lettera dell'appello, identifica nella pillola del giorno dopo non un contraccettivo, come sostiene il ministero della Sanità, bensì un metodo abortivo. In conflitto, in tal caso, secondo l'interpretazione della Pontificia accademia per la vita, non sarebbe la Chiesa con lo Stato, bensì finirebbero con essere fra loro le leggi di quest'ultimo. L'una, che impone ai farmacisti di vendere la pillola-contraccettivo; l'altra, che li solleva dal dovere di vendere la pillola-metodo abortivo. Un "caso etico" correlato alle interpretazioni che la scienza è chiamata a dare sulla vera natura del farmaco - contraccettivo o metodo abortivo? - esattamente come quello relativo all'utilizzo degli embrioni umani a fini terapeutici: esseri viventi o no? L'espressione "obiezione di coscienza morale" e la netta distinzione fra contraccettivo e metodo abortivo, si prestano, poi, a un ulteriore livello di lettura. L'espressione "obiezione di coscienza morale", nella sua genericità, sembra infatti escludere sia l'invito a medici e farmacisti alla "disobbedienza civile", sia la sollecitazione a fare appello alla 194. A sua volta, la netta distinzione fra contraccettivo e metodo abortivo appare come una sorta di compromesso fra l'imperativo morale a opporsi all'aborto e la realistica, anche se ancora tacita, accettazione del preventivo controllo della procreazione come "male minore". Mi rendo perfettamente conto che quest'ultimo livello di lettura può suonare, e in effetti rischia di esserlo, una forzatura delle reali intenzioni dell'autorità ecclesiastica. Ma la sua stessa storia millenaria insegna che la Chiesa ha una straordinaria, per quanto cauta e lenta, capacità di adattamento al cambiamento, alle mutevoli percezioni che gli uomini hanno di ciò che è morale e ciò che non lo è, e ai loro conseguenti comportamenti. Resta il fatto che questo nuovo intervento del Vaticano non giova al clima di distensione che laici e cattolici auspicano in materia di rapporti fra Stato e Chiesa. L'impressione che se ne ha è che all'interno della gerarchia, in vista della successione a Giovanni Paolo II, sia in corso una "campagna elettorale", fra conservatori e conciliari, per l'"occupazione" di posizioni di influenza in vista del conclave. L'appello contro la pillola del giorno dopo segue la denuncia della medicina alternativa (compresa l'agopuntura) come espressione di concezioni del mondo estranee e contrarie alle fede cattolica. Cose dell'altro mondo, verrebbe da dire. Se non fossero, come si pensa, cose del mondo di domani prossimo venturo.
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