| Le sfide e gli orizzonti della psiche | Le "nuove malattie dell'anima" sono in aumento, in Italia come in altri Paesi dell'occidente globalizzato,
assieme ai disturbi psicologici classificati dagli specialisti come "borderline". Ma si tratta di nuove
patologie, o di adattamenti ed espressioni della sofferenza psichica legati al cambiamento delle
organizzazioni sociali e di lavoro, in una società profondamente mutata rispetto ai tempi delle origini della
psicanalisi? Se ne discuterà a Napoli in occasione del IV congresso nazionale dell'Aipa (Associazione
italiana di psicologia analitica, sorta nel 1961 alla morte di Carl Gustav Jung), dal titolo "Orizzonti del
Sé", in programma a Castel dell'Ovo da oggi pomeriggio (ore 16) fino a sabato, con il patrocinio della
Regione Campania, del Comune di Napoli, della II Università degli Studi di Napoli e dell'Istituto
Universitario Orientale. "In molte aziende si registrano tendenze depressive, paranoidi, isteriche, perché
quando gli ambienti di lavoro non sono a dimensione umana il primo a crollare è l'Ego dei dipendenti",
sottolinea lo psichiatra e analista junghiano Fausto Rossano, presidente del congresso. Per curare le
patologie mentali, insomma, bisognerebbe curare innanzitutto le organizzazioni del lavoro: "Non è un
caso - prosegue Rossano - che, secondo proiezioni Onu, nel 2.050 gli italiani, che oggi sono 57 milioni,
si ridurranno a 41 milioni. L'indice demografico è una spia preziosa anche del disagio psicologico, oltre
che del cattivo funzionamento della società".
In altri termini, quello che Freud chiamava in un celebre saggio del 1929 "il disagio della civiltà" si
coniuga ora con una diffusa angoscia personale: "Un malessere espresso, in prevalenza, attraverso il
corpo, con pratiche persino automutilanti sempre più frequenti anche se nascoste, che rinviano ad una
complessiva insignificanza della vita", aggiunge la psichiatra e analista junghiana Paola Russo, docente
di Teoria e tecniche della dinamica di gruppo all'università di Napoli, che al congresso napoletano terrà
una relazione su "Il Sé nella relazione terapeutica". Ai lavori partecipano eminenti psichiatri, analisti,
cattedratici di diversa matrice e primari di strutture istituzionali, in un nutrito confronto interdisciplinare
fra teoria e prassi nel segno del maestro dei simboli, della sincronicità, delle indagini sulla religiosità e
della psichiatria dal volto umano. Tra gli stranieri, Gustav Dreifuss da Haifa e Mario Jacoby da Zurigo,
accanto a Giuseppe Maffei, Concetto Gullotta, Antonino Lo Cascio. Sabato la tavola rotonda conclusiva,
con Edoardo Boncinelli, Nadia Fusini, Bianca Garufi, Paolo Aite. |