RASSEGNA STAMPA

1 NOVEMBRE 2000
MARCO TOSATTI
«Ribellatevi alla pillola del giorno dopo»
La Chiesa invita i farmacisti all’obiezione, è scontro
Il Vaticano scende in campo contro la pillola del giorno dopo e chiama i farmacisti all’obiezione di coscienza. Una presa di posizione non inattesa, ma che comunque ha scatenato polemiche. Per l’Accademia per la Vita - il dicastero della Santa Sede - il medicinale messo in commercio da qualche giorno non è un contraccettivo, ma un sistema per procurare l’aborto; e di conseguenza il «no» dell’Accademia è particolarmente duro. «Come è noto, da pochi giorni, nelle farmacie italiane è in vendita la cosiddetta pillola del giorno dopo - afferma l’Accademia per la Vita -, un ben conosciuto ritrovato chimico (di tipo ormonale) che di frequente - anche in questi ultimi giorni - è stato presentato da molti addetti ai lavori e da numerosi media come un semplice contraccettivo, o più precisamente come un “contraccettivo d'emergenza”, a cui si potrebbe far ricorso entro breve tempo dopo un rapporto sessuale ritenuto presumibilmente fecondante, qualora si volesse impedire la prosecuzione di una gravidanza indesiderata». Gli esperti vaticani se la prendono con chi ha risposto «in maniera del tutto sbrigativa che una simile preoccupazione appare infondata, in quanto la pillola del giorno dopo ha un'azione “antinidatoria”, suggerendo così implicitamente una netta separazione tra aborto e intercezione (impedire che avvenga l'impianto dell'ovulo fecondato, cioè dell'embrione, nella parete uterina)». La Pontificia Accademia puntualizza invece che «la pillola del giorno dopo è un preparato a base di ormoni che esplica un meccanismo prevalentemente di tipo “antinidatorio”, cioè impedisce che l'eventuale ovulo fecondato (che è un embrione umano) si impianti nella parete uterina, mediante un meccanismo di alterazione della parete stessa. Il risultato finale sarà quindi l'espulsione e la perdita di questo embrione». Se invece la pillola viene assunta prima del rapporto, si avrebbe un’azione «tipicamente “contraccettiva"». La conseguenza, secondo gli esperti della Santa Sede, è che «l'acclarata azione "antinidatoria" della pillola del giorno dopo, in realtà, nient'altro è se non un aborto realizzato con mezzi chimici». Quindi c’è una «illecità assoluta» di diffondere e prescrivere la pillola, come per l’aborto. E «ne sono moralmente responsabili anche tutti coloro che cooperassero direttamente con una tale procedura». Perciò la Santa Sede esorta a «mettere in atto con fermezza un'obiezione di coscienza morale, che testimoni coraggiosamente, nei fatti, il valore inalienabile della vita umana». Inevitabili le polemiche. I radicali definiscono «una guerra santa» la presa di posizione vaticana; Maurizio Turco, capodelegazione Pr al Parlamento Europeo si dice convinto che «saranno pochissimi i professionisti che risponderanno a questo appello che risponde ad una concezione integralista della Chiesa». Emma Bonino ha aggiunto: «È l'ora di dire che il potere e il prepotere clericale e fondamentalista della Chiesa cattolica romana contro la laicità dello Stato, la libertà della scienza e della ricerca, la libertà dei comportamenti individuali si sono ormai aggravati oltre il tollerabile». Giancarlo Di Renzo, dell’Università di Perugia, si chiede «perchè porsi solo ora il problema etico della prescrizione della cosiddetta pillola del giorno dopo, quando i medici già usano farmaci simili con queste finalità? Il problema etico esisteva anche prima, perchè i ginecologi già usavano la pillola contraccettiva in concentrazioni diverse con diverse finalità». Secondo Alleanza Nazionale, «l'invito della Pontifica Accademia delle scienze, assolutamente fondato in quanto quel farmaco è un abortivo, rischia di non poter essere accolto perché il ministero della Sanità qualifica la pillola del giorno dopo come un semplice contraccettivo. In questo modo - conclude An - la 194 viene violata due volte: in quanto consente l'aborto al di fuori delle procedure previste dalla legge stessa e in quanto impedisce al personale sanitario l'esercizio del diritto di obiezione».
inizio pagina
vedi anche
Bioetica