Una statistica per individui| Gli studi di Heckman e McFadden permettono di avere dati più realistici sulle preferenze della popolazione |
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| Christopher Flinn è professore di Economia
alla New York University ed è coautore con
James Heckman di numerosi articoli sui modelli
dinamici del mercato del lavoro. A lui abbiamo
chiesto questo contributo. |
Il premio Nobel per l'Economia è stato assegnato a
James Heckman dell'Università di Chicago e
Daniel McFadden dell'Università della California a
Berkeley. Entrambi hanno contribuito a diverse
aree dell'economia ma il Comitato del Nobel ha
privilegiato i lavori, svolti indipendentemente, in
microeconometria. Si tratta di un argomento poco
noto al grande pubblico ed è un peccato perché i
loro lavori influiscono e influiranno sulla vita di
moltissime persone in tutto il mondo, sulla
progettazione e realizzazione di programmi sociali,
sulla disponibilità di beni pubblici quali le
infrastrutture per i trasporti.
Prima che diventassero disponibili grandi banche
dati con informazioni sulle caratteristiche e le
scelte dei singoli, delle famiglie o delle imprese,
quasi tutte le analisi statistiche degli economisti
erano basate su dati aggregati. Dai censimenti
della popolazione e dai registri amministrativi e
contabili tenuti dalle imprese e dai Governi si
possono costruire variabili che correlano una
caratteristica della popolazione a un'altra. In Italia,
per esempio, un economista del lavoro può
utilizzare simili fonti per studiare il rapporto tra
tasso di disoccupazione in una data regione e titoli
di studio degli adulti che ci abitano. I dati sulla
disoccupazione e la percentuale di adulti che
hanno terminato il liceo, per esempio, permettono
di stimarne il rapporto a livello regionale.
Gli statistici e gli scienziati sociali sanno da tempo
che i rapporti tra le variabili misurate a livello
aggregato possono divergere moltissimo da quelle
misurate a livello individuale. Questo fenomeno,
che consiste nell'interpretare non correttamente le
relazioni aggregate come se fossero valide a livello
individuale, si chiama "errore ecologico"
(ecological fallacy). Mettiamo di aver trovato in una
regione un rapporto positivo tra percentuale degli
individui che hanno terminato il liceo e tasso di
disoccupazione. Sarebbe un errore ecologico
inferire, sulla base di tale evidenza, che c'è una
relazione positiva tra una persona che ha
completato il liceo e la sua eventuale
disoccupazione; infatti questa relazione non regge
se facciamo l'analisi a livello individuale.
Questi problemi di inferenza indicano che i dati
aggregati, indispensabili per studiare certi
fenomeni macroeconomici, servono ben poco a
capire il comportamento di singole imprese,
persone o famiglie. Gli economisti si sono presto
resi conto che l'accesso a dati individuali non
bastava a garantire che dalle relazioni osservate a
livello empirico si potesse inferire alcunché di
significativo rispetto ai comportamenti. Bisognava
innanzitutto superare il problema del
campionamento non casuale. Un esempio, che
ricaviamo dal lavoro iniziale di Heckman su questo
problema, riguarda il rapporto tra salario e numero
di ore lavorate dalle donne sposate a livello
individuale. In molti Paesi, Italia inclusa, il tasso di
partecipazione di queste donne al mercato del
lavoro è relativamente basso. Il problema sta nel
fatto che le informazioni sui salari e sulle ore
lavorate sono disponibili soltanto per le donne
sposate che effettivamente lavorano nel momento
in cui i dati vengono raccolti ed è probabile che i
loro salari siano sostanzialmente più alti di quelli
che sono stati offerti alle donne che hanno scelto
di non lavorare. Perciò una relazione stimata tra
salari e ore lavorate che venisse calcolata sul
gruppo delle donne sposate che lavorano sarà
probabilmente meno significativa rispetto a una
stima che fosse stata effettuata sull'intero
campione delle donne sposate, cioè sulla base di
informazioni che comprendono anche i salari
offerti a quelle che hanno scelto di non lavorare.
Il contributo più importante di Heckman è stato
riconoscere che il campionamento non casuale
nei dati individuali non poteva essere trattato
modellando le scelte degli individui in relazione al
loro essere nel campione, il cosiddetto problema
dell'autoselezione. Nello stesso esempio,
l'intuizione di Heckman è riconoscere che se, per
decidere se partecipare o meno al mercato, le
donne sposate usavano regole qualitativamente
simili a quelle che usavano per stabilire il numero
di ore lavorate nel caso optassero per il lavoro, tali
regole potevano essere utilizzate nelle procedure
di stima per dedurre i modelli di comportamento di
tutte le donne sposate. Più in generale, grazie alla
soluzione proposta da Heckman, il problema del
campionamento non casuale ha smesso di essere
squisitamente statistico ed è diventato di notevole
interesse per gli analisti dei comportamenti sociali
e per i responsabili di politica economica. La
conoscenza dei processi decisionali di tutti i
membri della popolazione è essenziale per
effettuare un'analisi significativa delle politiche
pubbliche. Per esempio, nel valutare come le
donne sposate reagiscono al mercato del lavoro se
diminuiscono le tasse sul reddito, è importante
almeno quanto capire come le donne che al
momento non lavorano modificherebbero le
proprie decisioni, o capire come quelle che ora
lavorano cambierebbero il numero di ore lavorate.
McFadden ha dato contributi fondamentali
all'analisi di decisioni simili a quella appena
descritta, chiamate scelte discrete. Per esempio,
una donna sceglie di lavorare oppure no; un
consumatore quale tipo di cereali comprare; uno
studente se laurearsi o un'impresa se costruire
una nuova fabbrica. Prima dei lavori di McFadden
c'erano pochi modelli economici o statistici che si
potessero usare per analizzare quei problemi.
Siccome sono situazioni che si propongono di
continuo quando si analizzano dati individuali,
questi non avrebbero potuto essere usati dagli
studiosi del comportamento senza l'opera teorica
ed econometrica di McFadden.
Heckman e McFadden hanno dato un quadro
concettuale e una metodologia ai dati capace di
fornirci informazioni riguardo alle conseguenze dei
provvedimenti presi dalle pubbliche
amministrazioni sul comportamento e il benessere
sociale. Grazie al lavoro di McFadden è stato
possibile analizzare i costi e i benefici delle
proposte di infrastrutture per i trasporti. Grazie a
quello di Heckman, si è potuto valutare l'efficacia
di un gran numero di programmi di formazione per
disoccupati di lungo periodo. A rendere speciale il
Nobel di quest'anno è una combinazione di
creatività intellettuale, di idee rigorose e di
applicazione di tali idee a importanti scelte di
politica pubblica.
(Traduzione di Sylvie Coyaud) |