Tecnica, troppi incompetentiUn seminario di studi per un nuovo dialogo fra i
saperi Tecnica, troppi incompetenti |
| C'è bisogno di competenza, perciò è urgente il
dialogo tra ricerca scientifica, filosofia e teologia. L'incompetenza
impedisce di giudicare i risultati cui giungono le varie discipline,
di capire che cosa bolle nel loro crogiolo. E oggi l'incompetenza
dilaga: tutti parlano di tutto, senza possedere la necessaria
attrezzatura culturale. Domina una pseudoconoscenza
"trasversale, a buon mercato", per cui ognuno invade il campo del
sapere specialistico altrui, senza averne appreso le basi. Da
incompetenti, si è incapaci di proporre o di prendere decisioni
adeguate, di fronte a ricerche che comportano fondamentali
valutazioni di tipo etico ed economico. Perciò i saperi, le
specializzazioni debbono integrarsi: questa è la vera divulgazione
scientifica. In ogni caso, nessuno specialista, neppure lo
scienziato, può fare seriamente il proprio lavoro senza conoscere,
nella sostanza, i modelli di ragionamento con i quali gli specialisti
delle altre discipline giungono alle loro scoperte.
Sono le considerazioni emerse dal convegno sul tema
"Linguaggio della metafisica e linguaggio delle scienze",
organizzato a Frascati, nella Villa Campitelli, dall'area di ricerca
"Scienza e fede nell'interpretazione del reale", costituita in
collaborazione tra la Pontificia Università Lateranense e il
Servizio nazionale del Progetto culturale della Cei. Con
l'occasione è stato presentato il volume dal titolo Teologia,
filosofia e scienze in dialogo coordinato da Piero Coda, docente
di teologia sistematica alla Lateranense e Roberto Presilla,
incaricato di Logica alla Lumsa. Il saggio raccoglie gli atti del
seminario internazionale tenutosi a Roma nel 1999, nel quale fu
compiuta la prima ricognizione sul tema del confronto
interdisciplinare.
"All'incontro di Frascati partecipano giovani ricercatori di
filosofia, teologia, matematica, fisica e informatica. Sono studiosi
che - grazie all'orizzonte sapienziale comune, cioè alla visione
della realtà, dischiusa dalla fede - riescono a convergere. E anzi
impostano in forma nuova, dinamica, questioni come
l'interpretazione del concetto di verità", spiega Piero Coda, che
dirige l'area di ricerca.
L'incomunicabilità si nota da segni evidenti della cultura di oggi.
La tradizione scientifica non parla più, o non lo fa come dovrebbe.
Ormai si rischia di non capirsi, nota Presilla. Per ottenere fondi,
un ricercatore è spinto a fare descrizioni mirabolanti del proprio
lavoro. Ma così lo scienziato scivola verso la bassa divulgazione:
quella cui assistiamo in tivù, interviene Monica Ugaglia.
"Pensiamo alla teoria della relatività. Si basa sull'assoluta
immutabilità di un parametro: la velocità della luce è costante.
Sarebbe stato meglio chiamarla "teoria degli invarianti". L'aver
scelto la parola "relatività" ha finito con l'accostare, nel
linguaggio comune, la teoria einsteiniana al relativismo". |