RASSEGNA STAMPA

29 OTTOBRE 2000
LUIGI DELL'AGLIO
Tecnica, troppi incompetenti
Un seminario di studi per un nuovo dialogo fra i saperi
Tecnica, troppi incompetenti
C'è bisogno di competenza, perciò è urgente il dialogo tra ricerca scientifica, filosofia e teologia. L'incompetenza impedisce di giudicare i risultati cui giungono le varie discipline, di capire che cosa bolle nel loro crogiolo. E oggi l'incompetenza dilaga: tutti parlano di tutto, senza possedere la necessaria attrezzatura culturale. Domina una pseudoconoscenza "trasversale, a buon mercato", per cui ognuno invade il campo del sapere specialistico altrui, senza averne appreso le basi. Da incompetenti, si è incapaci di proporre o di prendere decisioni adeguate, di fronte a ricerche che comportano fondamentali valutazioni di tipo etico ed economico. Perciò i saperi, le specializzazioni debbono integrarsi: questa è la vera divulgazione scientifica. In ogni caso, nessuno specialista, neppure lo scienziato, può fare seriamente il proprio lavoro senza conoscere, nella sostanza, i modelli di ragionamento con i quali gli specialisti delle altre discipline giungono alle loro scoperte. Sono le considerazioni emerse dal convegno sul tema "Linguaggio della metafisica e linguaggio delle scienze", organizzato a Frascati, nella Villa Campitelli, dall'area di ricerca "Scienza e fede nell'interpretazione del reale", costituita in collaborazione tra la Pontificia Università Lateranense e il Servizio nazionale del Progetto culturale della Cei. Con l'occasione è stato presentato il volume dal titolo Teologia, filosofia e scienze in dialogo coordinato da Piero Coda, docente di teologia sistematica alla Lateranense e Roberto Presilla, incaricato di Logica alla Lumsa. Il saggio raccoglie gli atti del seminario internazionale tenutosi a Roma nel 1999, nel quale fu compiuta la prima ricognizione sul tema del confronto interdisciplinare. "All'incontro di Frascati partecipano giovani ricercatori di filosofia, teologia, matematica, fisica e informatica. Sono studiosi che - grazie all'orizzonte sapienziale comune, cioè alla visione della realtà, dischiusa dalla fede - riescono a convergere. E anzi impostano in forma nuova, dinamica, questioni come l'interpretazione del concetto di verità", spiega Piero Coda, che dirige l'area di ricerca. L'incomunicabilità si nota da segni evidenti della cultura di oggi.
La tradizione scientifica non parla più, o non lo fa come dovrebbe.
Ormai si rischia di non capirsi, nota Presilla. Per ottenere fondi, un ricercatore è spinto a fare descrizioni mirabolanti del proprio lavoro. Ma così lo scienziato scivola verso la bassa divulgazione: quella cui assistiamo in tivù, interviene Monica Ugaglia.
"Pensiamo alla teoria della relatività. Si basa sull'assoluta immutabilità di un parametro: la velocità della luce è costante.
Sarebbe stato meglio chiamarla "teoria degli invarianti". L'aver scelto la parola "relatività" ha finito con l'accostare, nel linguaggio comune, la teoria einsteiniana al relativismo".
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