| James Hillman: "Felicità è accettare i propri
limiti soprattutto quando hai superato i
settant'anni" |
| "La forza del carattere" di James Hillman, Adelphi, pagg.
328, lire 32.000 | Il poeta T.S. Eliot sosteneva che "I vecchi dovrebbero
essere esploratori". "Cosa che per me", riflette James Hillman,
l'eretico psicoanalista americano che in questi anni ha sfidato
molti luoghi comuni della nostra cultura, "significa che
dovrebbero assecondare la curiosità, investigare idee
importanti, assumersi il rischio di trasgredire". Lo sostiene
nella Forza del Carattere , il nuovo libro nel quale, a 74 anni,
mette a frutto la propria esperienza per studiare il "significato"
dell'invecchiamento. "Abbiamo bisogno", dice bevendo una tazza
di caffè, "di una terapia delle idee che ci permetta di esorcizzare
quell'immagine morbosa di vecchiaia che sta paralizzando gli
anziani nella depressione. E ci consenta invece di concentraci sul
concetto del carattere, che rafforza la fiducia nella nostra unicità
individuale". Quello stesso "carattere" che era il nucleo del suo
precedente libro: Il Codice dell'anima . E che nella nuova tesi di
Hillman assume la sua forma più compiuta dopo i 60 anni,
rivelandosi in quei tratti eccentrici degli anziani, che ci invita a
vedere non come segnali di decadimento, ma come espressioni
della nostra vera natura.
| Dunque, più ci avviciniamo al nostro carattere, più dovremmo
essere felici? |
"Non so se felici sia la parola giusta. Diciamo che
più sei vicino al tuo carattere meno sei disorientato, vulnerabile, e
soprattutto meno suscettibile a sollecitazioni esterne di scarsa
importanza". Nel suo libro lei invita a vedere l'invecchiamento
nella sua luce migliore. Che cosa significa? "Significa che
dovremmo vivere la vecchiaia come un'esperienza, piena di cose
deprimenti, è vero, ma che necessitano di essere comprese in altro
modo. Che non è positivo o negativo. Non sto cercando di negare
i guai della decadenza fisica, ma ritengo che dobbiamo affrontarli
dal punto di vista psicologico in modo che abbiano senso.
L'insonnia, per esempio, o l'irritabilità, o la perdita della memoria
a breve termine. Se immaginiamo che non sono solo meri
accidenti meccanici, ma aperture verso qualcosa di diverso,
ognuno di questi inconvenienti potrà aprire la porta a un
cambiamento di atteggiamento verso la vita, e a una rivelazione
del carattere".
| Ma quale sarebbe, per esempio, il vantaggio di non dormire bene? |
"Il fatto che di notte accadano cose che non hanno la possibilità di
accadere di giorno. Pensieri, ricordi, emozioni, demoni, angeli,
visitazioni: arrivano e ti assillano per qualche ora. Poi se ne
vanno, ma dopo aver risvegliato la tua attenzione verso qualcosa
che è fuori dalla portata della vita normale. Più che una
disfunzione, c'è una funzione in tutto questo, legata al carattere.
Perché dovrei dormire come un bambino, a più di 70 anni?".
| Si
può rispondere: perché se non dormo come un bambino, il giorno
dopo sono a pezzi. |
"Questo è quello che crede lei. Siamo convinti
- in parte dalle società farmaceutiche - che questo sia un fatto.
Però un soldato può saltare il sonno per due notti e poi
combattere come un figlio di puttana lo stesso!".
| Lei ha vissuto a lungo in Svizzera. C'è una differenza tra l'Europa
e l'America, nel modo di intendere la vecchiaia? |
"Sì, molto
evidente. Avere 40 anni in Europa è arrivare da qualche parte.
Avere 40 anni negli Stati Uniti è già entrare in un periodo critico.
In America si ha un attaccamento profondo all'adolescenza. In un
sondaggio è stato chiesto agli americani: che età vorreste avere
per sempre? Più del 30 per cento degli uomini ha risposto tra i 15
e i 19 anni. La stessa percentuale di donne ha risposto tra i 19 e i
23. Si rende conto a cosa porta continuare a sognare che
l'adolescenza sia il momento più bello della vita?".
"A
una crisi terribile. Per cui si cerca con ogni mezzo di adattare la
propria età biologica a quella psicologica. Col risultato che
abbiamo la cultura più avanzata nel campo della trasformazione
biologica: chirurgia, ginnastica, integratori dietetici, ecc. Un
disastro".
| Ma c'è, secondo lei, un sesso che invecchia meglio dell'altro? |
"Le
donne credono che invecchino meglio gli uomini, ma è così solo
superficialmente, perché di fatto il tasso di suicidio tra gli anziani
soli, è più alto tra gli uomini che tra le donne. Le quali, dopo
avere superato i 40-50 anni, trovano invece nuove amicizie
femminili e un'indipendenza che gli uomini non riescono a
trovare".
| Esiste, comunque, un segreto per invecchiare meglio?
Per esempio imparare ad accettare l'idea della morte. |
"Se questo
fosse possibile. Ma siamo esseri complessi: se una parte di te è
pronta a morire, ce n'è un'altra che vorrebbe non andarsene mai.
Nel mio libro ho cercato di parlarne il meno possibile: perché al
di là delle speculazioni religiose o metafisiche nessuno ne sa
niente". |