RASSEGNA STAMPA

7 OTTOBRE 2000
EMILIO GERELLI
Cari Verdi, non fermate la ricerca
Stavolta il cavolo c'entra, anzi centra. La saporosa verdura è infatti al centro di una controversia tra Verdi e ministro della Sanità. Si tratta nientemeno che di prevenire il cancro, "male del secolo". Il medico-scienziato-ministro Umberto Veronesi spiega in un recentissimo convegno che in recenti indagini «le conclusioni sono state sorprendenti: nella frutta e nelle verdure ci sono fattori protettivi, molecole anticancro scoperte nelle crocificere (cavoli e cavolfiori)». Fin qui tutto bene, ma poi prosegue: «Il passo successivo sarà quello di inserire queste molecole in altre specie vegetali, grazie alla tecnologia genetica». Apriti cielo! Il solo accenno alla possibilità di fare ricerche per l'eventuale ottenimento di frutta e verdura geneticamente modificata non già per prevenire un raffreddore passeggero, ma il cancro mortale, mette i Verdi in agitazione.
Chi ricorda che le innovazioni vanno sottoposte a test di accettabihtà prima di essere utilizzate, quasi che ciò non fosse procedura di routine, monitorata da organismi tecnici, e ben nota al responsabile della Sanità. Altri consiglia di limitarsi a,particolari tipi correnti di frutta e verdura, forse ignorando per amor di polemica che tali prodotti hanno una loro stagionalità, che potrebbe essere utilmente integrata con altri vegetali. Né potevano mancare i "benaltristi", i predicatori del "ben altro si deve fare" prima di dar corso alla proposta accennata. Nel frattempo negli Stati Uniti la ricerca e il consumo di cibi biotech procedono, poiché in molti casi essi si dimostrano vantaggiosi per l'alimentazione. E parliamo di un Paese in cui i controlli interni su ambiente e salute sono certamente assai efficienti.
Sia chiaro: se i movimenti ambientali e i Verdi non ci fossero, dovremmo inventarli. Essi rappresentano la necessaria domanda di protezione dell'ambiente e delle sue risorse, che il rnercato non è in grado di creare cornpiutamente.
Appunto perciò ci domandiamo: è utile alla collettività e giovevole agli interessati il ruolo spesso assunto di avvocato delle cause giustamente perse? Si avvicinano le elezioni in cui vale la legge secondo cui i "no" (anche giustificati) dei Verdi al Governo già si traducono purtroppo in batosta. Ma perché pure il gratuito cupio dissolvi? Perché rinunciare agli strumenti di un'azione ambientale anche positiva che era stata posta in opera dal ministro Verde dell'Ambiente nei precedenti Governi, vittima di un changez la dame incomprensibile ai più? Perché non utilizzare più estesamente le valutazioni di impatto ambientale per migliorate i progetti piuttosto che per decapitarli. Perché non celebrare sostanzialmente il conclamato matrimonio fra ecologia ed economia, a esempio promuovendo l'utilizzo dell'analisi costi-benefici, invisa a burocrati e politici perché vincolante alla razionalità?
Queste e altre domande premono sul cuore di chi tiene all'ambiente. Ma forse esse sono frutto di ingenuo entusiasmo, estraneo alla Realpolitik.
inizio pagina
vedi anche
Bioetica