Finalmente torna in patria il
profeta MounierA cinquant'anni dalla morte una serie di iniziative
rilanciano la figura del fondatore di "Esprit" Finora il filosofo personalista aveva esercitato il suo influsso
più all'estero che in Francia |
| Mezzo secolo fa scompariva all'improvviso, a soli 45
anni, Emmanuel Mounier, il creatore del "personalismo"e il
fondatore della rivista culturale Esprit: un "maître-à-penser" per
tutta una generazione (non solo francese) ed in particolare un
punto di riferimento per gli ambienti cristiani. Arrivato a Parigi
dalla natia Grenoble, il giovane e brillante filosofo bergsoniano
entrò presto in contatto con il circolo di intellettuali che si riuniva
a Meudon attorno a Jacques e Raïssa Maritain.
In questo ambiente concepì l'idea di fondare un movimento di
rottura con "il disordine stabilito", ispirato in gran parte alle idee
di Charles Péguy, che vedrà la luce effettivamente nel 1932,
insieme alla rivista Esprit. Il programma del movimento e della
rivista era racchiuso nello slogan "Rifare il Rinascimento",
promuovere cioè una "rivoluzione personalista e comunitaria",
capace di opporsi sia all'individualismo liberale sia al
collettivismo di matrice fascista come comunista. Secondo
Emmanuel Mounier, per riuscire bisognava ritrovare la capacità di
trasformare le idee in azione. Un'operazione nella quale si
impegnò in prima persona dalle pagine di Esprit.
La necessità di intervenire in Spagna, quella di opporsi alla
definizione di uno speciale statuto per gli ebrei, di fare resistenza
alla barbarie in nome del cristianesimo, sono alcune delle battaglie
condotte sulle pagine della rivista prima della guerra; ma è nel
dopoguerra che l'opera di Mounier ebbe la maggiore influenza
sulla società civile. La sua rivista fu il punto di riferimento per
intellettuali, sindacalisti, funzionari dello Stato occupati
nell'opera di ricostruzione della democrazia.
Il seminario "Mounier, actualité d'un grand témoin", che avrà
luogo a Parigi all'Unesco domani e venerdì 6 ottobre, offrirà
l'occasione di meglio conoscere un intellettuale il cui impegno
corrispondeva a una esigenza del pensiero. Dopo la morte delle
grandi utopie è più che mai necessario rileggere l'opera di
Emmanuel Mounier: l'appello a riscoprire oggi un "resistente
cristiano" ci viene da Jacques Delors, l'ex presidente della
Commissione delle Comunità Europee, e da Guy Coq, membro
della redazione attuale di Esprit e presidente dell''Associazione
degli amici d'Emmanuel Mounier.
Sulle pagine di Le Monde di ieri si augurano che "un'ingiustizia
sia riparata": Mounier, che ha nutrito senza ombra di dubbio il
pensiero e l'azione antitotalitaria, è più conosciuto all'estero (in
America latina, nell'Europa dell'Est, in Portogallo, in Spagna, in
Italia) che nel suo Paese. Del resto la maggior parte dei suoi
scritti, in particolare quelli anteguerra, apparsi quasi
esclusivamente su Esprit, sono rimasti fino ai nostri giorni
introvabili. Ben venuta dunque la recentissima pubblicazione dei
suoi testi fondamentali in due volumi formato poche nelle
edizioni Seuil. Sta del resto per apparire il volume Emmanuel
Mounier et sa génération. Lettres, carnets et inedits presso le
Editions du Cerf.
Ciascuno potrà dunque giudicare personalmente la portata delle
idee del filosofo dell'impegno. Per gli autori dell'articolo, nessun
dubbio: "Di fronte alla frattura tra individuo e società, oggi più
netta che a metà del XX secolo, la sua dialettica tra persona e
comunità apre ricche prospettive. Rileggere i testi in cui il
filosofo approfondisce la sua idea di comunità di persone aiuta a
capire perchè il comunitarismo - nel senso in cui è inteso oggi da
alcuni - si trova in un vicolo cieco". Niente ricette prefabbricate,
nessuna dottrina politica pronta all'uso: il "più socratico dei
pensatori del XX secolo" elabora un pensiero rigoroso applicato
alle condizioni dell'azione politica e al significato dell'essere
cittadini. Secondo Delors e Coq i suoi articoli, sempre iscritti in
una realtà politica precisa, possono offrire l'esempio di un dialogo
proficuo tra pensiero ed azione. |