RASSEGNA STAMPA

30 SETTEMBRE 2000
editoriale
Il papā di Dolly: la clonazione č necessaria
Lo scienziato scozzese: un embrione non č ancora una persona
Jan Wilmut, intervenuto al Congresso sui trapianti di Roma, sostiene la necessitā di non frenare la ricerca
Nessuno vuole clonare l'uomo, ma la ricerca sulle cellule embrionali č necessaria. E' la posizione espressa a Roma al Congresso internazionale sui trapianti da Jan Wilmut, lo scienziato scozzese che tre anni fa ha clonato la pecora Dolly.
CLONAZIONE ED EMBRIONI - "Nessuno scienziato č interessato a produrre copie di persone, e noi vogliamo mantenere l'identitā di ognuno" ha dichiarato Wilmut. Se la clonazione umana, ha detto chiaramente Wilmut, non č lo scopo delle sue ricerche, l'uso delle cellule embrionali umane, ricavate da embrioni prodotti in eccesso dalla fecondazione artificale e che verrebbero distrutti, "č necessario per la ricerca e potrā dare enormi possibilitā di cure per malattie come il diabete, l'infarto, la cirrosi del fegato e il morbo di Parkinson". "Analogamente sono importanti - ha detto lo scienziato scozzese - le ricerche sulle cellule staminali adulte ed entrambe queste vie vanno percorse". Wilmut non ha nascosto l'esistenza di problemi etici: "L'embrione - ha detto - č un potenziale uomo, ma non č ancora una persona; non c'č, infatti, la differenziazione del sistema nervoso che la contraddistingue. Ecco perchč credo che si possano usare cellule embrionali per cercare cure per molte malattie. E il rapporto Donaldson del Regno Unito ha permesso questo uso a fini di ricerca".
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