Il papā di Dolly: la clonazione č
necessariaLo scienziato scozzese: un embrione non č
ancora una persona Jan Wilmut, intervenuto al Congresso sui
trapianti di Roma, sostiene la necessitā di
non frenare la ricerca |
| Nessuno vuole clonare l'uomo, ma la
ricerca sulle cellule embrionali č necessaria. E'
la posizione espressa a Roma al Congresso
internazionale sui trapianti da Jan Wilmut, lo
scienziato scozzese che tre anni fa ha clonato la
pecora Dolly.
CLONAZIONE ED EMBRIONI - "Nessuno
scienziato č interessato a produrre copie di
persone, e noi vogliamo mantenere l'identitā di
ognuno" ha dichiarato Wilmut.
Se la clonazione umana, ha detto chiaramente
Wilmut, non č lo scopo delle sue ricerche, l'uso
delle cellule embrionali umane, ricavate da
embrioni prodotti in eccesso dalla fecondazione
artificale e che verrebbero distrutti, "č
necessario per la ricerca e potrā dare enormi
possibilitā di cure per malattie come il diabete,
l'infarto, la cirrosi del fegato e il morbo di
Parkinson". "Analogamente sono importanti - ha
detto lo scienziato scozzese - le ricerche sulle
cellule staminali adulte ed entrambe queste vie
vanno percorse".
Wilmut non ha nascosto l'esistenza di problemi
etici: "L'embrione - ha detto - č un potenziale
uomo, ma non č ancora una persona; non c'č,
infatti, la differenziazione del sistema nervoso che
la contraddistingue. Ecco perchč credo che si
possano usare cellule embrionali per cercare cure
per molte malattie. E il rapporto Donaldson del
Regno Unito ha permesso questo uso a fini di
ricerca". |