Sino a che punto sono affidabili i sondaggi d'opinione e altre
forme di test? Quanto dipende dal modo in cui viene formulata
la domanda e, soprattutto, dalla veridicità della risposta? Il
primo aspetto è in gran parte metodologico, dipende cioè dalla
struttura "implicita" delle domande di un sondaggio: sul
secondo punto bisogna essere sempre dubbiosi in quanto la
menzogna è sempre in agguato, come testimoniano i risultati di
una recente ricerca che proietta diverse ombre sui tanti
sondaggi che abbondano sui media.
Partiamo dal primo punto: quando si parla dei risultati di uno
dei tanti sondaggi d'opinione, dobbiamo sempre chiederci che
tipo di domande sono state formulate e quali opzioni sono state
contemplate: le risposte, infatti, possono essere di segno
contrario a seconda di ciò che viene chiesto e delle opzioni date.
Uno degli aspetti più noti in proposito riguarda la diversità
delle risposte a seconda che la domanda contempli due o più
soluzioni, come indica uno studio ormai classico che risale ai
tempi della guerra del Vietnam, quando negli USA venne fatto
un sondaggio in cui si chiedeva se il ritiro delle truppe
americane dovesse procedere a un ritmo più veloce o più lento.
La maggior parte delle persone si manifestò in favore del "ritmo
più veloce" cosicché nel luglio del 1969 i giornali indicarono
con grande evidenza che l'opinione pubblica chiedeva una
rapida ritirata. Ma se il sondaggio comporta una terza
alternativa, ad esempio "le truppe devono ritirarsi al ritmo con
cui si stanno ritirando ora", la maggioranza opterà per questa
opzione e i giornali titoleranno, come fecero qualche settimana
dopo il primo sondaggio, "Inversione di rotta nell'opinione
pubblica, gli americani sono a favore della politica attuale". Gli
psicologi sociali conoscono bene questo "trucco" e sanno che
l'aggiunta di una terza possibilità a due opzioni in contrasto tra
di loro, fa sì che dal 10 al 40% degli interrogati cambi opinione
in favore della "terza via", soprattutto se è più sicura e
tradizionale...
Un'inversione della scelta avviene anche quando si manipolano
alcuni termini come "consentire" o "proibire". In un classico
studio di psicologia sociale si chiese a un gruppo di persone di
rispondere a queste due domande: "Ritieni che la legge
dovrebbe consentire che vengano tenuti dei discorsi in pubblico
contro la democrazia?"; "Ritieni che la legge dovrebbe proibire
che vengano tenuti dei discorsi in pubblico contro la
democrazia?" Benché queste due domande abbiano lo stesso
significato, si vide che quando veniva utilizzato il termine
"consentire", il 62% delle persone rispondeva negativamente,
mentre quando la domanda parlava di "proibire" soltanto il
46% si dimostrava d'accordo con l'atteggiamento "repressivo".
Esiste quindi un metodo che va rispettato se si vuole che i
risultati delle "inchieste" rispecchino la realtà e non si prestino
ai fini di chi li utilizza, come spesso avviene in tanti
tele-sondaggi. Ma esiste anche un altro aspetto non meno
importante: quanto possiamo fidarci delle affermazioni che
vengono fatte? La gente dice la verità oppure ci inganna? Un
recente studio compiuto alla Johns Hopkins University di
Baltimora indica che in numerosi test le persone tendono a
mentire, anche in quei casi in cui la menzogna potrebbe avere
conseguenze negative come il non seguire i consigli del medico.
Nello studio clinico dell'Università di Baltimora più di 5000
persone sofferenti d'asma dovevano inalare uno spray contro
l'asma ad base a orari e dosi concordate col medico. Le persone
coinvolte ignoravano che alle bombolette era connesso un chip
che registrava quando e come esse venivano utilizzate: ebbene,
il 30% del campione le svuotava in aria ma assicurava di averne
fatto un uso corretto mentre i pazienti che erano stati informati
dell'esistenza del chip non baravano coi medici.
Le persone, perciò, possono mentire anche quando un test
riguarda la loro salute, anche quando affermano di curarsi
secondo le "regole" concordate col loro medico: figuriamoci
quando si chiedono loro notizie connesse ad argomenti "caldi"
quali la loro sessualità o altri temi "privati". Se non sono
eseguiti da esperti (e in buona fede), i sondaggi possono quindi
essere doppiamente viziati: dal modo in cui viene posta la
domanda e dalla tendenza a mentire o a dissimulare di una
parte del campione. |