RASSEGNA STAMPA

28 SETTEMBRE 2000
ALBERTO OLIVERIO
Quei sondaggi "truccati"
Sino a che punto sono affidabili i sondaggi d'opinione e altre forme di test? Quanto dipende dal modo in cui viene formulata la domanda e, soprattutto, dalla veridicità della risposta? Il primo aspetto è in gran parte metodologico, dipende cioè dalla struttura "implicita" delle domande di un sondaggio: sul secondo punto bisogna essere sempre dubbiosi in quanto la menzogna è sempre in agguato, come testimoniano i risultati di una recente ricerca che proietta diverse ombre sui tanti sondaggi che abbondano sui media. Partiamo dal primo punto: quando si parla dei risultati di uno dei tanti sondaggi d'opinione, dobbiamo sempre chiederci che tipo di domande sono state formulate e quali opzioni sono state contemplate: le risposte, infatti, possono essere di segno contrario a seconda di ciò che viene chiesto e delle opzioni date.
Uno degli aspetti più noti in proposito riguarda la diversità delle risposte a seconda che la domanda contempli due o più soluzioni, come indica uno studio ormai classico che risale ai tempi della guerra del Vietnam, quando negli USA venne fatto un sondaggio in cui si chiedeva se il ritiro delle truppe americane dovesse procedere a un ritmo più veloce o più lento.
La maggior parte delle persone si manifestò in favore del "ritmo più veloce" cosicché nel luglio del 1969 i giornali indicarono con grande evidenza che l'opinione pubblica chiedeva una rapida ritirata. Ma se il sondaggio comporta una terza alternativa, ad esempio "le truppe devono ritirarsi al ritmo con cui si stanno ritirando ora", la maggioranza opterà per questa opzione e i giornali titoleranno, come fecero qualche settimana dopo il primo sondaggio, "Inversione di rotta nell'opinione pubblica, gli americani sono a favore della politica attuale". Gli psicologi sociali conoscono bene questo "trucco" e sanno che l'aggiunta di una terza possibilità a due opzioni in contrasto tra di loro, fa sì che dal 10 al 40% degli interrogati cambi opinione in favore della "terza via", soprattutto se è più sicura e tradizionale... Un'inversione della scelta avviene anche quando si manipolano alcuni termini come "consentire" o "proibire". In un classico studio di psicologia sociale si chiese a un gruppo di persone di rispondere a queste due domande: "Ritieni che la legge dovrebbe consentire che vengano tenuti dei discorsi in pubblico contro la democrazia?"; "Ritieni che la legge dovrebbe proibire che vengano tenuti dei discorsi in pubblico contro la democrazia?" Benché queste due domande abbiano lo stesso significato, si vide che quando veniva utilizzato il termine "consentire", il 62% delle persone rispondeva negativamente, mentre quando la domanda parlava di "proibire" soltanto il 46% si dimostrava d'accordo con l'atteggiamento "repressivo". Esiste quindi un metodo che va rispettato se si vuole che i risultati delle "inchieste" rispecchino la realtà e non si prestino ai fini di chi li utilizza, come spesso avviene in tanti tele-sondaggi. Ma esiste anche un altro aspetto non meno importante: quanto possiamo fidarci delle affermazioni che vengono fatte? La gente dice la verità oppure ci inganna? Un recente studio compiuto alla Johns Hopkins University di Baltimora indica che in numerosi test le persone tendono a mentire, anche in quei casi in cui la menzogna potrebbe avere conseguenze negative come il non seguire i consigli del medico.
Nello studio clinico dell'Università di Baltimora più di 5000 persone sofferenti d'asma dovevano inalare uno spray contro l'asma ad base a orari e dosi concordate col medico. Le persone coinvolte ignoravano che alle bombolette era connesso un chip che registrava quando e come esse venivano utilizzate: ebbene, il 30% del campione le svuotava in aria ma assicurava di averne fatto un uso corretto mentre i pazienti che erano stati informati dell'esistenza del chip non baravano coi medici. Le persone, perciò, possono mentire anche quando un test riguarda la loro salute, anche quando affermano di curarsi secondo le "regole" concordate col loro medico: figuriamoci quando si chiedono loro notizie connesse ad argomenti "caldi" quali la loro sessualità o altri temi "privati". Se non sono eseguiti da esperti (e in buona fede), i sondaggi possono quindi essere doppiamente viziati: dal modo in cui viene posta la domanda e dalla tendenza a mentire o a dissimulare di una parte del campione.
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