C'è un filo che lega la bocciatura della
clonazione da parte del Parlamento
europeo, la caduta dell'Euro e le ambasce
dell'Europa? Forse sì, ma per scoprirlo
bisogna procedere con ordine. L'assemblea
di Strasburgo con una maggioranza
politicamente inedita ma culturalmente
comprensibile (popolari, verdi, estrema
destra), ha stabilito che "non c'è alcuna
differenza tra clonazione terapeutica e
clonazione riproduttiva".
E HA invitato il governo inglese e ogni
altro governo che si dovesse esprimere in
futuro a vietare la sperimentazione di
questa tecnica sugli embrioni umani,
sanzionandola come un reato penale. C'è
un filo che lega la bocciatura della
clonazione terapeutica da parte del
Parlamento europeo, la caduta dell'Euro e
le ambasce dell'Europa? Forse sì, ma per
scoprirlo bisogna procedere con ordine.
L'assemblea di Strasburgo, per sette voti e
con una maggioranza politicamente inedita
ma culturalmente comprensibile, composta
da popolari, verdi e estrema destra, ha
dunque stabilito che "non c'è alcuna
differenza tra clonazione terapeutica e
clonazione riproduttiva", e ha invitato il
governo inglese e ogni altro governo che si
dovesse esprimere in futuro a vietare la
sperimentazione di questa tecnica sugli
embrioni umani, sanzionandola come un
reato penale. Di un mero invito si tratta,
perché il Parlamento europeo non ha alcun
potere in queste materie, che i Trattati
lasciano nelle mani degli Stati sovrani, e
perché la Commissione guidata da Romano
Prodi ha assunto un atteggiamento molto
più aperto e prudente. E' dunque altamente
improbabile che il voto di ieri influenzerà
l'orientamento favorevole della Gran
Bretagna. Né avrà alcun effetto
nell'analogo dibattito in corso negli Stati
Uniti.
Cionondimeno, quel voto ha un valore
ideale e culturale. Il cardinale Ratzinger ne
sarà felice. La comunità scientifica un po'
meno. In fin dei conti, in queste materie
non contano solo i fatti, ma anche le
convinzioni individuali e le credenze
religiose. In India non si uccidono le
vacche, i Testimoni di Geova non accettano
trasfusioni di sangue, l'Europa cristiana
può benissimo decidere di non perseguire
una ricerca scientifica, potenzialmente in
grado di curare milioni di esseri umani da
malattie oggi incurabili, perché crede di
sapere qual è il momento esatto in cui un
agglomerato di cellule diventa una vita
umana. E' un po' incongruo, a dire il vero,
che mentre si batte contro la produzione di
embrioni per clonazione, l'Europa cristiana
continui a produrre migliaia di embrioni
per inseminazione artificiale, resti di una
fabbrica riproduttiva lasciati a congelare in
un limbo di azoto liquido, nei frigoriferi di
una nuova Genesi. Ma all'anima non si
comanda, e se la maggioranza dei
parlamentari europei ha paura della
clonazione, ha il diritto di dirlo
solennemente. Purché ne conosca il prezzo.
In questi giorni di luttuosa
commiserazione del destino crudele
dell'Euro, viene molto citato un dato che
ne spiegherebbe la debolezza, e lo
strapotere del dollaro. In America, si dice,
la produttività dei lavoratori è aumentata in
tre mesi del 5,7 per cento. La ripresa
economica europea, al confronto, non ha
alle spalle questo salto di produttività, ed è
quindi più il frutto della svalutazione
competitiva dell'Euro che di
"fondamentali" economici. E'
congiunturale, mentre in America si sta
dipanando un paradigma economico del
tutto nuovo. Ecco perché la chiamano
"new economy". Ma che cos'è quel salto di
produttività di cui tutti parlano? E'
applicazione di scienza e tecnologia a
produzione e servizi. In definitiva è
Internet, più biotecnologie, più genetica,
più ricerca farmaceutica. I capitali corrono
dove si fanno più cose, meglio, in minor
tempo e con minor costi. Dunque
accorrono sul dollaro.
Il cuore dell'Europa, invece, batte altrove.
Greenspan, molto citato ma poco ascoltato
nel Vecchio Continente, dice che gli
investimenti in nuove tecnologie sono
timidi in Europa perché per gli
imprenditori è troppo difficile licenziare e
assumere. Le biotecnologie sono bloccate
da allarmi su potenziali - e mai dimostrati -
rischi alla salute dei consumatori. E la
ricerca medica è frenata da riserve
religiose. Come dice un ministro olandese,
ogni volta che la scienza apre una nuova
strada "gli europei si concentrano
immediatamente sui rischi e gli americani
sui profitti". E' questione di pelle: gli
anglosassoni amano scommettere, gli
europei preferiscono assicurarsi. Più del
rischio, e del profitto, preferiscono la
sicurezza, e il consumo.
E naturalmente è perfettamente legittimo
che l'Europa scelga di difendere quelli che
crede essere gli ideali e le architravi del suo
"stile di vita". Anzi, ci sono forze
conservatrici, quando non integraliste e
xenofobe, che pensano che l'Europa unita
serva proprio a questo, ad alzare barriere
contro "ways of life" indigeste al nostro
patrimonio culturale e abitudinario. In
questa potente sezione della politica e del
senso comune europeo, il riflesso
condizionato scatta sempre sul versante
della protezione: protezione del posto
fisso, protezione dell'embrione, protezione
del cibo cosiddetto naturale, protezione
dagli immigrati, protezione dai nuovi
europei dell'Est che bussano alle porte di
ciò che fu la cortina di ferro. E a furia di
alzare mura di protezione, la recinzione
rischia di avvolgere completamente il
nostro continente, trasformandolo in una
fortezza: la "fortezza Europa".
In fin dei conti, è questa la grande scelta sul
suo futuro che deve fare l'Europa, ben più
importante di ogni dettaglio istituzionale
sui modi dell'integrazione politica e del
quarto di punto che ogni tanto,
diligentemente, la Banca Centrale aggiunge
ai tassi di interesse. Ed è anche questo il
criterio con cui noi italiani dovremmo
giudicare i nostri politici. Di Berlusconi,
sappiamo da che parte stava ieri nel voto di
Strasburgo: se un giorno governerà, dovrà
dimostrare come si può conciliare il suo
sbandierato liberismo economico con il
protezionismo culturale. Ma il
centro-sinistra? Come avrebbe votato
Amato? Come avrebbe votato Rutelli, che
pure avrebbe potuto, visto che è un
parlamentare europeo, seppure ieri
assente? Con le culture cattolica e
ambientalista, che tanto gli sono care? O
con il gruppo liberaldemocratico, cui
appartiene? |