RASSEGNA STAMPA

8 SETTEMBRE 2000
ANTONIO POLITO
LA SCIENZA BLINDATA
C'è un filo che lega la bocciatura della clonazione da parte del Parlamento europeo, la caduta dell'Euro e le ambasce dell'Europa? Forse sì, ma per scoprirlo bisogna procedere con ordine. L'assemblea di Strasburgo con una maggioranza politicamente inedita ma culturalmente comprensibile (popolari, verdi, estrema destra), ha stabilito che "non c'è alcuna differenza tra clonazione terapeutica e clonazione riproduttiva". E HA invitato il governo inglese e ogni altro governo che si dovesse esprimere in futuro a vietare la sperimentazione di questa tecnica sugli embrioni umani, sanzionandola come un reato penale. C'è un filo che lega la bocciatura della clonazione terapeutica da parte del Parlamento europeo, la caduta dell'Euro e le ambasce dell'Europa? Forse sì, ma per scoprirlo bisogna procedere con ordine.
L'assemblea di Strasburgo, per sette voti e con una maggioranza politicamente inedita ma culturalmente comprensibile, composta da popolari, verdi e estrema destra, ha dunque stabilito che "non c'è alcuna differenza tra clonazione terapeutica e clonazione riproduttiva", e ha invitato il governo inglese e ogni altro governo che si dovesse esprimere in futuro a vietare la sperimentazione di questa tecnica sugli embrioni umani, sanzionandola come un reato penale. Di un mero invito si tratta, perché il Parlamento europeo non ha alcun potere in queste materie, che i Trattati lasciano nelle mani degli Stati sovrani, e perché la Commissione guidata da Romano Prodi ha assunto un atteggiamento molto più aperto e prudente. E' dunque altamente improbabile che il voto di ieri influenzerà l'orientamento favorevole della Gran Bretagna. Né avrà alcun effetto nell'analogo dibattito in corso negli Stati Uniti.
Cionondimeno, quel voto ha un valore ideale e culturale. Il cardinale Ratzinger ne sarà felice. La comunità scientifica un po' meno. In fin dei conti, in queste materie non contano solo i fatti, ma anche le convinzioni individuali e le credenze religiose. In India non si uccidono le vacche, i Testimoni di Geova non accettano trasfusioni di sangue, l'Europa cristiana può benissimo decidere di non perseguire una ricerca scientifica, potenzialmente in grado di curare milioni di esseri umani da malattie oggi incurabili, perché crede di sapere qual è il momento esatto in cui un agglomerato di cellule diventa una vita umana. E' un po' incongruo, a dire il vero, che mentre si batte contro la produzione di embrioni per clonazione, l'Europa cristiana continui a produrre migliaia di embrioni per inseminazione artificiale, resti di una fabbrica riproduttiva lasciati a congelare in un limbo di azoto liquido, nei frigoriferi di una nuova Genesi. Ma all'anima non si comanda, e se la maggioranza dei parlamentari europei ha paura della clonazione, ha il diritto di dirlo solennemente. Purché ne conosca il prezzo.
In questi giorni di luttuosa commiserazione del destino crudele dell'Euro, viene molto citato un dato che ne spiegherebbe la debolezza, e lo strapotere del dollaro. In America, si dice, la produttività dei lavoratori è aumentata in tre mesi del 5,7 per cento. La ripresa economica europea, al confronto, non ha alle spalle questo salto di produttività, ed è quindi più il frutto della svalutazione competitiva dell'Euro che di "fondamentali" economici. E' congiunturale, mentre in America si sta dipanando un paradigma economico del tutto nuovo. Ecco perché la chiamano "new economy". Ma che cos'è quel salto di produttività di cui tutti parlano? E' applicazione di scienza e tecnologia a produzione e servizi. In definitiva è Internet, più biotecnologie, più genetica, più ricerca farmaceutica. I capitali corrono dove si fanno più cose, meglio, in minor tempo e con minor costi. Dunque accorrono sul dollaro.
Il cuore dell'Europa, invece, batte altrove.
Greenspan, molto citato ma poco ascoltato nel Vecchio Continente, dice che gli investimenti in nuove tecnologie sono timidi in Europa perché per gli imprenditori è troppo difficile licenziare e assumere. Le biotecnologie sono bloccate da allarmi su potenziali - e mai dimostrati - rischi alla salute dei consumatori. E la ricerca medica è frenata da riserve religiose. Come dice un ministro olandese, ogni volta che la scienza apre una nuova strada "gli europei si concentrano immediatamente sui rischi e gli americani sui profitti". E' questione di pelle: gli anglosassoni amano scommettere, gli europei preferiscono assicurarsi. Più del rischio, e del profitto, preferiscono la sicurezza, e il consumo.
E naturalmente è perfettamente legittimo che l'Europa scelga di difendere quelli che crede essere gli ideali e le architravi del suo "stile di vita". Anzi, ci sono forze conservatrici, quando non integraliste e xenofobe, che pensano che l'Europa unita serva proprio a questo, ad alzare barriere contro "ways of life" indigeste al nostro patrimonio culturale e abitudinario. In questa potente sezione della politica e del senso comune europeo, il riflesso condizionato scatta sempre sul versante della protezione: protezione del posto fisso, protezione dell'embrione, protezione del cibo cosiddetto naturale, protezione dagli immigrati, protezione dai nuovi europei dell'Est che bussano alle porte di ciò che fu la cortina di ferro. E a furia di alzare mura di protezione, la recinzione rischia di avvolgere completamente il nostro continente, trasformandolo in una fortezza: la "fortezza Europa".
In fin dei conti, è questa la grande scelta sul suo futuro che deve fare l'Europa, ben più importante di ogni dettaglio istituzionale sui modi dell'integrazione politica e del quarto di punto che ogni tanto, diligentemente, la Banca Centrale aggiunge ai tassi di interesse. Ed è anche questo il criterio con cui noi italiani dovremmo giudicare i nostri politici. Di Berlusconi, sappiamo da che parte stava ieri nel voto di Strasburgo: se un giorno governerà, dovrà dimostrare come si può conciliare il suo sbandierato liberismo economico con il protezionismo culturale. Ma il centro-sinistra? Come avrebbe votato Amato? Come avrebbe votato Rutelli, che pure avrebbe potuto, visto che è un parlamentare europeo, seppure ieri assente? Con le culture cattolica e ambientalista, che tanto gli sono care? O con il gruppo liberaldemocratico, cui appartiene?
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