RASSEGNA STAMPA

5 SETTEMBRE 2000
ENRICO BAJ
LA DEA MINERVA ALLA SFIDA DELLA MODERNITA'
Una razionalità prudente e saggia per mitigare gli effetti di uno sviluppo incontrollato
Le riflessioni di Latouche su tecnologia e globalizzazione
Serge Latouche, "La sfida di Minerva", Bollati Boringhieri, pagg.183, lire 26.000
La nostra società razionale agirebbe in modo funzionale, al fine di rendere disponibili beni e prodotti destinati alla soddisfazione di bisogni e desideri. I beni e i prodotti richiesti dal mercato hanno costi di investimento e di fabbricazione. In base ai costi e al valore remunerativo aggiunto vengono venduti a un certo prezzo. Investimenti, costi, produzione, utili, prezzi: la razionalità altro non sarebbe che l'immaginario economico della nostra società di mercato a estensione planetaria. Via etere o via cavo ogni giorno, in tempo irreale, veniamo coinvolti in stupri, naufragi, missili più o meno intelligenti, esecuzioni capitali, suicidi, fughe radioattive, buchi ozonici e dissoluzioni di ghiacciai. A furia di spettacolo, la società diventa irragionevole e finisce intrappolata in un circolo vizioso, come nel rasoio di Nicholas Georgescu-Roegen. Secondo questo famoso economista, l'uomo inventa un rasoio elettrico per guadagnare tempo, tempo che dedicherà allo studio di un altro rasoio con maggiori prestazioni. Il tempo risparmiato verrà reinvestito nella concezione di un rasoio ancora più rapido, e così via. Allontanandosi dalla ragionevolezza, l'uomo è salito su un bolide senza pilota né freni né retromarcia. Questo bolide, che si autoalimenta di continua accelerazione, è la megamacchina tecnoproduttiva il cui unico scopo è la fuga in avanti e la corsa illimitata senza traguardi al di fuori dell'aumento annuo del prodotto lordo e del consumo sporco.
Nel suo ultimo libro , La sfida di Minerva , Serge Latouche avverte che il nostro istinto, plasmatosi sulla tradizione greca, avverte odor di bruciato. A Minerva, dea greco-latina dell'intelligenza, si possono attribuire due filiazioni spirituali: "Phrónesis", la maggiore in età, ovvero la prudenza, la saggezza, il "ragionevole" e "Lógos epistemonikós", ovvero la ragione geometrica, il "razionale". Diventando razionale, la ragione si è svuotata di ogni sostanza, trasformandosi in qualcosa di totalmente astratto. La razionalità tecnoeconomica messa in orbita dalla modernità occidentale si inebria nella manipolazione, anche genetica, di quel gigantesco meccano che è la creazione del mondo. Tuttavia permane la memoria di una tradizione più antica nata sulle rive del Mediterraneo. Per Latouche la prudenza, "Phrónesis", è senz'altro mediterranea, da Aristotele a Cicerone: essa presuppone la conoscenza della condizione tragica dell'uomo e il senso del limite. Dobbiamo altresì riconoscere che la stessa ragione è sempre minacciata dalla contaminazione del razionale, ovvero dal suo versante tecnologico. E questa è la sfida di Minerva: non si tratta di tornare alla prudenza di Cicerone e Aristotele, bensì di superarla per uscire dagli intralci di una ragione a doppia faccia.
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