LA DEA MINERVA ALLA SFIDA DELLA
MODERNITA'Una razionalità prudente e saggia per mitigare
gli effetti di uno sviluppo incontrollato Le riflessioni di
Latouche su tecnologia e globalizzazione |
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| Serge Latouche, "La sfida di Minerva", Bollati Boringhieri, pagg.183, lire 26.000 | La nostra società razionale agirebbe in modo funzionale,
al fine di rendere disponibili beni e prodotti destinati alla
soddisfazione di bisogni e desideri. I beni e i prodotti richiesti
dal mercato hanno costi di investimento e di fabbricazione. In
base ai costi e al valore remunerativo aggiunto vengono venduti
a un certo prezzo. Investimenti, costi, produzione, utili, prezzi:
la razionalità altro non sarebbe che l'immaginario economico
della nostra società di mercato a estensione planetaria. Via
etere o via cavo ogni giorno, in tempo irreale, veniamo coinvolti
in stupri, naufragi, missili più o meno intelligenti, esecuzioni
capitali, suicidi, fughe radioattive, buchi ozonici e dissoluzioni
di ghiacciai. A furia di spettacolo, la società diventa
irragionevole e finisce intrappolata in un circolo vizioso, come
nel rasoio di Nicholas Georgescu-Roegen. Secondo questo
famoso economista, l'uomo inventa un rasoio elettrico per
guadagnare tempo, tempo che dedicherà allo studio di un altro
rasoio con maggiori prestazioni. Il tempo risparmiato verrà
reinvestito nella concezione di un rasoio ancora più rapido, e
così via. Allontanandosi dalla ragionevolezza, l'uomo è salito
su un bolide senza pilota né freni né retromarcia. Questo bolide,
che si autoalimenta di continua accelerazione, è la
megamacchina tecnoproduttiva il cui unico scopo è la fuga in
avanti e la corsa illimitata senza traguardi al di fuori
dell'aumento annuo del prodotto lordo e del consumo sporco.
Nel suo ultimo libro , La sfida di Minerva , Serge Latouche
avverte che il nostro istinto, plasmatosi sulla tradizione greca,
avverte odor di bruciato. A Minerva, dea greco-latina
dell'intelligenza, si possono attribuire due filiazioni spirituali:
"Phrónesis", la maggiore in età, ovvero la prudenza, la saggezza,
il "ragionevole" e "Lógos epistemonikós", ovvero la ragione
geometrica, il "razionale". Diventando razionale, la ragione si è
svuotata di ogni sostanza, trasformandosi in qualcosa di
totalmente astratto. La razionalità tecnoeconomica messa in orbita
dalla modernità occidentale si inebria nella manipolazione, anche
genetica, di quel gigantesco meccano che è la creazione del
mondo. Tuttavia permane la memoria di una tradizione più antica
nata sulle rive del Mediterraneo. Per Latouche la prudenza,
"Phrónesis", è senz'altro mediterranea, da Aristotele a Cicerone:
essa presuppone la conoscenza della condizione tragica dell'uomo
e il senso del limite. Dobbiamo altresì riconoscere che la stessa
ragione è sempre minacciata dalla contaminazione del razionale,
ovvero dal suo versante tecnologico. E questa è la sfida di
Minerva: non si tratta di tornare alla prudenza di Cicerone e
Aristotele, bensì di superarla per uscire dagli intralci di una
ragione a doppia faccia. |