RASSEGNA STAMPA

3 SETTEMBRE 2000
SYLVIE COYAUD
Una Bibbia per 1'ipocondriaco
Robert Youngson, "Dizionario dei sintomi", traduzione di Laura Baldare, Baldini & Castoldí 2000, pagg. 320, L. 34.000
Della Royal Society of Medicine, Robert Youngson è forse il membro più prolifico. Nel 1998 ha pubblicato Scientific Blunders, su errori grossolani degli scienziati da Aristotele in poi; nel 1999 The Madness of Prince Hamlet, su bizzarri disturbi mentali, molti dei quali inventati dalla Chiesa e da Freud o da entrambi, e insieme al giornalista Ian Schott, Medical Blunders il cui sottotitolo "Strabilianti storie vere di cattivi medici pazzi e pericolosi", rispecchia bene i contenuti. Al punto che in Inghilterra è corsa voce che rientrasse in una campagna del Governo per dissuadere gli ammalati dal ricorrere troppo al National Health Service; così verrebbero finalmente ridotte le code per esami e terapie che creano tanto malumore fra i votanti, Il Dizionario dei sintomi è di una chiarezza esemplare. Affronta mali comuni e rari, piccoli guai e terribili morbi, droghe, sesso e cattive abitudini (la prima voce è "abbuffarsi di nascosto") senza mai cadere nella vena terroristica cui si dedica ora l'autore. E' però un invito all'autodiagnosi e pertanto da vendersi con la fascetta "Tenere fuori dalla portata degli ipocondriaci". Questi si astengano anche dalla lettura del presente articolo a meno che la loro ipocondria non somigli al piacere che provano i bambini nel fantasticare pericoli al sicuro sotto il piumino.
Se soffrono di un'afflizione più perversa, leggeranno con crescente nodo allo stomaco, l'oppressione al petto, tempie pulsanti e nausea le pagine 61-115 dedicate al dolore nei vari punti in cui può comparire. Il crampo dello scrittore li minaccia anche se usano il computer per via della componente psicologica legata alla mancanza di ispirazione. Se era parso loro un tratto di distinzione soffrire del gomito del tennista, si accorgeranno con raccapriccio che il gomito del golfista è più chic. Il sintomo banale è quasi sempre il più infingardo, e il tumore quasi sempre in agguato dall'"addome gonfio" in prima pagina alle "voglie cutanee" dell'ultima.
Gli ipocondriaci autocoscienti troveranno questo sotto "Paure irragionevoli": "Freud... pensava che fossero conseguenza del conflitto derivante da una situazione edipica vissuta nella prima infanzia e dell'ansia da castrazione". Sbagliava, dice Youngson, dato che una terapia comportamentale rimuove le fobie (una generalizzazione un tantino ottimista). Comunque "le risposte fisiologiche - polso accelerato, sudore, aumento della pressione e così via - si possono controllare con l'uso di betabloccanti".
Per l'autore, Freud sbaglia sempre e la psicoanalisi è "la pseudoscienza che acchiappa milioni di persone più interessate a parlare di sé o a ottenere un qualche tipo di sostegno psicologico che nei meriti strettamente scientifici della procedura" (Medical Blunders). A discolpa del dottor Youngson, va detto che ha fatto carriera nel servizio sanitario militare. Si capisce che la psicoanalisi non gli garbi: nell'esercito, la libertà di associare parole e pensieri, la pretesa di un sostegno psicologico devono rasentare il delitto d'insubordinazione. I betabloccanti, per le reclute, vanno benone; a dei giovanotti robusti con in mano un'arma letale è meglio che non tremi l'indice sul grilletto alla vista di un ragno. Ai civili, non andrebbero somministrati in presenza di un lungo elenco di disturbi che vanno dalla pressione bassa all'obesità, perché inibiscono le catecolamine, una famiglia di molecole tra cui alcune legate all'umore come dopamina e adrenalina, che trasmettono impulsi nervosi, fanno contrarre i muscoli lisci come quelli del cuore, attivano tutt'un ciclo metabolico di ossigeno, acidi grassi, glucosio. Insomma, leggere attentamente le avvertenze prima dell'uso, in particolare la voce "Controindicazioni", fonte di indicibile tormento per ogni ipocondriaco che si rispetti. D'altronde, al tormento non ha scampo. "Sfortunatamente, la vera natura dell'ipocondria rimane oscura per cui non è possibile alcun approccio logico al trattamento. Si tratta di un difetto inerente alla personalità caratterizzato da una soglia bassa alla paura... L'ipocondriaco è una persona ripiegata su se stessa che ha uno scarso interesse per il mondo esterno", scrive l'autore, senza un briciolo di gratitudine per la categoria più suscettibile di comprarne il libro.
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