"Clonare cellule vuol dire salvare delle
vite"| Veronesi: ecco perchè non possiamo restare
indietro |
| Umberto Veronesi, ministro della Sanità, il giorno
dopo la contestazione del popolo di Comunione e
Liberazione: una platea dai nervi scoperti, che al
primo accenno alla clonazione lo ha inondato di
fischi e ha cercato di impedirgli di concludere
l'intervento.
| Professor Veronesi, dimentichiamo i fischi e
cerchiamo di riportare il discorso sul piano
razionale. Lei ha invitato i fedelissimi di Cl a
leggersi il documento elaborato per il premier
inglese Tony Blair dalla Commissione
Donaldson. Pensa che questo documento possa
essere una buona base di partenza per
affrontare anche in Italia il problema della
clonazione finalizzata a ricerca scientifica? |
"La commissione presieduta da Liam Donaldson
ha lavorato molto bene. Il testo è frutto delle
riflessioni non solo dei ricercatori ma anche di
studiosi di bioetica. Ogni aspetto è stato soppesato.
Quattro pagine del Rapporto sono dedicate ai
problemi morali, e qui sono rappresentate posizioni
diverse, di chi nell'ovulo fecondato vede soltanto
una cellula e di chi vede una potenzialità umana
ben maggiore. Certo gli inglesi hanno su di noi un
vantaggio: già da dieci anni, grazie alle norme
contenute nello "Human Fertilization and Embryo
Act", possono fare ricerca su embrioni fino al
quattordicesimo giorno di età. Quindi in questi
problemi hanno più esperienza di noi. Il nuovo
documento propone soltanto di estendere quelle
norme del 1990 alla possibilità di clonare cellule
embrionali con finalità terapeutiche. Clonare
cellule, noti bene: parliamo di gruppetti di cellule
quasi invisibili a occhio nudo, non si tratta
assolutamente di usare feti come banche di organi,
che sarebbe cosa da film dell'orrore".
| Torna il problema di sempre: quando inizia
davvero la vita umana? Quando si può parlare
di persona? |
"Dopo il quattordicesimo giorno di età l'embrione
differenzia le sue cellule e si ha la comparsa di una
prima traccia di strutture nervose. Si può discutere
se l'embrione possa essere considerato "persona",
o sede di un'anima, solo a questo punto o anche
prima. Osservo però che nel nostro Paese una legge
approvata con referendum dal 70 per cento degli
italiani ammette l'aborto fino al terzo mese. Non
sto dicendo che sono contro questa legge. Dico
solo che la questione degli embrioni sembra
scandalizzare più che l'aborto..."
| Lei dunque è favorevole alla clonazione di
cellule di embrioni per fini di ricerca? |
"Noi dobbiamo confrontarci con il fatto che
esistono migliaia di embrioni prodotti in eccesso
nelle pratiche di fecondazione assistita. A me pare
che la destinazione alla ricerca degli embrioni
esistenti sia da preferire alla loro distruzione.
Anch'io dentro di me sento che neppure questa
soluzione è perfetta ma almeno in questo modo gli
embrioni assolveranno una missione biologica: se
non possono trasformarsi in bambini, almeno
potranno servire ad alleviare la sofferenza di
persone malate".
| Professor Veronesi noi siamo qui a discutere il
destino di questi embrioni. Ma di chi sono,
giuridicamente? Dei Centri che li conservano
nei loro freezer? Dei ricercatori? Dei bioeticisti
che li difendono attribuendo loro lo status di
persone? A me pare che non siano né della
scienza né del parlamento che dovrebbe
legiferare su di essi, ma piuttosto dei loro
genitori biologici. Chi li ha interpellati? E se i
genitori biologici non hanno nulla da dire, questo
silenzio non le pare scandaloso? |
"Nella fecondazione assistita si fecondano più
ovuli e si procede all'impianto nell'utero materno.
Quando si ottiene la gravidanza gli ovuli in eccesso
rimangono inutilizzati. In effetti dovrebbero
appartenere ai genitori, ma questi, ottenuto il loro
scopo, se ne disinteressano...".
| Il vero problema dunque si sposta nella
fecondazione assistita, che in Italia non è
regolamentata e rappresenta per certi
ginecologi spregiudicati un grosso business
basato sul desiderio di paternità e di maternità
di coppie infelici. |
"Infatti sono convinto che l'intera questione della
fecondazione in vitro deve essere ridiscussa e
regolamentata".
| Molti dicono che dietro la posizione di Blair e di
Clinton favorevole alla ricerca sugli embrioni ci
sono le multinazionali biotecnologiche che
potranno conquistare il mercato delle nuove
terapie. In borsa i titoli di queste aziende hanno
reagito alla prospettiva di sperimentazione con
un balzo verso l'alto. |
"Non conosco gli aspetti economici. Come
ministro la mia prima preoccupazione è trovare
soluzioni utili alla salute dei cittadini. Mi basta che
in queste soluzioni il rapporto costo/benefici sia
positivo per il paziente. Credo comunque che allo
stato attuale a guidare Blair e Clinton sia un
interesse genuino allo sviluppo della ricerca".
| A proposito: l'Italia rischia di perdere questo
treno, come è successo con il Progetto
Genoma? |
"Non è questione di giorni o di settimane. C'è
tutto il tempo per discutere, riflettere insieme e
giungere alle decisioni. La mia preoccupazione è
che invece la questione si impantani negli
ingranaggi burocratici parlamentari, che non si
arrivi né a un sì né a un no. Questo sarebbe grave.
Gli scienziati, il Cnr devono avere certezze per
programmare il loro lavoro e i loro invetsimenti.
Ma un eventuale ritardo mi dispiacerebbe ancora di
più per i malati che possono trarre beneficio da
questi studi".
| Ci sono applicazioni già vicine? |
"In qualche caso sì: penso specialmente ai malati di
diabete. Clonare le insule del pancreas che
producono l'insulina e immetterle nel paziente
risolvendo alla radice il suo problema è ormai una
prospettiva concreta".
| Alcuni scienziati, e tra questi Rita Levi
Montalcini e Edoardo Boncinelli, sostengono
che si possono fare le stesse ricerche usando
cellule staminali adulte, cioè cellule capaci di
differenziarsi in altre cellule come quelle
embrionali ma che tutti noi, anche in età
matura, abbiamo nel nostro midollo osseo e nel
sangue. Qual è il suo parere sul dilemma
embrioni/cellule staminali adulte? |
"L'uso di cellule staminali adulte sarebbe l'ideale
perché non solleva dilemmi etici. Purtroppo i miei
colleghi genetisti mi dicono che non sono
altrettanto utilizzabili. Le cellule embrionali sono
più plastiche e più facilmente pilotabili verso i
diversi tipi di tessuto: in cellule del pancreas se
vogliamo pensare ai malati di diabete o in cellule
nervose se pensiamo ai malati di Parkinson e di
Alzheimer e così via. Le cellule staminali adulte
sono meno flessibili e non conosciamo ancora bene
i metodi per utilizzarle al meglio. Si parla anche di
far regredire cellule adulte allo stato di cellule
embrionali totipotenti, ma questo è un traguardo
ancora lontano. Inoltre le staminali del midollo
osseo funzionano bene quasi soltanto per ricavare
cellule ematopoietiche. Le cose vanno meglio con
le staminali del cordone ombelicale: e infatti in
molte città stanno sorgendo banche del cordone
ombelicale, che io incoraggio molto. Certo però
con le cellule embrionali si accorciano i tempi".
| Sull'uso degli embrioni ci sono contrasti anche
nel governo? |
"Sì, i Popolari per esempio non accettano l'uso di
questi embrioni".
| E' difficile conciliare il ministro con il
ricercatore? Rimpiange il tempo in cui non era
un politico? |
"Sono un ministro, non un politico. Neppure
adesso". |