| Eredi secolarizzati della tradizione | E se anche le discussioni sulla morale laica, sulla sua
inconsistenza, la sua crisi, sulla sua aridità di fronte all'entusiasmo
dei milioni di giovani "giubilanti" che accorrono ad ascoltare il
Santo Padre, fossero solo uno dei tanti dibattiti estivi del tipo di
quelli che abbiamo conosciuto negli anni passati, dalla ripresa
craxiana di Proudhon alla ricorrente querelle sugli intellettuali e
altre simili amenità? Lo si può sospettare con qualche buona ragione,
considerando proprio l'evento recente del Giubileo dei giovani a
Roma. Come si è sentito anche nelle parole dei cardinali che si
rivolgevano a loro, in molti di questi giovani manca il "senso del
peccato", soprattutto se si tratta del peccato della "carne", su cui il
Santo Padre non si stanca di insistere, poiché vi sono connessi anche
tanti problemi etico-politici, dal riconoscimento delle coppie di fatto
alla contraccezione, alla fecondazione assistita alla manipolazione
degli embrioni. I giovani giubilanti dunque sono poco sensibili a
quegli aspetti della dottrina cattolica che appaiono, e sono, più legati
a un ideale patriarcale di società, o che pretendono di legiferare in
nome di una legge di natura che si potrebbe conoscere solo se
illuminati dalla fede, e cioè dalla gerarchia ecclesiastica. Accettano
invece con entusiasmo la predicazione del Papa sulla libertà, la
democrazia, la pace, la solidarietà, l'abolizione della pena di morte,
l'eguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge. Ora, questi sono
proprio i valori della morale laica; o meglio, quei valori della morale
cristiana che la società moderna ha appreso dal Vangelo e che ha
affermato e difeso anche contro molte posizioni oscurantiste della
Chiesa. Che cosa significa difendere la libertà se non schierarsi dalla
parte di Giordano Bruno mandato al rogo dall'Inquizione? Che cosa
significa difendere democrazia e uguaglianza se non opporsi a leggi
che, come il Concordato in Italia, assicurano alla Chiesa cattolica
una posizione di privilegio rispetto alle altre confessioni religiose?
Che cosa significa, insomma, rispetto della persona se non rifiuto di
ogni pretesa di sapere meglio di lei che cosa sia il suo vero bene, e
imporglielo anche con la forza delle leggi civili? Sarebbe ora che i
laici, riconoscendosi eredi secolarizzati della rivelazione biblica,
affermassero con forza, contro ogni manipolazione interessata, che la
morale laica moderna è la vera morale cristiana. La democrazia e le
libertà civili non sarebbero state certo possibili in un mondo non
penetrato dal messaggio evangelico; ma non si sarebbero certo mai
affermate se questo messaggio fosse stato lasciato nelle mani della
Chiesa gerarchica, e non fosse stato invece vissuto, incarnato,
interpretato, proprio dai tanti martiri della libertà di pensiero - oggi
così spesso guardata con distacco dai nuovi comunitarismi e
autoritarismi. Vogliamo ricominciare a discutere di qui? |