RASSEGNA STAMPA

12 AGOSTO 2000
MAASIMO L.SALVADORI
La storia, un dramma che ci insegna a capire chi siamo
Il titolo del libro di Giuseppe Galasso, Nient'altro che storia , è tratto da un famosissimo passo de La storia come pensiero e come azione di Croce, dove questi afferma, a spiegare il significato del suo storicismo, che "la vita e la realtà è storia e nient'altro che storia".
Lo scopo dell'autore, in questi saggi di teoria e metodologia della storia pubblicati dal Mulino, sembra essere quello di darci un'aggiornata versione dello storicismo del maestro napoletano. Le essenziali tesi crociane Galasso le riformula scrivendo che "quando pensa l'uomo fa sempre e soltanto storia"; che "la dimensione storica non è una dimensione soltanto ''ideale'' o ''scientifica'' della realtà, ante o post rem , ma è la sua dimensione autentica, in re "; che "se la storia è l'unica realtà concepibile, solo essa può dirci cosa è l'uomo"; che la storia è sempre storia contemporanea, poiché non è già il passato "a illuminare il presente", ma "il presente a illuminare il passato"; che tra le diverse branche del sapere è la filosofia a stabilire con la storiografia un legame privilegiato, in quanto la filosofia è, "innanzitutto, coscienza critica delle scienze", le quali senza eccezione sono lo studio di una realtà nelle sue varie dimensioni "tutta storica". Certo Croce concepiva il pensiero e l'azione degli individui e dei gruppi che ne costituiscono gli interpreti come diretti a realizzare il cammino dello Spirito che presiede alle vicende di ogni essere. Galasso depura in un certo senso lo storicismo crociano da questa matrice romantica. Egli mette al centro la coscienza e le aspirazioni degli individui e dei gruppi che operano per affermare i loro scopi nella competizione e nel conflitto "dialettico" tra i diversi valori e progetti, partendo direttamente da essi in quanto soggetti primi e ultimi della storia. "Non è lo Spirito, l'Umanità, un Dio ascoso, la Materia o altro di simile il motore della storia. Motore e protagonisti della storia ? scrive l'autore ? sono l'uomo e gli uomini nella particolarità e concretezza della loro coscienza di sé e del loro spirito, nella particolarità e concretezza delle condizioni e dei condizionamenti in cui operano". La vita è lotta, opera attraverso azioni e reazioni. E quindi "la legge sia del movimento storico sia del senso della storia è la dialettica, ossia il principio per cui la vita nasce e si sviluppa drammaticamente". Galasso dedica molta attenzione ai rapporti tra la storiografia e le scienze sociali, in particolare a quelli con la sociologia (nei cui confronti Croce aveva avuto una totale chiusura), discutendo delle varie interpretazioni che hanno occupato Otto e Novecento. Egli sa bene quali importanti apporti le scienze sociali abbiano dato alla storiografia. E dunque non li disconosce. Ma a condizione che la storiografia non perda in conseguenza di questi contatti la propria identità: quella che consiste nell'interpretare la vita storica alla luce di una dominante "esigenza morale e civile", nel rendere in maniera piena "il respiro e il senso" della libertà e della forza creatrice dell'uomo.
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