RASSEGNA STAMPA

23 LUGLIO 2000
MARIO RICCIARDI
Fede e ragione critica
G. Basti, A. Strumia e C.A. Testi (a cura di), "Fides et Ratio: Analitici, Continentali e Tomisti", numero monograrico della rivista "Divus Thomas", 24 anno 102 (19"), pagg. 250, L. 30.000
Tommaso, "Unità dell'intelletto", a cura di Alessandro Ghisalberti, Bompiani, Milano 2000, pagg. 230, L. 16.000
Tommaso d'Aquino è un filosofo analitico o continentale? Nella Queen's University di Belfast il problema è stato risolto empiricamente con una duplicazione dei dipartimenti di filosofia. In quella Università c'è infatti un Department of Philosophy (sottinteso analitica) e un Department of Thomistic Philosophy dove si studia un po' di tutto (non solo Tommaso ma anche Heidegger e Derrida). Dífficile dire quanti tomisti si sentirebbero a loro agio in compagnia del Pastore dell'essere o del Padre Supenore dell'ordine dei decostruzionisti. Probabilmente non ne sarebbero felici quelli che di Tommaso ammirano la sobrietà e l'attenzione all'uso del linguaggio, la passione per la metafisica e il risalto della logica, la fiducia nella possibilità di ragionare su Dio e l'impegno per uno stile di argomentazione che non renda del tutto vano il proposito ai discutere idee altrui.
Per fortuna il numero monografico della rivista "Divus Thomas", dedicato a Fides et Ratio: Analitici, Continentali e Tomisti, anche se nel titolo allude a queste ardite questioni di classificazione, di cui si occupa nel suo divertente contributo Barry Smith, contiene anche diverse riflessioni di grande interesse che, prendendo spunto dalla recente enciclica di Giovanni Paolo II, cercano di contribuire a una valutazione critica di alcuni aspetti del rapporto tra ragione e fede. In particolare i saggi di Gianfranco Basti e Antonio Livi affrontano la questione del ruolo e dell'importanza della filosofia all'interno dell'esperienza religiosa come viene intesa dai cattolici. La cosa è interessante e merita l'attenzione dei non credenti perché indica una consapevolezza del progressivo slittamento che è avvenuto, nella cultura diffusa se non nella letteratura specialistica, verso una interpretazione dell'essere cristiani che privilegia il momento della fede su quello del giudizio critico sui diversi aspetti della teologia. Non c'è dubbio, infatti, che una lettura del cristianesimo tutta protesa verso la fede che non prenda in considerazione, o comunque ponga in secondo piano, l'esame critico dei diversi argomenti che possono essere presentati pro o contro gli insegnamenti tradizionali della chiesa sarebbe molto più vicina a una sensibilità protestante che all'atteggiamento distintivo dei cattolici. Ben venga, dunque, una riflessione sulla religione che non si limiti a descrivere o chiosare quel che si prova a credere (o non credere), ma che tenti invece di chiarire il senso e la solidità delle affermazioni delle diverse voci che partecipano alla discussione teologica.
Per chi invece sia curioso di confrontarsi direttamente con la fonte principale del tomismo, cioè con lo stesso Tommaso, si segnala la pubblicazione, nella collana diretta da Giovanni Reale per la Bompiani, del trattato De Unitate Intellectus noto anche come Contra Averroistas curato e tradotto da Alessandro Ghisalberti. Si tratta di uno scritto in cui Tommaso critica l'interpretazione della filosofia della mente di Aristotele proposta da alcuni seguaci latini di Averroè. In particolare, oggetto delle osservazioni critiche di Tommaso è la tesi che l'intelletto, cioè quella parte dell'anima che conosce le cose attraverso la loro forma, sia separato dal corpo e quindi unico per tutto il genere umano. Tommaso sostiene invece che l'anima è la forma del corpo da cui può essere separato solo provvisoriamente. Di particolare interesse sono le riflessioni di Tommaso sulla differenza che c'è tra l'Io e l'anima di una persona.
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vedi anche
Filosofia analitica