RASSEGNA STAMPA

14 LUGLIO 2000
editoriale
"Rompiamo il tabù"
EUTANASIA I Verdi avanzano proposte. Veronesi: "Il problema esiste, parliamone".
"Il problema esiste". Esistono anche fortissimi resistenze solo a affrontare l'argomento.
Che però, afferma il ministro della sanità Umberto Veronesi, "non va considerato un tabù". Di eutanasia, insomma, si deve poter parlare. Ha cominciato a farlo timidamente il governo. Ieri l'altro il presidente del consiglio Giuliano Amato ha annunciato di aver chiesto al comitato di bioetica di approfondire la questione "in modo che ci possano essere elementi di valutazione qualora decidessimo di assumere deliberazioni".
Nello stesso giorno, nel corso di un seminario, il senatore dei verdi Luigi Manconi ha illustrato tre proposte di legge "aperte" (firmatari, con Manconi, il presidente della commissione sanità di palazzo Madama, Francesco Carella, e Saro Pettinato) sul diritto a una morte dignitosa. Nel corso dello stesso incontro - una sorta di anteprima di un convegno che si terrà il prossimo autunno - sono stati illustrati i dati della Fondazione Floriani. Un sondaggio tra 3600 medici dal quale è emerso un 4% di malati terminali che hanno raggiunto l'eutanasia "attiva" (il medico è intervenuto direttamente).
E ieri, a margine dell'assemblea sulle biotecnologie promossa dall'Assobietec, sull'argomento è tornato Veronesi: "L'eutanasia è un problema che esiste e le leggi non danno nessuno spazio a questo argomento. Come medico ho il compito di prolungare al massimo la vita e come cittadino rilevo che il problema invece esiste e che di fatto si realizza nella vita quotidiana nelle cure per i malati terminali. Tanto vale parlarne".
I Verdi intendono portare la discussione anche nelle aule del parlamento. Alla camera alcuni deputati, tra i quali la ds Giovanna Grignaffini, hanno depositato nel '99 una proposta sul "testamento biologico". L'unica iniziativa precedente risale all'84. Le proposte del Sole che ride sono per ora "bozze di discussione" sulle quali comunque avviare un confronto. Intanto Manconi avverte: parlare esclusivamente di eutanasia "è improprio. L'interrogativo cruciale è: si può evitare - o ridurre, e di quanto - la sofferenza determinata dalla malattia? Per rispondere, la questione dell'autodeterminazione (libertà terapeutica) deve intersecarsi costantemente con la questione del progresso medico-scientifico".
Le tre "bozze di discussione" riguardano le cure palliative e le terapie del dolore; il testamento biologico (il cittadino nel pieno delle sue facoltà può decidere a quali trattamenti sottoporsi e come terminare la propria indicando un fiduciario che garantisca il rispetto delle sue volontà) e la libertà di scelta in materia di interruzione volontaria della propria sopravvivenza.
inizio pagina
vedi anche
Bioetica