RASSEGNA STAMPA

9 LUGLIO 2000
UMBERTO BOTTAZZINI
I numeri che fanno cultura
Dalla musica orientale alla teoria del giochi, fino ai film di Peter Greenaway
a cura di Michele Emmer, "Matematica e cultura 2000", Springer, Milano 2000 pag. 392, sip.
E' ancora opinione diffusa, nel nostro Paese più che altrove, che matematica e cultura non abbiano nulla in comune. Che la matematica sia una raccolta di formule astruse e incomprensibili, forse utili in pratica, ma certo estranee al mondo della cultura'. Invece che "Non entri chi non conosce la matematica" posto all'ingresso dell'Accademía platonica, l'ímperatívo sembra essere Mathematica sunt, non leguntur. Ma non leggendo di matematica, ignorando i suoi metodi e i suoi risultati, si finisce per ignorare una delle più affascinanti costruzioni intellettuali di cui l'uomo sia stato capace, che ha legami profondi con la musica, la letteratura l'arte e, più in generale , con la nostra conoscenza della realtà.
Questo libro curato da Michele Emmer ne offre un'efficace testimonianza. Raccoglie gli interventi a un convegno tenutosi a Venezia nel 1999, il terzo della serie di incontri che Emmer ha organizzato su questo tema.
Per cominciare, matematica e storia, la storia drammatica del nostro secolo.Giorgio Israel ripercorre le vicende della matematica italiana negli anni del fascismo, quando furono espulse dalle istituzioni scientifiche e allontanate dalla vita accademica figure di prestigio internazionale come Volterra, che nel 1931 rifiutò di firmare il giuramento di fedeltà al regime, e come Castelnuovo, Enriques e Levi Civita per le leggi razziali. Analoga e forse ancor più drammatica, è la vicenda dei matematici tedeschi che racconta Jochen Brüning. Con l'avvento del nazismo, le grandi scuole matematiche di Gottinga e Berlino sono distrutte.
I matematici ebrei od oppositori dal regime sono costretti all'esilio, altri sono assassinati dai nazisti o spariscono nei campi di sterminio. Nel suo saggio Silvano Tagliagambe presenta invece un ampio panorama dei dibattiti che si ebbero in Unione Sovietica nell'età staliniana nell'intento di costringere la scienza e la matematica nelle anguste categorie politico-filosofiche del materialismo dialettico.
Ma è sul terreno dell'economia che, soprattutto nel nostro secolo, la matematica si è rivelata di crescente importanza politica e sociale. Come ha detto una volta Keynes, "il vero economista deve possedere una rara combinazione di talenti. In qualche misura deve essere un matematico, uno storico, un uomo di stato e un filosofo".I saggi di Marco Li Calzi e Achille Basile illustrano il crescente ruolo della matematica nelle scienze economiche. "Non c'è una via regia matematica all'economia" essi scrivono, ma è un fatto che l'importanza della matematica nella comunicazione professionale economica è indiscussa e crescente. Del resto, non mancano i matematici che sono stati premiati col Nobel per l'economia. E' il caso per esempio di Gerard Debreu, di John Nash o di Leonid Kantorovich.
Quando si pensa alla presenza della matematica nella cultura e nell'arte, vengono in mente i nomi di Piero della Francesca e i pittori del Rinascimento, che mettono a frutto la nuova tecnica della prospettiva, i poliedri stellati di Paolo Uccello, le bolle di sapone nella pittura dei fiamminghi. E in letteratura la Commedia di Dante, o L'uomo senza qualità di Musil. O le fughe di Bach per la musica. Uno dei pregi dì questo volume è mostrare che il panorama è molto più ricco e interessante. Come più ricco è il mondo della cultura moderna, che la matematica caratterizza con la sua presenza."Molte sono le culture, e molte sono le musiche" osserva ad esempio Laura Tedeschini Lalli. In che senso, allora, è stata usata la matematica "come rafforzativo di scelte culturali da essa lontane" come quelle culturali in campo musicale? In particolare, come mai si è arrivati a "definire "musicali", nei manuali di acustica e a volte nel senso comune, solo questi suoni che soddisfano condizioni di periodicità molto stringenti, di descrizione però molto chiara in termini matematici"?Alcuni risultati delle sue ricerche di carattere matematico hanno trovato conferma sul campo nel Sud-est asiatico nella "cultura musicale dei gong e dei carillon", come la chiamano gli etnomusicologi, che da oltre un secolo affascina i compositori occidentali per la qualità e la complessità del suono. Da parte sua, il musicologo Tran Quang Hai mostra nel suo saggio quale sia il ruolo dei numeri nella musica asiatica.
Tra i partecipanti al convegno c'era anche Peter Greenaway, uno dei registi più sensibili al fascino dei numeri. Chi non ricorda I Misteri del giardino di Compton House, il film che ha segnalato il regista al pubblico italiano? E' la storia di un disegnatore del Seicento. "E' un uomo che crede nella verità", dice Greenaway. "Disegna case di campagna e giardini, e si vanta dell'esattezza della natura o almeno dell'occhio umano che guarda la natura". Per disegnare usa uno strumento ottico, una griglia, "un reticolo quadrato di filo metallico installato su un cavalletto in modo da poter esser visto con una lente monoculare. L'occhio trasferisce il paesaggio reticolato su un pezzo di carta parimenti grigliata". E' lo strumento per dísegnare in prospettiva immortalato in una celebre litografia di Dürer. La stessa costruzione della storia è geometrica. Il disegnatore si scopre vittima di un complotto. "Le intelaiature dei suoi disegni lo intrappolano in un'accusa di omicidio" e la trama ci riserva un finale misterioso. I numeri offrono la chiave di lettura di molti altri film di Greenaway, come Giochi sull'acqua (Drowning by Numbers, nel titolo originale) dove l'idea è di unire il racconto e il computo numerico, la progressione dei numeri da uno a cento e la narrazione delle storie di tre donne e sette uomini. "Tre è consacrato da Dante e dalla Chiesa Cattolica", ma tre è anche il numero delle Parche che filano, misurano e recidono le nostre vite. E tre sono le streghe di Machbeth. Sette, dice Greenaway, è un numero assai più maligno ma eccitante, i giorni della settimana, le età dell'uomo, i colori dell'arcobaleno, i continenti, gli oceani e le meraviglie del mondo. Numeri che servono come metafore di storie e immagini in un riuscito connubio tra la matematica e, appunto, la settima arte: il cinema.
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vedi anche
Il pensiero matematico