RASSEGNA STAMPA

7 LUGLIO 2000
MAURIZIO MORI
OTTO GEMELLI E TANTISSIMI ERRORI
C i risiamo! Quello della donna che attende otto gemelli è l'ultimo "caso" che rimette in moto le polemiche: da una parte c'è chi-parla di una nuova "sconfitta della medicina", cui si replica che non è stato commesso alcun errore tecnico; dall'altra c'è chi trova motivo per richiedere una legge chiara sulla fecondazione assistita che eviti la ripetizione di casi come questo magari con una legge che scoraggi e limiti il più possibile il ricorso alle tecniche riproduttive che forzano i limiti della natura (vista la difficoltà di un divieto netto). Senz'altro qualcosa è andato storto, e il problema è capire dov'è che si annida l'errore. La difficoltà prima sta nel fatto che la specie umana non è adatta ad avere tanti figli in una sola volta, cosicché tale parto è molto problematico: ci sono rischi seri per la vita della donna ed anche per quella dei nascituri. Solo pochi di questi riusciranno a sopravvivere. Destano sorpresa gli auspici ottimistici di alcuni medici, i quali si augurano che tutto vada per il meglio: è vero che dire questo non costa niente e sembra non far mai male, ma a ben vedere falsano la realtà delle cose, che invece è tragica. Ancora di più, lungi dall'essere innocui tali auspici sono insidiosi perché trasmettono l'idea che - nonostante tutto - la natura è sempre buona e saprà provvedere per il meglio trovando la soluzione migliore. Continuano a far credere che l'uomo non è responsabile per quanto fatto dalla natura, i cui disegni imprescrutabili vanno accettati con rassegnazione (e con fede- per chi ce l'ha). E' proprio in questa logica della "bontà della natura" che si nasconde l'errore che sta alla base del "caso" in esame. Riprendendo il detto evangelico che ingiunge di "Non mettere vino nuovo in otri vecchi", possiamo dire che non si può fare ricorso alle tecniche che favoriscono la riproduzione continuando a credere che "la natura fa il meglio". Può darsi che dal punto di vista strettamente tecnico i medici di Trapani non abbiano commesso alcun errore, ma una gravidanza di otto gemelli resta una sconfitta della medicina, che non è solo intervento tecnico ma con coniugazione di tecnica con valori umani. E' qui che deve intervenire la saggezza nell'uso delle tecniche, saggezza che nasce dalla consapevolezza che non si può mettere vino nuovo in otri vecchi. Se si abbandona la "signoria della natura", non si può poi continuare a credere che la "natura fa il meglio". Le tecniche ampliano le capacità di intervento ma devono stare al servizio della persona e dell'esigenze personali. E' sbagliato attuare interventi tecnici lasciando che essi siano al servizio della "vita" o della "trasmissione della vita" - come se la "vita" o la sua trasmi[b1
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vedi anche
Bioetica