Era sterile, ora aspetta sette gemelliFlamigni: "Questi rischi possono essere evitati Ma adesso le chiederanno anche di scegliere" |
| "Non è possibile che nell'anno 2000 esista un rischio grave nei parti plurigemellari". Il professore Carlo Flamigni, direttore dell'istituto di ginecologia dell'Università di Bologna, non è nuovo a questa denuncia.
| Professore, perché lancia il suo allarme? |
"Perché non vi è soltanto il pericolo di tanti bambini che nascono piccoli, piccoli e quindi di grandi spese e grandi preoccupazioni per la loro salute e per una mortalità elevata ... Innanzitutto vi è un problema di scelte iniziali che è abbastanza drammatico. Perché la prima cosa che si propone alla donna che ha nella pancia sette bambini è "vuole che le riduciamo il numero dei feti?". E' una scelta morale ed etica molto dolorosa. E poi cosa vuol dire riduciamo queste sette carriere a due o a tre, uccidendo tre embrioni o tre feti? Oppure le facciamo correre il rischio di partorirli tutti a quattrocento grammi di peso, facendoli morire tutti e sette? Questo è il dilemma. In una gravidanza di questo tipo, se uno si affida alla buona fortuna, si mette a rischio la salute della mamma, perché nelle gravidanze multiple tutte le complicanze aumentano e sono più importanti. Quindi ci sono problemi di ordine personale come la delusione, di ordine psicologico e sociale, come i costi .... ".
"Certo. Negli ospedali il numero di letti attrezzati per bambini sotto peso, quindi in terapia intensiva neonatale, è ridotto. E se vengono occupati da sette bambini di cinquecento grammi li si tiene tutti occupati per un lungo periodo di tempo a costi elevatissimi, con mortalità e danni di vario tipo agli organi di senso e agli organi cerebrali. Le iperstimolazioni, che sono l'effetto diretto delle terapie, e le gravidanze multiple sono le vere complicazioni di queste terapie. Queste terapie vanno fatte in centri specializzati, che possano garantire un'attenzione quotidiana, rapidi esami ormonali.. "
| Sono le condizioni per ridurre i rischi? |
"Esattamente. Un medico può sempre sbagliare, ma qui c'è la possibilità concreta di evitare la gravidanza, perché quando, con l'ecografia, si rende conto che si è sviluppato un numero straordinario di follicoli e di uova, dice alla coppia "non dovete avere rapporti" e questo evita questi drammi. Le assicuro, è fastidioso fare il Catone, su questi problemi, contro una stampa che li enfatizza e li presenta come se fossero dei risultati molto brillanti. Ma qui si procurano tanti disastri alle coppie, altro che tanti figli. E poi, la terapia della sterilità è una terapia medica che va fatta da centri competenti e con le attenzioni dovute, perché deve mettere nelle braccia dei genitori dei bambini sani. Si ricorda di quella coppia con un parto plurigemellare che sembrava aver trovato un certo appoggio economico? Ne sono morti due di neonati e non è più diventata interessante. L'appoggio è finito. E' questo l'effetto di un cinismo che va condannato con decisione".
| Lei chiede che questa attività sia effettuata da centri specializzati? |
"E che possano garantire esami ormonali quotidiani con risposta in tempi brevissimi, ed ecografie effettuate da medici esperti..".
| Ma chi deve effettuare questi controlli, il ministero della Sanità, le Regioni? |
"I problemi della terapia della sterilità sono sempre sfuggiti ad ogni tipo di controllo e non sono stati mai normati. Queste terapie "semplici", che consistono solo nell'induzione della ovulazione multipla, andrebbero sottoposte ad un controllo più severo. L'utilizzazione di farmaci, che sono straordinariamente potenti, dovrebbe essere fatta da specialisti in grado di controllare lo sviluppo del follicoli e la produzione di ormoni. E poi non c'è solo la grande gravidanza multipla, vi sono anche le ìperstimolazioni ovariche che sono a rischio per la donna.".
| Ma chi dovrebbe effettuare questo controllo? |
"Dovrebbe intervenire il ministero della Sanità e siccome i farmaci sono molto costosi e sono sottoposti ad un controllo da parte delle Regioni, spetterebbe a queste ultime stabilire che questi trattamenti debbano essere fatti soltanto da quei soggetti, pubblici o privati, in grado di garantire queste competenze". |